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Live & Loud

Live & Loud (062)

| mercoledì 14 maggio 2014

Door-to-Hell-07-634x424
L’agenzia viaggi di primavera questa settimana programma una visita guidata a TAI, la Terra Australis Incognita. Gli imbarchi sono previsti nel luogo dal nome più adeguato per questo viaggio, il Moonshine. E sarà proprio un assalto al chiaro di luna a segnare queste sedutoe notturne di sperimentazione audio-visiva, frammenti di un ecosistema improvvisativo non esente da sorprese.
Terra Australis Incognita è l’apertura e il piatto forte della settimana che arriva: un non-festival iniziato in sordina già da qualche giorno e pronto a esplodera nei prossimi due giorni, saturando l’aria del Moonshine, con una pletora di nomi troppo lunga per essere snocciolata, comprendente tra gli altri Angelo Contini, Edoardo Ricci, Eugenio Sanna, Stefano Bartolini, Alessandra Novaga, Massimo Falascone, Bob Marsh e via improvvisando…

Ne segue un weekend che tiene i viaggi interstellari come propria cifra generale, quantomeno per il venerdì che si snoda tra il post-rock ambientale dei Luminance Ratio (da O’), la misteriosa psichedelia californiana della Entrance Band (con la Società Psychedelica al Cox18) e i bizzarri pianeti colorati da cui discende la funky break-core di Otto Von Schirach (al Plastic).
Ogni viaggio che si rispetti, ad ogni modo, finisce in un solo luogo: alle porte, anzi ai cancelli, dell’Inferno. Ed ecco che sabato succede una cosa bellissima da queste parti, succede che il festival di MetalItalia, dopo ospiti curiosi come Impaled Nazarene o Necrodeath, si chiuda con il ritorno nel belpaese degli At The Gates, uno dei gruppi più straordinari e meno cagati della storia del death-metal. Un concerto che non bisognerebbe perdere per nessuna ragione, vista anche la sua rarità, e che finisce giocoforza per oscurare tutto ciò che di diverso accade quella sera, come i chitarroni di Morkobot e My Home on Trees (Cox18), l’orgia hip-hop-soul di Georgia Anne Muldrow (Biko) o la funzione metal-core officiata da Sworn In, Here Lies a Warning e In Archives al Ligera.

Stanchi da tutto sto viaggiare sopra e sotto il cielo e la terra, domenica c’è un dì di relax, in cui l’unica discutibile e costosa nota sono i pensionabili Yes al Teatro della Luna (Assago). Un buon riposo per un lunedì guizzante, tale è quando ci sono già ben due proposte diverse: prima il bizzarro rock’n’roll dei Bobsleigh Baby (sulla Piattaforma Fantastica della Islo do Cafè nell’estremo nord-est), poi al Teatro Elfo Puccini, dove Sentieri Selvaggi si apre alla ricerca jazz del collettivo Gallo Rojo, con le chitarre di Simone Massaron e i sassofoni di Piero Bittolo Bon.
Dulcis in fundo, mercoledì 21 da O’ il nuovo laboratorio d’ascolto di Sincronie sarà dedicato a “Le Sacre du Primtemps” di Stravinskij, a seguire ci si divide tra il classico jazz-piano di Geri Allen al Blue Note e la leggenda bianca del jazz Johnny Winter al Bloom (Mezzago), sicchè questo viaggio policosmico finisce per concludersi nelle praterie americane, se vi va di culo troverete almeno un crop circle.