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Live & Loud

Live & Loud (061)

| mercoledì 7 maggio 2014

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Fate piano. Non spingete. Che qua sono finiti i ponti e con loro ogni genere di vancazuola. Il che è triste, ma per rallegrarci torna l’abbondanza, in versione primaverile. L’inizio è col botto. Ma il botto-botto. Fragoroso e luminoso, come il Sol Levante che si alza in un turbine di tuoni, come l’assalto noise dei Melt Banana che tornano da Tokyo con furore. Giovedì sono ospiti di DaunTRoK! al Leoncavallo in una serata da fulmini e saette, tanto che per andar sicuri ad aprire le danze ci penseranno gli Zeus!. E’ dura pensare alle alternative, ma per chi volesse salvaguardare il padiglione auricolare si segnalano la synth-techno griffata da quei demoni di Haunter Records, che spingono Orphx, Sense Fracture, Heith e Weighthausend da Wave e la chiusura della rassegna di musica contemporanea Fuck Bloom? Alban Berg! che porta a Mezzago l’opera di Jürgen Grözinger “Caapi II”.

Venerdì si attacca da O’ con i sax e i delay di Werner Durand; volendo poi restare in ambito sperimentale, basta spostarsi da Yatta, dove L. Alexis Emelianoff guiderà lungo un percorso sonoro centrato sull’induzione elettromagnetica. Ma se tutto ciò risultasse un po’ ostico, dopo una settimana di sfruttamento, c’è sempre spazio per rilassarsi con Eli Paperboy Reed, la reincarnazione del soul anni ‘60 sul palco del Biko, ma soprattutto per viaggiare nei sotterranei della psichedelia più tagliente con i Mamuthones da Macao. Oppure in una splendida provincia, illuminata dalla psichedelia percussiva di Above the Tree & Drum Ensemble du Beat all’Agorà di Cusano Milanino o dalle martellate rocciose di Lento, Sunprocisy, Filth in my Garage e Young Blood che scolpiranno l’Art Factory in the Desert del Boccaccio (Monza).

[Intervallo formativo: sabato e domenica il prof. Max Viel è da Otolab a snocciolare la storia della musica, “dal gregoriano ai Daft Punk].

Alla luce del contenuto del succitato intervallo, il sabato potrebbe essere una serata di riposo. E invece no, perchè c’è da fare un viaggio nel tempo, partendo dal Leoncavallo indietro fino agli anni ‘90 e a quando la techno apriva strade per nuovi universi, a ricordarcelo tornano gli Orb in persona (?). Nel frattanto tra Cox18 e Sacrestia va in scena un triangolo fatto di shoegaze e chitarroni da un lato (con Hella Comet e Pueblo People) e psychedelia garage dall’altro con Undisco Kidd.
Che poi sarebbe ben comprensibile chi volesse sconfinare a Lugano, visto che al Molino giocano i carichi pesanti del free jazz con Marshall Allen ed Henry Grimes, ma restiano entro i confini comunitari.

Passa la domenica del solo, solito, omaggio a Donatoni al Museo del Novecento (ore 11), e passa pure il lunedì con il chitarrino di Barzin al Gattò e l’inaugurazione dell’installazione “Il paesaggio mi illude”, allestita da Alessandro Roma e Nicola Ratti da O’.
Passa tutto e si approda allo sprint finale. Il colpo di reni inizia martedì quando, più che l’eterno ritorno di Ben Harper (al Teatro Linear4Ciak) o il doom-death di Loss e Worship (al Blue Rose Saloon di Bresso) vale la fermata del furgone di Jealousy Mountain Duo, John Kowalski & the Sexy Weirdos e Les Spritz, che scarica al Boccaccio (Monza) il suo bagaglio di math-noise autoprodotto. E poi si taglia il traguardo rallentando, di brutto, con questa specie di blues lento lentissimo. E triste, come la musica di Micah P. Hinson che mercoledì al Magnolia (Segrate) chiude questa settimana di abbondanza con la doverosa stanchezza.