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Live & Loud

Live & Loud (057)

| mercoledì 9 aprile 2014

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Questa settimana non c’è un cazzo. Ecco. State a casa, fate la scorta di sofficini e birre, e mettete sul piatto quei dischi che pensate da tempo di ascoltare e poi non lo fate mai, va bene così.

Ok, non bastava. Questa settimana ci sono i cazzo di mobilieri maledetti in giro per la città. Milano si trasforma in una grande Brianza, però più grigia e senza le eccezioni vitali della Brianza. Qualcosa c’è, qualcosina, uscendo dalle rotte obbligate.
Tipo a Pavia, domani sera, dove prosegue la rassegna Dialoghi Jazz per Due all’ex-chiesa Santa Maria Gualtieri con la voce elettronica di Boris Savoldelli e il piano di Umberto Petrin. Restando in città c’è invece l’auditorium Demetrio Stratos che ospita i ginevrini Ambient for Space e le magiche costruzioni di L’Ocean.
Venerdì si va da Macao e da lì si parte insieme ai field recordings e agli oggetti sonori dell’inglese Simon Wheatham. Un esempio fulgido della necessaria astrazione dalla realtà.

Per il weekend tutto sembra tornare normale, con il ventaglio delle scelte sabatine che si apre con l’indagine sugli elementi metallici dell’Alchemist Drums Duo (Steve Hubbak/Carlo Garof) allo Spazio Carmilla, per poi passare all’omaggio a Don Cherry ad opera dal super-settetto Multikulti alla Scighera e andare a sbattere contro i Macigni del Lo-Fi, i cui ospiti sono capitanati dalla violenza strumentale degli spagnoli Syberia, accompagnati da Hungry Like Rakovitz e Temple of Dust. Il meglio della serata però sembra avvenire -guarda un po’- fuori dai confini cittadini, con due conoscenze ben note dell’underground più o meno rock italico: al Boccaccio (Monza) c’è una serata di furia con Fuzz Orchestra, Jesus ain’t in Poland, Chaos Conspiracy, Feed Me More e Ojne, mentre l’insolito palco del CPG di Melzo ospiterà le digressioni ardite e illustrate degli Uochi Toki.
La domenica del villaggio è sempre simile: inizia alle 11, al Museo del Novecento, con il Divertimento Ensemble che omaggia Donatoni. Prosegue però inaspettatamente al Teatrino Scala della Vita, alle 19, dove Chiara Granata ed Emiliano Turazzi riscoprono la musica di compositori del ‘600 (Frescobaldi, Froberger, Kapsberger, Dowland…) attraverso arpa ed elettronica. La chiusura è più domenical-serale con l’alt-folk di Jonathan Wilson al Teatro Menotti.

Poi si sorvola veloci su lunedì, e pure su un martedì 15 nobilitato solo dalla brutalità assortita di The Body e Brutus al Lo-Fi, per approdare infine alla chiusura che è bella e scalciante, tanto quanto una città che dovrebbe ormai vedere la sua liberazione.
Mercoledì 16 torna un pezzo di anni ‘90 con gli Estra al Tunnel, e prosegue l’esplorazione del Panorama Italiano da parte del Sentieri Selvaggi ensemble all’Elfo Puccini. Il piatto forte della settimana però viene servito in serata come ultimo, come il dolce: a Macao un cerbero a tre teste composto da TRoK!, Zaund & OffSet sforna una crema di jazz al forno, tritato e ripassato con il rock e il rumore: prima un babà del panorama italiano come i Junkfood, al tour di riscaldamento prima di salire sul palco del Primavera di Barcelona, e poi la ciliegina chiamata Diamond Terrifier, ovvero quel Sam Hillmer che soffiando nel sax degli Zs aprì una ferita nei timpani dei milanesi che sanguina da un annetto.

Di mezzo a tutto ciò ci stanno pure i cocktail-concerts per falegnami mancati, ma se è per quello ci stanno pure Boy George, Pelù e Venditti. Mentre per Al Bano che canta le canzoni di Paolo Limiti ci sarà un approfondimento speciale.