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Live & Loud

Live & Loud (047)

| mercoledì 29 gennaio 2014

mentina

Di ritorno all’abbondanza. Quella che fu e quella che sarà. Quella che arriva subito, con una settimana da perdifiato. Pronti? via!.

Prendete giovedì sera, ad esempio, e districatevi. All’imbrunire, l’aperitivo del Paolo Pini è dedicato al folk blues di Phil Reynolds, così come la cena va rinviata o saltata, per l’appuntamento con la musica continua del pianista e compositore ucraino Lubomyr Melnyk sulla Piattaforma Fantastica di O’. E sempre in prima serata, dalle parti della contemporanea o giù di lì, c’è il Divertimento Ensemble che esegue Berio e Maldonado alle Gallerie d’Italia, per poi lasciare spazio a una certa ora, come è naturale che sia, ai chitarroni, con lo stoneraccio di Red Fang e Shrine al Bloom (Mezzago).

Venerdì 31 è serata di scelte. Tutte robe che spaccano, tutte in contemporanea. Tranne forse i Kodò, strepitosa compagnia di percussionisti giapponesi, che porta il suo rullante tsunami al CRT per quattro date di fila, fino a lunedì, ma occhio che domenica lo spettacolo è pomeridiano. La sceta invece è tripartita e oscura: al Leoncavallo torna DaunTRoK! con il lacerante ambient industriale di Father Murphy e Control Unit; al Plastic Palace c’è la new wave voodoo dei Soft Moon; al Malabrocca (Pioltello) si apre la gustosa novità della rassegna Alterazioni con gli Aural Tools di Attila Faravelli ed Enrico Malatesta, una collezione di oggetti sonori riprodotti live prima dagli artisti e poi dall’interazione col pubblico stesso.

L’abbondanza non cessa ovviamente nemmeno nella serata di sabato, che si apre nuovamente da O’ con la presentazione della raccolta “Postcards From Italy” curata dal diffuso Archivio Italiano Paesaggi Sonori: una geografia di field recordings eseguita da una decina di artisti tra cui Pietro Riparbelli, Alberto Boccardi, Attilio Novellino, Matteo Uggeri…
Nel frattanto, dalle parti di Lambrate, inaugura la galleria Redroom con il live di batteria mutante di Carlo Garof, e al Lo-Fi arriva le teste coronate dell’hard-core ambientalista con Defeater, Caspian, Landscapes e Goodtime Boys. Hc come l’hip-hop del Truce Klan che da anni scuote la sua “Rome sweet Rome” e stavolta assalta il Bitte (Segrate) con Noyz Narcos e Gast & Chicoria. A completare tutto ciò si aggiunge un appuntamento con la storia e la memoria dello psychobilly rappresentata dagli inossidabili Demented Are Go!.

Per fortuna che dopo tutta quest’indigestione arrivano due giorni di pseudo-riposo, altrimenti eran cazzi. Due giorni per sfruttare l’appuntamento con i Kodò di cui sopra, forse dimenticato per l’abbondanza di cui sempre sopra. O due giorni per omaggiare il genio di Donatoni, domenica alle 11 del mattino al Museo del Novecento con Elena Casoli, Luca Avanzi e Valerio Marini (Divertimento Ensemble) e poi presentarsi al canonico appuntamento indie-folk del Gattò, lunedì con Edoardo Cremonese alle 19.30.

Dopodichè si torna a sguazzare nella ricchezza ancora per un giorno, in attesa della settimana che seguirà, con un martedì da fuochi d’artificio. Che, tanto per cambiare, inizia di nuovo da O’, stavolta grazie a Daepth che ospita l’energico percussionista/sound-artist Eli Keszler. Seguono le versioni pulitine pulitine del punk rock (al Lo-Fi con i Riverboat Gamblers) e della techno (al Rocket con i Ngunzunguzu), oscurate da una degna conclusione giapponese di queste giornate già ritmicamente nipponiche: al Magnolia (Segrate) arrivano i Church of Misery, doom capellone del Sol Levante in grado di far digerire qualsiasi abbuffata.