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Live & Loud

Live & Loud (041)

| mercoledì 4 dicembre 2013

Department-City-Fire-New-York

Questa settimana il freddo, che pare essere arrivato, non si avvertirà. Si noterà invece un anomalo fermento dalle parti di via Procaccini o di similari caserme dei pompieri, perchè questa settimana si apre e si chiude con un incendio, nella migliore tradizione del medioevo che ci attende.

Gli incendi, nel mondo del rock’n’roll, scoppiano in maniera veloce e brutale, e la scintilla da oltre 30 anni porta un nome: The Fleshtones, i piromani del garage rock che non si stancano di dar fuoco al mondo e che domani sera proveranno a ridurre in cenere pure il Lo-Fi. Se al freddo state bene, comunque, questo giovedì offre proposte anche ben più algide, come l’incontro tra l’elettroacustica di Ili Adato e il doppio basso di Luca Pissavini allo Studio Blau, il rock scarnificato ed elettrizzato dei Massimo Volume al Magnolia (Segrate) e la violenza interstellare dei Morkobot allo SpazioMusica (Pavia). A tutto ciò va aggiunta la performance live di Ragnar Kjartansson, Davíð Þor Jónsson e Oddur Roth che celebra la ri-apertura della mostra-evento “The Visitors” all’Hangar Bicocca.

Un giovedì da orecchie fameliche che anticipa un venerdì altrettanto denso e variegato, in cui si attacca ancora presto dalle parti della sperimentazione con il sound artist Stephen Cornford nell’angusta stanzetta di The Lift e poi prosegue in triplice direzione: al Leoncavallo con dj Kool Herc, il bisnonno dell’hip hop ‘70s, ancora al Lo-Fi con lo psychobilly della Bone Machine, ma soprattutto al Cox18 dove Peter Sellers and the Hollywood Party trascineranno la danza con il loro sghembo folk-rock acido.
Le stesse mura di via Conchetta tremeranno anche nella serata successiva, stavolta sotto il colpo delle pesanti mazzate elettriche di Makhno e Taras Bul’ba. Nel frattanto continuo la celebrazione dell’hip hop con la dance rumorosa di Tokimonsta e Antiteq al Leoncavallo o con il dissonante post-hop di Eell Shous al Malabrocca (Pioltello).

E’ finalmente sonnacchiosa la domenica, che ha per unico sussulto l’Incident on South Street con cui una selezione appetitosa del sottoterra italiano rende omaggio alla no-wave dei Loung Lizards (all’Agorà di Cusano Milanino). E altrettanto rilassato è il lunedì che ne segue, aperto al Gattò dalle canzoni di Marco Levi e Salsaparilla e completato dalla sonorizzazione acusmatica di “Don’t come knocking” al S. Fedele o ancora di più da altre, splendide, canzoni come quelle che Franco Battiato ci regala coraggiosamente da alcuni decenni. Il maestro catanese è di scena al Teatro Nazionale con il nuovo progetto “Diwan”, un viaggio interetnico intorno al Mediterraneo che prende il largo dalla Sicilia meticcia dell’anno mille. E’ una sorta di viaggio nel tempo, quello di Battiato, come può rappresentare uno viaggio nello spazio quello di ~Tilde, il trio di Nicola Ratti, Attila Faravelli ed Enrico Malatesta che si esibisce il giorno successivo al Pomo Studio: lo spazio esplorato però non è quello geografico ma quello delle infinite possibilità di movimento e di vita dei suoni nell’ambiente circostante.

La chiusura di tutto ciò è inevitabilmente un ritorno tra le fiamme; perchè se è vero che mercoledì 11 ci stanno i reduci della dark-wave Chamaleons al Lo-Fi, tutto il fuoco della serata starà al Magnolia e -per proprietà transitiva- nei timpani, nel cervello, nelle viscere dei presenti. Detonatore della serata saranno i Brutal Truth, leggende del grindcore, dell’aggressività e degli amplificatori in fiamme. Dopo di loro resta soltanto cenere.