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Live & Loud

Live & Loud (040)

| mercoledì 27 novembre 2013

sea

Eppur si muove. Il freddo inverno avanza, la città sta ferma come per tutto il resto dell’anno… eppure qualcosa ancora respira, e pure in condizioni avverse quella che arriva è inaspettatamente una settimana ancora vitale. Godiamocela prima del letargo, sempre sia lodato.

Giovedì all’ombra del ritorno milanese di Nick Cave & the Bad Seeds (all’Alcatraz, con garanzia di pienone) c’è l’esibizione di Alessandro Bosetti, che allo spazio Alterarte esibirà la sua impagabile lingua destrutturata. E poi ci sono i suoni del silicio, quelli mixati dal dj set di Howie B al 65mq o quelli della techno oscura dell’etichetta Opal Tapes, che si mette in mostra con Basic House, Wanda Group e Ooobe al Q21.

Ad ogni modo, con buona pace dei nomi grossi o piccoli che siano, l’appuntamento della settimana è indubbiamente quello di venerdì 29 al Leoncavallo, dove tornerà la magia del rock apolide e cavalcante de L’Enfance Rouge, trio italo-francese di base in tutto il Mediterraneo che dovrebbe fare sold-out una volta al mese se iddio della musica esistesse davvero. Invece da queste parti non ci arrivano quasi mai, quindi non fate l’errore di stare a casa. O di andare altrove, benchè altrove ci sia un sacco di roba e tutta fottutamente rock’n’roll!. C’è la superband stoner Porn (of a men) al Lo-Fi accompagnata dai nostri afro-eroi Mombu; c’è il grido elettrico dell’anarchia con Fuzz Orchestra e Makhno al Malabrocca (Pioltello) e poi il post-punk che sia di origine russa dal punto di vista geografico come i Motorama (al Circolone, Legnano) o soltanto da quello nominale come i marchigiani Soviet Soviet (all’Ohibò); unico strappo alle chitarre urlanti arriva dalla brutalità dell’hardcore rap, che a queste latitudine si chiama Truce Klan e che in via Mecenate 76 si festeggia quasi al completo.

Troppa roba, avete esaurito il fiato? Sedetevi e rilasatevi: sabato sera è una serata quasi per spiriti tranquilli, con la brutalità che si prende in giro, tipo quel punk’n’roll cabaret che sarà il concerto di Jessie Evans (al Cox18) o con il gran cabaret hard-core del Boccaccio (Monza) sul cui palco saliranno Balsheathens, Drunkduck, Alkaloids e altri. I big della serata sono invece quelli dello scorso decennio, come gli shoegazer scozzesi Glasvegas (ai Magazzini Generali) e soprattutto i matematici chicagoani Joan of Arc (al Lo-Fi).

Il risveglio domenicale del Manzoni stavolta è meno appetitoso, con il soul-jazz del vecchissimo Junior Mance, forse conviene quasi dormire un po’ di più e ricaricare le forze, anche perchè in serata c’è da urlare e pogare nel sottoterra del Ligera con un carico di noise e black metal dall’est europeo e dal nord Milano, capitanato dai ██████ (che si pronunciano Nic), insieme ad Esazlesa, Agatha e Lago Vostok.

Per tirare il fiato comunque c’è un lunedì 2 dicembre in cui l’unica scintilla è l’indie-rock dei Rocky Wood al Gattò in prima serata. Ma non ci sono le serate successive, perchè martedì l’appuntamento è uno solo, ma su quel palco (quello del Lo-Fi) salirà sua maestà della sofferenza Jarboe, ex cantante degli Swans, ex ospite nobile sui dischi di chiunque, da sempre voce che ti apre le ferite fino a che non esplodono di sangue e pus, e poi ti ci sparge sopra il sale.
Più facile e quasi convenzionale è il fitto mercoledì che ne segue, tutto dalle parti del folk-rock, a partire dall’adoratore dylaniano The Tallest Man on Earth (al Magnolia, Segrate), passando per l’indie-folk dei Frightened Rabbit (al Tunnel) e proseguendo lungo i fiumi sino alle praterie e all’alt-country di Daughn Gibson (al Tamboruine, Seregno). E dopo ancora dritti, sino alla frontiera.