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Live & Loud

Live & Loud (038)

| mercoledì 13 novembre 2013

William+Parker++Hamid+Drake

Siccome questa settimana che arriva ha tanta roba, poco tempo e molti kilometri, andiamo via veloci e amen.
L’incipit è domani con tante chitarre: quelle dei capelloni australiani Airbourne (all’Alcatraz) o degli indie-rocker malaticci Suuns, o ancora di più le chitarre che non ci sono più, quelle che qualche pezzo di merda ha rubato agli Isaak scassinandogli la saletta, e prendendosi tutto, mica solo le chitarre. Un motivo in più, assai valido, per andare a supportare gli Isaak domani sera al Lo-Fi, nel benefit omaggiato da SoloMacello che coinvolgerà altri pietrai pestoni locali come Goran D.Sanchez e My Home on Trees. Nel mezzo di tutto ciò ci stanno pure gli immortali Diaframma, al Biko, che menano meno ma vivono a lungo.

Tra Indonesia, Messico, California e Africa nera si muove invece la serata di venerdì al Cox18: un frullatone di suoni e percussioni che esce tutto dall’agitato live elettronico di Filastine, accompagnato dalla voce di Nova e preceduto djing di Chef Boima. Se tutto ciò pare troppo eccentrico, be’, meglio così, ma in alternativa si può ugualmente rientrare nei canoni dell’indie-shoegaze con Rdgldgrn e No Joy al Lo-Fi.

Si torna ai chitarroni, ma non solo, sabato 16 in una serata densa come la nebbia degli anni’80. A dimostrare che gli incontri tra stoner e doom sono uno dei trend ormai più affermati della città ci pensano ancora Cox18 con la psichedelia pestona di Monkey3 e Noon, ancora il Lo-Fi con il rockaccio di Valient Thorr, Gordo e Clamps, e in grande lo fa il Live Club (Trezzo sull’Adda) con il desert-stoner dei Vista Chino, nome legale dietro cui si nascondono coloro che furono i Kyuss quasi al completo. Gli altri suoni della serata sono quanto mai variegati: dall’appuntamento con Christian Eggen e la Oslo Sinfonietta per Milano Musica all’Auditorium alla gothic-wave industriale dei Lust for Youth al Ligera, per poi spingersi fuori città e passare per lo Spazio Frohike di Canegrate dove si sintetizzano rumori e rumorini con Beta & Berlikete e approdare a suoni più lievi come quelli che usciranno dal sublime violoncello di Julia Kent (al Teatrino di Corte del Palazzo Reale, Monza).

Ecco, sembrerà incredibile ma il piatto forte di questa settimana ancora non è arrivato, comparirà in tavola per colazione, domenica mattina, ad Aperitivo in Concerto quando sul palco del Teatro Manzoni salirà il William Parker Quartet, dove al mitico contrabbassista afro-jazz si affiancherà l’ultra-batteria di Hamid Drake e la poesia di David Budbill. Roba da leccarsi i baffi fino a sera, per poi finire a stordirsi con il pop etereo dei Dodos (al Franco Parenti) o ancora meglio con i volumi a manetta di Metz, His Electro Blue Voice e Cheatas al Lo-Fi.

Lunedì si inizia presto, dalle 19.15 a O’ con il laboratorio di ascolto sovversivo di Sincronie (contrordine!, laboratorio annullato per questo mese) o poco dopo al Gattò con il folk-rock ombroso dei Ghost to Falco, ne seguono prevedibilmente in prima serata gli sghembi Hobocombo all’auditorium di Radio Popolare (su prenotazione) e il cantautorato proto-depressivo di Scout Niblett al 75beat.
Per riprendervi passate martedì dal Teatro Elfo Puccini dove Milano Musica mette Silvia Bertoncelli, Rolf Hind e Rui Horta alle prese con le sonate e gli interludi di Cage, poi tirate dritto fino al Boccaccio (Monza) per una festa militante di orgoglio transgender con il punk e il grind di Nature Boys, Fracture e Fiele.

In chisura di settimana, mercoledì arrivano quattro possibili classici: l’ingegneria del rumore di Seiji Morimoto da O’, la storia dell’acid-funk rock britannico con i Primal Scream all’Alcatraz, i classici futuri che sgorgheranno dalle jazz-rock ballads degli Spain al Magnolia (Segrate) oppure il local-hero Diego “Dead Man” Potron e il suo one-man blues tra la Brianza e il Mississippi.