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Live & Loud

Live & Loud (034)

| mercoledì 16 ottobre 2013

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Ci sono nomi che sui palcoscenici milanesi si presentano con ciclicità, chi ad intervalli regolari chi in maniera più caotica, ma che ti lasciano la certezza che non dovrai aspettare chissà quando per riascoltarli, che sai già che rivedrai in un periodo più o meno breve, e ne sei felice, perchè ogni volta è un piacere. Due di questi nomi rappresentano le certezze del fine settimana che è già alle porte, e che è carico di liete novelle, ma che poi in copertina metterà ancora loro.

Si passa dal giovedì sera, per completezza, prima di approcciare il fine settimana, ma è un passaggio fugace, mono-proposta, in quel di Mezzago, dove il palco del Bloom sarà il palco dei Cheap Wine: quintetto folk-rock marchigiano sponsorizzato direttamente da Steve Wynn.

Poi arriva venerdì 18 e ritornano i Mombu (al Boccaccio di Monza con Derma e Boban). E’ un caso strano quello del duo romano dalle radici africane, un duo che solca i palchi locali con una frequenza anomala e con un risultato costante: spaccare i culi e i timpani dell’uditorio. Per chi comunque ne avesse abbastanza, la serata offre davvero tante alternative, a partire dalla storia del metallo italiano rappresentata inequivocabilmente dai Death SS (al Live di Trezzo sull’Adda) sino ad arrivare all’acid-prog degli Ozric Tentacles, che dispensano la loro psichedelia allucinogena al Bloom (Mezzago). Di mezzo ci stanno un altro pezzo di storia, questa volta del surf-punk, come i Man or Astro-man? al Lo-Fi, una cavalcata di post-hardcore urlato al Ligera con Euglena, Thy Solace, Yo Sbraito e Volta e una selezione tra ambient-dub e minimal techno con Vladislav Delay e Jimmy Edgar al Dude. E il jazz? C’è pure il jazz, ma bisogna andare a Novara, ma vale la pena spingersi ad ovest perchè all’Auditorium Cantelli arriva il piano free di Vijay Iver.

Sabato invece tocca a Immanuel Casto, ovvero l’unica certezza dell’autunno-inverno milanese. Certezza granitica ma non ripetitiva, perchè il “nuovo Verga” cambia palcoscenico ogni anno, e quando torna sui suoi passi (come questa volta, ai Magazzini Generali) cambia concerto, approfittando della scadenza per presentare il nuovo album “Freak & Chic”. Cambia tutto anche al Theatre di Rozzano: laddove l’anno passato si esibiva il Casto, quest’anno si ritorno nell’oscurità con il black metal di Necromass, Aborym e Sudden Death, proposta che va in tutt’altra direzione rispetto agli amanti del porn-groove, così come ribadisce anche il Lo-Fi con gli eterni D.O.A., alfieri del punk hardcore canadese.

Domenica 20 passa via veloce come un’uggiosa domenica di divano autunnale, e pure lunedì non è che esplodano i fuochi d’artificio. La scelta è una sola, ma è buona come luogo e come proposta, perchè le porte della (bellissima) Buka si riaprono per “Daepth” con una serata in equlibrio tra kraut-dub e sintesi tropicale con Robedoor, Cankun e Holy Strays.

La proposta singola del lunedì stride con l’abbondanza della sera dopo, in un martedì anomaloper una ricchezza che si fa addirittura trina: la prima serata sta tra O’ con la “Piataforma Fantastica” che invita il synth-rumorista dall’occhio di lupo Nate Young e l’Auditorium del Sole24Ore dove il complesso vocale Neue Vocalsolisten Stuttgart si cimenta sull’opera di Sciarrino; in nottata invece è il post-rock distorto dei 65 Days of Static a farla da padrona, dentro nel Tunnel che mette fine a questa settimana corta di appuntamenti.