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Live & Loud

Live & Loud (027)

| mercoledì 24 luglio 2013

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Alla vigilia delle ferie, ci sono sempre un sacco di cose da sbrigare: lavori da consegnare, biglietti o campeggi da prenotare o burocrazie da cui fuggire. Per tutto ciò, probabilmente, ci saranno un sacco di serate libere, perchè in attesa di separarsi dalla musica per la lunga pausa agostana, Milano si abbandona soltanto a dei rari sussulti.

Prima di partire per le vacanze, però, è sempre buona educazione andare a salutare i parenti anziani, a partire dalla nonna del rock’n’roll (e conseguentemente energica), la divina Patti Smith che domani sera riproporrà il suo capolavoro “Horses” sul palco del Carroponte, a Sesto S.Giovanni. Gli anni passano per Patti come passano per tutti noi, ma non per questo disco, che a riascoltarlo oggi emana ancora la stessa rabbia di 38 anni fa. In mancanza dei 25 euri per l’ingresso, comunque, si può ripiegare con altrettanto gusto sul modern jazz scandinavo dei Jazz Mob, di scena al Castello Sforzesco e in replica la sera successiva alla Biblioteca Civica di Legnano.

La cosa migliore di questo afoso fine mese arriva sabato sera con “Art Factory in the Desert” al Boccaccio (Monza), dove le temperature saranno ancora più incandescenti per una maratona di stoner e doom che si ripropone di traslare il pubblico idealmente fino al deserto: sul palco Tons, Veracrash, Lilim, Mexican Chili Funeral Party, Goran D.Sanchez, Gengis Khan Vodoo Jacket, Berlikete e via andare… Tutto infinitamente più brutale, più caldo e più sudato di Devendra Banhart e la sua chitarra, abbracciati in posizione del loto la stessa sera al Carroponte.

Domenica 28 poi ritornano i Blur. Sì, esistono ancora i Blur, suoneranno all’Ippodromo del Galoppo, dove non ci sono più cavalli e nemmeno i cani della più fortunata copertina della band inglese. In compenso ci sono un sacco di zanzare, che potrebbero far correre gli spettatori, nel caso in cui Albarn & soci non avesse più la verve per farli saltare o quantomeno sculettare energicamente.

A concludere il mese tra altrettanti insetti ci pensa il garage-soul dei Bellrays (al Magnolia), tra chitarroni e ancheggiamenti funk, manco fossimo a Detroit, con i Boeing di Linate in sottofondo.