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Live & Loud

Live & Loud (020)

| mercoledì 5 giugno 2013

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E’ ormai qualche anno che Milano (complici una trafila di amministrazioni sempre più sorde) sta diventando una città desertica, un’appendice del Sahara nel cui silenzio vagano comitive di tuareg post-moderni che al posto del cammello hanno messo un’automobile grigio-metallizzata o ancora peggio l’inevitabile motocicletta scoreggiona. Ecco che allora i milanesi che resistono scappano verso le poche oasi che ancora trovano in città o tutte quelle che sorgono usciti dai confini urbani; alcuni le oasi provano pure a crearle, imbattendosi spesso in manganelli che restano sempre uguali, quale che sia la loro latitudine di ispirazione.

Chi del deserto ne ha colto invece la faccia buona, quella del viaggio caldo e introspettivo e del veleno degli scorpioni, sono i Master Musicians of Bukkake, band di fricchettoni americani nel passaporto ma arabi nel rumore che domani sera si esibiscono sul palco di DaunTRoK!, nell’oasi del Leoncavallo, in compagnia dei Mombu, ben conosciuto duo italiano ma che di nuovo affonda le radici nell’Africa più nera.

Di arabeggiante hanno solo il nome, invece, gli Allah-Las, quartetto garage surf che apre la serata di venerdì 7 al Lo-Fi, mentre al Magnolia si apre il tormentone del Mi Ami e al Macao arriva in rappresentanza la concrete music bolognese, con Orfeo Collettivo Elettroacustico, Mario Guida e Vincenzo Scorza. Una serata timida per introdurre un sabato denso, dove si sfidano -agli antipodi delle periferie- i dinosauri del metallo internazionale (Iron Maiden, Megadeth, Mastodon, ecc… alla Fiera di Rho) e quelli del centrosocialismo nostrano (Assalti Frontali, Banda Bassotti e Gang al Baraonda di Segrate): ma i primi costano troppo e i secondi suonano la stessa canzone da troppo tempo, quindi meglio auto-esiliarsi nella Villa Inferno del Boccaccio (Monza) per una serata-festival a volumi eccessivi, con Fuzz Orchestra, Great Saunites, Meteor, Scum from the Sun, Zidima, DDR e Lule Kaine. Tanta roba, tanto forte, e buonanotte. Impossibile svegliarsi domenica per andare a sentire l’omaggio a Berio alle 11 del mattino al Museo del Novecento, anzi rischia di essere difficile anche arrivare all’Atomic Bar in serata per la psichedelia garagista dei Sulthan Bathery.

Lunedì 10 il deserto lo si esplora lungo i Sentieri Selvaggi dell’Elfo Puccini, a guidare la marcia c’è l’antropofago ex-tastierista degli Area Patrizio Fariselli; in apertura di serata (alle 20) il solito appuntamento indie del Gattò, questa volta virato sul folk nord-americano di Burning Hell e Nick Ferrio.
Il giorno dopo c’è un lieto ritorno, benchè fugace… quanto tempo è che non brilla sul cielo milanese la stella di Hundebiss? Martedì il progetto di sperimentazioni elettroacustiche milanese torna per una notte, con un gran cabaret di ospiti sul palco di Macao: Èlg, Gael Moissonnier, Sewn Leather, Primitive Art, Stargate, Dracula Lewis e Jaws. Tutt’altra atmosfera si respirerà alla Villa Vegan, travolti da uno tsunami punk – powercore per mano di Sickoids, Tongues, Lamantida, Komplott e Corpse. Roba per giovani atletici, i nostalgici attempati invece aspettino 24 ore, poi mercoledì si celebra il 30ennale di “Ortodossia” con un manipolo di reduci dei CCCP (Canali, Zamboni, Fatur) in quel di Sesto S.Giovanni. Dove, alla periferia del deserto, ha ri-aperto il Carroponte.