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Live & Loud

Live & Loud (017)

| mercoledì 15 maggio 2013

CEFALEA+ARENA

Uscire di testa è un’attività interessante, che non porta a nulla, che non ci si ricorda, ma che sul momento è sempre degna di nota. La psichedelia si dedica a questa attività da sempre, con risultati alterni, ma tanti figli della psichedelia ci sono riusciti perfettamente. Questa settimana, si prova ad uscire di testa in un po’ di modi differenti.

Giovedì sera di psichedelia ce n’è poca, ma il materiale è ugualmente greve e cronologicamente cadenzato, a partire dalla performance per corpo e batteria del Making Duo (alla Triennale, ore 18) per proseguire al Museo del Novecento (alle 19:30) con le “parole sue” del sound-design di Nicola Ratti e Renato Rinaldi, tornare alla Triennale per i droni di Gea Brown, e andare a concludere, ahinoi per l’ultima volta, al Birrificio la Cruda, con i field recordings acidi di Mai Mai Mai e le sperimentazioni elettroacustiche di Tommi Keranen e Lettera 22.

Poi venerdì la psichedelia si fa dura, estrema, con TRoK! che ospita alla Cascina Torchiera l’inatteso ritorno dei Supreme Dicks (con Pueblo People e Psalm and Locker): tra distorsioni e bassa fedeltà, i cazzi supremi sono un’istituzione dell’underground americano, troppo freak per aver ottenuto il successo dei loro soci (Dinosaur jr, Palace…) ma altrettanto geniali. Le alternative brutali stanno nel punk-metal di Greedy Mistress, Gordo e Seditius (allo SGA, Arese) e nel raduno di magia nera del Lo-Fi, con Chelsea Wolf, Jex Thoth e Simona Gretchen.

Sabato 18 si fanno 4 passi nell’oscurità: nel nero del punk ancestrale di The Mob, Horror Vacui e Pioggia Nera (al Boccaccio) o tra le fiamme della Grecia che brucia, con l’industrial di Libido Formandi, Hydrone e Last Days of S.e.x. opposte allo spreadcore di DJ Balli (allo Spazio Concept).

Per chi non volesse abbandonarsi al riposo domenicale sul divano, l’unica possibilità è la trasferta a Brescia ad assistere all’incontro tra Aki Onda e i Control Unit; mentre l’unico appuntamento del lunedì è quello con l’avanguardista Seamus Cater nel piccolo studio The Lift (a prenotazione obbligatoria).

Due giornate quasi di riposo per introdurne due da agenda fitta. Prima, martedì, il viaggio tra hip-hop e rumore dei Death Grips (al Tunnel) e il dark post-punk delle Savages (al Magnolia). Poi un mercoledì da leoni che offre sia la contemporanea (con Micheal Daugherty all’Elfo e il Divertimento Ensemble all’auditorium del Sole24ore) che il folk oscuro dei Dark Dark Dark (al Magnolia); ma soprattutto offre due pezzi da 90 (anni) dei volumi altissimi: gli Shellac all’Oca, storica band, quasi fondatrice, del noise-rock, e i Discharge al Lo-Fi, con il loro assalto grind-core talmente brutale da mandar tutti fuori di testa.