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Live & Loud

Live & Loud (016)

| mercoledì 8 maggio 2013

EINSTÜRZENDE-NEUBAUTEN-19841

Che gli Einstürzende Neubauten siano uno dei gruppi più grandi della storia della musica è un dato di fatto, scolpito e sancito, senza necessità di essere rimesso in discussione. Cantori inarrivabili della decadenza dell’occidente da ambo i lati della cortina di ferro, nichilisti devastatori di palazzi del potere, i Neubauten sono una storia che prosegue ancora, seppur mutata nella forma e nei tempi, da più di 30 anni. Questa settimana, Milano vede passare sul suo suolo ben due elementi di questa avventura, in due modalità ben differenti.

Si apre giovedì sera con le mille tonalità della voce di Blixa Bargeld, che sul palco dell’Alcatraz si incontrano con il genio post-industriale di Teho Teardo in una cavalcata retrofuturista tra canzoni, archi e rumori. E’ una serata ricca, comunque, con la neo-psichedelia inglese dei Bevis Frond al Lo-Fi, l’impro vocale di Andrea Reali a Macao ma soprattutto i Murder by Death al Bloom (Mezzago): un nome dietro cui ci si aspetterebbe del black-metal e invece si trovano delle ballate dark in equilibrio tra Death in June e Tindersticks…

Venerdì 10 l’appuntamento è al Leoncavallo, dove la crew di Mere:dith ha messo insieme una tripletta da fuori di testa tra la break-jungle di Kid606, il minimal hip-hop di Zona MC e la narrativa immaginifica degli Uochi Toki. Ma c’è spazio anche per gli amanti dei chitarroni, come il thrash-punk di Hellbastard e Barbarian (al Boccaccio, Monza) e il garage punk dei Danko Jones (al Factory); mentre è tutto da scoprire il side-project dei Morkobot Zolle, di scena al Lo-Fi insieme a quei pestoni dei Great Saunites.

Alla storia dei Neubauten si torna sabato sera, con un altro fondatore della band, il percussionista-rumorista FM Einheit, protagonista di un altro incontro d’alta scuola, al Leoncavallo, con il tastierista dei Faust H.J. Irmler, in un breve riassunto di mezzo secolo di avanguardia teutonica. Chi la lezione dei padrini crucchi l’ha appresa più che bene sono i Girls Against Boys, che sabato tornano al Bloom (Mezzago) dove proseguiranno nella loro ventennale opera di demolizione dei timpani dell’uditorio. Volumi più bassi ma immutata brutalità li offrirà l’oi! punk dei Cockney Rejects (allo Zam) e il brutal hard-core degli Hookers (al Lo-Fi). Se non bastasse, si aggiungono anche l’electro-jazz degli AU+ in prima serata al Piano Terra e il dancefloor mutante di Meze, A034, Hyena e Miles Sound Bass al Baraonda (Segrate).

Domenica l’appuntamento quasi abituale con la contemporanea è sia pomeridiano (il Divertimento Ensemble all’Auditorium del Sole24ore alle 17.30) che serale, quando al Teatro i l’ensemble Hurla Janus, con alcuni ospiti, eseguirà la composizione seriale di “Tierkreis” di Stockhausen. Più leggerezza, ma neanche troppa, la si trova al Magnolia con i moondog-iani Hobocombo ed Eterea. Molto più leggero e fluo è invece il nerd-pop di Dan Daecon, che chiude il programma alla Salumeria della Musica.

La settimana seguente si apre con poco (l’hard rock di Orchid e Troubled Horse al Lo-Fi lunedì, il Sentieri Selvaggi Ensemble con Giovanni Sollima nel martedì del Teatro Elfo Puccini), ma poi esplode con un fittissimo mercoledì 15: quando Gregg Ginn si porta appresso i turnisti del punk nel tour quasi postumo dei Black Flag (all’Alcatraz) mentre l’hard-core di oggi, quello da mazzate sui denti, è allo SGA (Arese) con Polar, Hannya e Whales’ Empire. Inoltre c’è un po’ di psichedelia, più o meno garage con Roy & the Devil’s Motorcycle (al Sacrestia, via Conchetta) e più o meno noise con Psicotaxi, Les Spritz e La Quinta Parete (al Boccaccio, Monza). Infine il jazz dei Ghost the Trax a Medionauta e la riscoperta della musica inglese ancestrale con Wieland Kuijken al San Fedele.

Non sarà roba in grado di abbattere i palazzi, ma i confini magari sì.