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Live & Loud

Live & Loud (002)

| mercoledì 30 gennaio 2013

Facciamola corta, facciamola breve. Ma intensa. Si arriva di corsa a domenica, poi si dorme.
Stasera si parte alle 18, al Museo del Novecento, con il nuovo omaggio alle “sequenze” di Berio del Divertimento Ensemble. Fine. Kebab. Poi al Magnolia a farsi erodere carne e cuore dai tarli blues dei Bachi da Pietra, arditamente abbinati agli scorpioni saltellanti del deserto di Al Doum & the Faryds.

Giovedì si inaugurano le quattro serate di Franco Battiato al Conservatorio: il maestro catanese porta a Milano il pop lirico di “Apriti Sesamo”, un disco che ci riconsegna un Battiato che non santivamo da un po’, acido e incazzato, come se non fosse una sorta di assessore regionale…
Saltando l’ennesimo ritorno della Gang, venerdì a Casa Loca, si approda ad un sabato dove ce n’è davvero per tutti i gusti. Nel verso senso della parola, quello del palato, al Leoncavallo, dove la serata daunTRoK! è aperta dalla cena di “La Terra Trema”, la cui digestione sarà a cura del jazz non convenzionale dei Neo e dell’impro scarnificata di Newtone2060 Maikkoless, ovvero la versione newtoniana in duo in equilibrio tra vinili che girano e percussioni che battono. Oltre i confini della città si incontrano il metal-core di Birds in Row e Hierophant allo SGA (Arese) o una serata a due facce in quel di Monza: prima al Teatro Villoresi con una rilettura dello “Stabat Mater” a cavallo tra cool jazz e contemporanea ad opera del Lichtblick Trio di Markus Stockhausen, poi al Boccaccio nell’oscurità del synth-punk di Black Bug, Cane! e Words and Actions.

Arriva di domenica, però, la portata principale; e come d’abitudine arriva con le prime luci dell’alba, alle 11, quando si apre il sipario del Teatro Manzoni per il consueto “Aperitivo in Concerto”. Sul palco saliranno il genio a 360° di Bill Laswell (bassista, compositore, produttore e mille altri impieghi), le dita fatate del tastierista Bernie Worrell e il coraggio avanguardista di DJ Krush, per un viaggio dall’afro-funk al trip-hop che non deluderà. Per poi tornare in un’altra Africa, quella del blues più grezzo, con un’ammucchiata di one-man-bands in serata al Magnolia: Honkeyfinger, Dirty Trainload, Giovanni Truppi. Tre per tre.