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liberato il WIFI

| giovedì 6 gennaio 2011

* di Daniele Salvini *

Dall’inizio del 2011 è possibile condividere liberamente la propria connessione internet senza fili, cioè WIFI. Sia un singolo, privato cittadino che un locale, centro sociale, bar, baretto, associazione, biblioteca, centro studi, pizzeria eccetera potranno offrire connettività ai loro vicini sicuri di non mettere per questo in pericolo la sicurezza nazionale, senza correre il rischio di conseguenze giudiziarie e senza neppure dover affrontare pesanti pratiche burocratiche.

Le reti wireless aperte o pubbliche rappresentano una grande comodità per chi viaggia, un miglioramento per il commercio elettronico, favoriscono le relazioni e lo scambio e possono addirittura accorciare la distanza tra il cittadino e le istituzioni. Il Comune di Milano non pare ancora intenzionato a fornire un servizio di WIFI pubblico alla suoi concittadini, è simpatico allora che chi lo desidera possa farlo serenamente (non foss’altro che come gesto di cortesia nei confronti del vicinato). Un bar non poteva dare Internet ai suoi clienti provvisti di PC, per poterlo fare la legge gli imponeva di comunicarlo alla Questura, di tenere i log d’accesso e addirittura fotocopiare e conservare i documenti d’identità delle persone (e non solo). Questo spiega anche come mai siano così scarsi i punti d’accesso WIFI pubblici in città.

Non è ovunque così, nella città di New York ad esempio, i WIFI pubblici e gratuiti sono ovunque: nei caffé, nelle biblioteche e persino nei parchi pubblici, dove il servizio viene fornito dall’amministrazione. Essendo New York la città effettivamente colpita dal terrorismo l’11 settembre 2001, punto di riferimento per la paranoia e in-sicurezza di inizio millennio, è ironico notare come evidentemente la connessione WIFI libera abbia poco a che fare con la sicurezza antiterrorismo; eppure la legge 155/2005, che prende il nome dei suoi promotori Stanca e Pisanu, era stata varata nel 2005 come misura “temporanea” antiterrorismo. La temporaneità è durata ben cinque anni e in sostanza si è trattato di un grosso favore alle compagnie telefoniche, TIM su tutte, che vendono le chiavette per navigare in Internet a pagamento.

La cancellazione della oppressiva legge è comunque una buona notizia, anche se la dispensa degli obblighi di cui sopra vale solo per i locali che non fanno della connettività la loro attività principale. Cade però per tutti l’obbligo della fotocopia del documento d’identità a fini d’antiterrorismo. In sostanza gli obblighi burocratici restano per gli Internet Point, traducendosi in pratica vessatoria per i migranti che in maggior percentuale li frequentano. E invece i luoghi di ristoro o i negozi d’abbigliamento potranno offrire connessione ai loro clienti senza più ricorrere a bizzarre procedure d’autenticazione del tipo compila un form e ricevi un SMS sul cellulare con la password. Bizzarra rimane invece la legge quando ancora prevede che -solo- un fornitore autorizzato possa implementare la connessione. Per avere un access point funzionante di solito serve poca o nessuna configurazione, si attacca il cavo da una parte e la corrente da un altra e già funziona. Ma solo un rivenditore/operatore con tutti i requisiti indicati può farlo. E siccome tra i requisiti troviamo ad esempio l’avere una sede legale e il possesso di un furgoncino, ecco che esiste un problema che oltre a complicare la vita di chi vuole installare/farsi installare una connessione senza fili, non considera la figura del tecnico come lavoratore singolo che l’access point lo viene a installare ecologicamente in bici e senza il furgoncino. Un bar che mette a disposizione un proprio computer (un terminale) non diventa “operatore” e non è soggetto a nessun obbligo, se fornisce invece connettività alla gente dotata del proprio laptop diventa invece “operatore” e non ti sto neanche a dire il casino se la cosa fosse seguita alla lettera.

Riassumendo: per gli Internet Point rimane l’obbligo della richiesta al questore, per tutti gli altri nessun obbligo.

Strasintesi a cura di Quintarelli:

– no copia della carta di identità per nessuno.
– sei un circolo privato/azienda. no licenza al questore, no autorizzazione generale (e no obblighi conseguenti)
– sei un bar con un terminale. no licenza al questore, no autorizzazione generale (e no obblighi conseguenti)
– sei un bar con un access point. no licenza al questore, si autorizzazione generale (e obblighi conseguenti) (oppure fai un abbonamento con un operatore che eroga il servizio presso di te, come fanno la provincia di roma, rete luna, panservice e altri)