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l’Emergenza è Finita

| lunedì 12 settembre 2011

di Daniele Salvini

nella foto: le copertine del Village Voice di New York:
copertina dell’11 settembre 2001, quella della settimana successiva e quella di oggi.

E’ il decennale del 9/11. La parata organizzativo-mediatica a ricordo dell’attacco al World Trade Center è in pieno svolgimento e dopo aver offerto il dovuto momento di cordoglio per le 2977 vittime è opportuno anche ricordare cosa di negativo ci ha lasciato.

Il Patriot Act dell’ottobre 2001, contenente la compressione dei diritti civili su scala mondiale, l’abolizione dell’Habeas Corpus nella legislazione anglosassone, la Guerra Pre-Empitiva, nome poi cambiato col più comprensibile linguisticamente ma meno digeribile razionalmente Guerra Preventiva. Una intera Dottrina della Sicurezza Preventiva.

La Guerra al terrore: ineffabile stratagemma Orwelliano dalla facile memorizzazione ma dal totale nonsense significativo.

Il programma Tips, iniziato in America nel 2002 per spiare la cittadinanza assumendo personale tra gente che per lavoro entra nelle case private come postini, idraulici, tecnici della luce e portinai. Qualcosa che fa invida alla Stasi.

L’Homeland Security Act, che ha invece segnato la nascita di una super-entità in grado di sovrintendere i servizi segreti interni ed esterni (Fbi e Cia), in un sogno totalitario di portata inimmaginabile senza il supporto mediatico a vantarne l’inevitabilità e la convenienza.

La perdita immediata d’attenzione nei confronti delle violenze subite dai manifestanti di Seattle e di Genova, la criminalizzazione violenta di ogni forma di protesta.

Il rovesciamento legalizzato della logica azione-reazione della meccanica di attacco-difesa nelle risoluzioni internazionali, la messa in museruola delle Nazioni Unite e di tutte le organizzazioni che lavora-va/no per la risoluzione pacifica dei conflitti.

Ma il danno più grosso è stato quello a forza fatto interiorizzare dalla in-formazione.
La contrapposizione bipolare del -con noi- o -contro di noi-, chiunque dissente è diventato un terrorista, la facile “reductio ad terroristum” per annullare ogni critica.

La Stampa si è armata, mettendo fine al concetto di stampa imparziale. La Cnn ha cominciato _davvero_ ad andare in giro armata, come conseguenza i giornalisti nelle zone di guerra sono stati percepiti come nemici combattenti e sono caduti a centinaia.

L’innalzamento dei confini che ha portato all’aumento delle difficoltà di spostamento, l’incubo di viaggiare in aereo.

La cancellazione del ricordo collettivo del Golpe Cileno dell’11 settembre 1973.

Le torture, il campo di concentramento di Guantanamo. La cancellazione del trattato di Ginevra per i prigionieri di guerra. La precipitazione nel mondo distopico di assoluto controllo, peggiore di quello raccontato dai romanzi di Ballard. La creazione pratica dell’uomo trasparente, la revitalizzazione e riattualizzazione del mefitico credo di Goebbels: “chi non ha niente da nascondere non ha niente da temere”.

Le società di sicurezza hanno prosperato, come pure il traffico di armi e tutte le attività commerciali legate alla guerra, unico motore economico percepito come valido e percorribile dalla decadente élite al potere. Tutte le entità dalle già deboli tendenze anti-libertarie hanno ceduto ed hanno talvolta giosamente utilizzato ai loro scopo la nuova dottrina mondiale, invocando la sicurezza e la lotta al terrorismo ogni volta che si trattava di trarne profitto. Senza vergogna. Oriana Fallaci ci ha fatto su un libro quando oramai non ci sperava più.

In Italia, potremmo parlare dei super-poteri che sono stati attribuiti, grazie al clima emergenziale perenne, alla Protezione Civile e di come siano stati abusati per il profitto di pochi come nel caso del terremoto all’Aquila. Ma visto che sto scrivendo sulla rubrica di MilanoX che tratta di nuove tecnologie e diritti civili in rete ricorderò come esempio di questo utilizzo distorto la legge Pisanu-Stanca, iniziata nel 2005 e rinnovata anno dopo anno per via della “emergenza terrorismo”.
Internet in Italia viene inizialmente distribuita dalla Telco monopolista la quale proveniendo dalla Società di Comunicazioni Pubblica eredita le sue radicate connessioni con la politica e le usa per limitare la concorrenza a scapito della cittadinanza. La legge d’emergenza 144/2005 per il contrasto del terrorismo in vigore fino al 2010, imponendo l’identificazione, impedisce la condivisione della banda col vicinato, limita la diffusione degli Internet café e contribuisce fondamentalmente solo alla diffusione delle Chiavette Internet Usb.
Una testa, una connessione, maggiore profitto per la Telco, minore progresso per il pubblico.
Questo risulta chiaro nel considerare che la caratteristica della connettività Internet senza fili è quella di poter essere facilmente condivisa. Solo il gestore d’accesso preferirà realizzare un maggiore profitto vendendo una connessione per persona. Il governo Italiano si presta volentieri al gioco e interpreta l’allarme antiterrorismo partorito dall’America per varare delle leggi che limitano l’accesso, impediscono l’anonimato e di fatto incentivano la vendita delle chiavette Internet. Una chiara strumentalizzione dell’allarme terrorismo che ha portato a confronti paradossali vissuti da ognuno di noi. Voglio ricordare qui il gentile bibliotecario della Sormani che nello spiegarmi che no, non mi potevo collegare a Internet dalla biblioteca, ha abbassato gli occhi per pudore prima di mormorare: “per via dell’attacco terroristico di New York del 2001”.

Sono passati dieci anni ed è il momento di tirare le somme: il terrorismo non è diminuito ma anzi è aumentato, il mondo è un luogo meno sicuro da quando “la dottrina della sicurezza preventiva” è in vigore. La dottrina della guerra al terrore rappresenta adesso solo una mucca da latte (soldi) che solo le parti più reazionarie osano ancora pretendere di spremere.

La sicurezza non si ottiene erigendo muri e cancelli a tutela del giardino dei ricchi, la sicurezza non è l’isolamento dal resto del mondo, non si può fare a meno del resto del mondo, la sicurezza si ottiene tramite l’abbassamento delle ingiustizie sociali, garantendo una vita dignitosa a tutte le persone senza disciminazioni legate al sesso, provenienza, credo, razza. La sicurezza non si ottiene con la repressione, la sicurezza si ottiene creando un ambiente vivibile, incentivando la condivisione invece che la competizione. Si, certo, lo sanno anche i bambini.

Un mondo dove esistono ingiustizie è terreno fertile per la violenza, è per definizione insicuro e non esiste modo di impedirlo con la forza, si deve ricominciare a preferire l’educazione alla repressione. L’educazione ottiene risultati solidi nel lungo termine, la repressione ottiene risultati temporanei nel breve termine. Bisogna ricominciare a pensare fuori dall’emergenza, sono passati dieci anni!

Parlando di “guerra al terrorismo” come del più noto Orwellismo di inizio millennio, posso qui ricordare che il Terrorismo non è altro che una tecnica di guerra associata alla guerriglia e consiste nell’azione coordinata di militari infiltrati nel territorio civile nemico allo scopo di paralizzarne le attività. È per certi versi simile al Paracadutismo, tecnica di guerra dove invece i militari vengono paracadutati da un aereo sul territorio nemico per aggirarne le linee difensive.
Ok, provate adesso a immaginare il concetto di “guerra al paracadutismo”, quanto suona ridicolo, quanto suona mero prestanome di qualcosa di diverso, volutamente generico per non fare il nome del nemico. Ma se fosse stato gridato dai migliori altoparlanti del mondo per anni, avrebbe senso e sarebbe indiscutibile e presente come la “guerra al terrorismo”.

Il terrorismo è per sua natura e definizione imprevedibile ed utilizza gli angoli di libertà della società nemica, annullare questi angoli di libertà faticosamente conquistati con secoli di lotte per impedire il terrorismo è come pisciare in un cappello e poi metterselo in testa. Ogni emergenza è per definizione temporanea. È ora di dichiararla finita, dieci anni senza farsi domande e stando in fila sono stati decisamente troppi.