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Le Ribelli

by Rosario Gallardo | lunedì 29 settembre 2014

Agave, per prima cosa, al bel figlio strappa una spalla. Le altre lo smembrano di tutto punto. All’indovino Tiresia non servono visioni ma solo un’arguta favella per mostrare come il Signor Bacco stoni con l’elevatezza dell’evoluzione dell’intelletto. Povero Bacco, troppo umano per l’Olimpo. Tra le altre cose dio patrono proprio del teatro: strumento educativo per eccellenza allora come ora, antesignano della tv, usato contro lui medesimo. Immagino la rabbia. E le sue adepte, descritte come invasate, pentite da morire e sconfitte come le puttane di satana bruciate vive in piazza o qualunque troia costretta a lavorare senza tutele nelle strade al freddo.
Ora uscite dal fascino della narrativa e provate a immaginare di trovarvi oggi ad essere pagati per guardare un serial tv nel quale vi spiegano in maniera razionale e simbolica quanto soffrireste, voi e i vostri cari, a mantenere la vostra cultura e il vostro modo di sentire e di fare. Ché a vedervi da fuori sembrate tutte puttane indemoniate, fanatiche invasate e disgraziate; un giorno a venerare Bacco e l’altro il demonio. Entrambi troppo umani perché, a voi troie, dio non serve in cielo, voi ve lo fate scorrere tra le cosce. Infatti siete voi puttane a essere Creatrici. Se un esercito vuole controllare la città e usarla come forza-lavoro non gli resta che controllare l’energia. Chi partorisce, chi alleva, chi potrebbe portarvi in una grotta lontana come il pifferaio magico coi topi. La cosa migliore è insegnare al pifferaio che il piffero è il male e non lo deve usare. Controllare le donne vuol dire controllare un popolo. Nel Vangelo di Filippo la donna è più che uguale all’uomo, Maddalena suscita l’invidia degli apostoli per la sua posizione di fianco al Cristo. Tra i martiri dei paleocristiani le donne sono impressionantemente numerose. Il quadro storico descrive un movimento su larga scala d’impronta femminile e di impatto irreversibile. Poi, dopo duecento anni di donne, madri e sorelle che si battono per l’Amore, a Roma fondano la Chiesa, un sistema di potere nel quale L’Amore viene amministrato da un sistema che estromette completamente il femminile dal culto. Avete presente la storiaccia della rivoluzione russa? Il popolo si fa ammazzare per Lenin e poi si becca Stalin e il socialismo reale. Agli gnostici non rimane che negare la dottrina che i burocrati del potere sostituiscono a qualcosa che andava manipolato per essere arginato: L’Amore. L’antagonismo di genere nella storia come battaglia sociale, è descritta da Giorgio Galli nel suo libro “Le ribelli della storia. Baccanti, gnostici e streghe: i vinti della storia e la loro eredità.”   Lui spiega come rileggendo i fatti è evidente l’esistenza di un fronte di genere che si è opposto nel tempo al sistema vigente. In questa sua seconda edizione edita dalla Shake, introduce anche le conoscenze di Marija Gimbutas, che danno un origine storica al conflitto di due culture. Ma non si tratta tanto di una battaglia fra generi, è piuttosto un conflitto culturale: due diverse organizazioni sociali. Tra le altre cose che fa notare Galli, quando le donne si ribellano vengono sempre dipinte dai loro oppressori come invasate e oscene. L’oppressore, in qualunque momento storico, descrive la disubbidienza femminile enfatizzandone, come aspetto più impressionante, un certo tipo di efferata lussuria. Perché una donna che si abbandona completamente al piacere fa tanta paura? Perché una donna la cui ribellione fa paura ha costumi sessuali che spaventano?
Saremmo portati a pensare che il punto sta nella semplice parità dei diritti sessuali, cosa di per sé non trascurabile in quanto rinunciare alla spontaneità costituisce un gesto di sottomissione rituale e pragmatica quotidiana. Un individuo che non ha diritto al piacere è un individuo disorientato, manipolabile e solo. Ma la specificità della Lussuria femminile ha anche un altro aspetto. Primo è la possibilità che venga passato in eredità generazionale un’idea comune di diritto alla gioia. La conoscenza del piacere, naturale come mangiare cibo, parlare, strutturare il pensiero. Cosa molto diversa dal dover gestire e agire per pulsioni. Immaginatevi che a un certo punto voi avete fame e nessuno vi abbia mai cucinato nemmeno un uovo fritto, o insegnato ad attraversare la strada, o a sorridere a qualcuno che vi attrae. Questa non è una battaglia contro le donne ma una battaglia di pochi contro molti, vinta con la strategia di colpire direttamente le api regine nei loro alveari, uno per uno ogni nucleo riproduttivo. Non per ucciderle, ma per trasformare tutti in disorientati operai/operaie senza regine né ragione.
Noi tutti sappiamo che qualcosa di marcio è stato messo sul nostro grembo. E’ per omaggio a coloro che sembrano essere state vinte ma che lottando hanno trasmesso la memoria invece di arrendersi, alle pazze baccanti, alle gnostiche a cui è stato tolto tutto, alle streghe, che chiamo scherzosamente le mie ragazze le Adepte. Insieme a un ristretto gruppo di dissidenti, stiamo provando un nuovo format di cultura sessuale. Si tratta di seminari via web, che si affiancheranno a quelli live.  L’idea non è tanto che io abbia o meno qualcosa da insegnare alle ragazze, quanto ritagliarsi un momento e uno spazio dove si può parlare di oscenità dissacrandone i confini conformisti e riscoprendone l’autentica sacralità, pur maiala, che è intrinseca nella ricerca della lussuria stessa. Il gruppo è un gruppo chiuso e segreto ma ciò che ne scaturirà, ne sono certa, sarà patrimonio dell’umanità! 😉