MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Smogville

Le mani sulla città: movimento terra & appalti

| venerdì 1 luglio 2016

l43-decesaris-130925140829_big

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se prendete una mappa della ‘Città Metrolitana’ potete vederlo. E’ li ai confini occidentali di Milano. Lì dove fino a quelche anno fa gli anziani dicevano ‘La se sent l’aria del Rosa’. Con due sopralluoghi sul territorio ne sentite il fetore, una cascina distrutta li, una gru là, una pista di allenamento ippico inutilizzata, un intero quartiere abbandonato al degrado. Anche un cieco può vederne la scia dal Gallaratese al Trenno, dal Trottatoio alle Stalle di San Siro, giù, giù sino a piazza d’Armi, Bisceglie, dietro al Parco Colombo dove i due grattacieli della Vodafone fanno ombra al Giambellino. E’ un lungo serpente di cemento e movimento terra, appalti e mafie, immobiliari e tanti soldi che non sta più nella pelle. Sinuoso, si allunga per oltre 8 chilometri dentro e ai margini della città pronto a combattere il degrado. La testa era a Rho, dentro il milione di metriquadrati spianati da Expo, ma il suo corpaccione molle sfonda ormai il Gallaratese coi simpatici effetti che potete vedere in foto: terreni agricoli asfaltati (tra Merlata e Pero), migliaia di alberi abbattuti (dal Triboniano al Cimitero Maggiore), laghi e microoasi urbane devastate (Lago dei Tigli e terreni tra Figino e Pero), paesaggio gentrificato (l’housing sociale di Figino e via Gabetti), calcestruzzo da 10 piani ai margini dei parchi (come alle Cave a al Trenno). La serpe è così, Destra sinistra, communista fascista, chi se na futtia? Chiu cemento pe tutti, acca se lavura è il suo slogan. Il cambio di timone alla guida della città non sembra aver interessato più di tanto la serpe, anzi chi meglio degli avvocati può far partire i cantieri e spostare i diritti di edificazione, cambiare destinazione d’uso ai terreni e gestire le cave tossiche che il serpente incontra sul suo tracciato?

FB_IMG_1466611180192[1]

 

 

 

 

 

 

 

 

Il serpente che si appresta a mangiarsi tutte le aree verdi dell’Ovest Milano, una cintura di notevole pregio ambientale rimasta miracolosamente intatta sino ad Expo 2015, è fatto di gru e volumetrie, Cooperative rosse o Ligresti, Caltagirone o società di investimento a chi importa più ormai? E’ infido perchè si presenta con una pelle capace di sedurre, a colpi di rigenerazione urbana e valorizzazione del territorio, tutta la schiera di precognitari milanesi, cioè tutta quella schera di professionisti, creativi, imprenditori che non si sono mai riconosciuti nel termine precario. Il serpente ha tanti amici, ovunque, conosce alla perfezione le regole del Piano di Governo del Territorio, anzi le ha scritte talmente bene da sottrarle non solo alla partecipazione ma persino alla conoscenza di cittadini e consiglieri comunali, municipi e associazioni di zona. La partecipazione ecco, un’altra delle parole care al meta-linguaggio della nuova elite che domina Milano. Se non bastassero a descrivere cosa intendono per partecipazione i casi delle Vie d’acqua nei parchi, dei ‘muri’ dei giusti al Monte Stella, potete farvi un giro ai bordi del Bosco in città. Dove, di fianco a una risaia stan sorgendo 3 ecomostri firmati cooperativa La Torrazza con vista Bosco In Città. Il fronte di calcestruzzo alto 10 piani e lungo più di 120 metri è ancora poco: le più di 300 auto a servizio delle famigle si apprestano a trasformare completamente il volto del borgo agricolo di Trenno, altro feudo elettorale di chi sapete. E così è successo che l’ultima cascina attiva più vicina al centro di Milano (Torrette di Quinto in via Novara, di proprietà del Comune di Milano) ha visto scomparire le mucche da latte e il fieno, una incredibile ma sconosciuta realtà scampata al boom economico degli anni Sessanta con due ettari di terreno e un frutteto trasformati in cemento moderno, l’Housing Sociale. Ecco l’Housing Sociale, un’altra delle parole magiche capaci di trasformare la speculazione in opportunità, occultando la creazione di valore immobiliare dietro fini sociali di facciata. Al posto dei fagiani adesso c’è il seduttivo ‘Mare Milano’ del fondo lussemburghese SGR e tutta una serie di Onlus, Cooperative, realtà sociali che ripercorrono il modello di sviluppo del territorio di cascina Triulza, la sede delle attività degli ExpoVolontari, un piccolo esercito di sociaetà, fondazioni, onlus, pezzi di sindacati, arci acli e chi più ne ha più ne metta, da attivare a comando ovunque la serpe posi i suoi famelici denti velenosi. La compravendita della (possibile?) opposizione al cemento tramite spazi, progetti, contributi, convenzioni. L’attivazione delle periferie. Sai cosa significa, in cash, trasformare un’area agricola in edificabile? Ma guarda te che combinazione le recenti primarie del partito di maggioranza han trovato sede proprio lì….

FB_IMG_1466611184397[1]

 

 

 

 

 

Stessa sorte è toccata all’antico borgo di Figino, ai margini della città, feudo del partito di maggioranza la cui linea all’orizzonte è ormai coperta da un botto di cubi bianchi e un grattacielo dell’housing sociale. Figino, sfregiata prima dell’inceneritore e poi sfondata da un megaintervento a base di bitume e calcestruzzo che è ancora vuoto per più della metà degli appartamenti nonostante tutte le onlus, coop, associazioni, attività di promozione sociale, che spesso trovano in questi spazi sedi gratuite o quasi sotto l’ombrello dell’onnipotente Fondazione Cariplo. Come c’è scritto sulla descrizione delle deleghe del neoassessore Maran, uno dei più giovani tra gli assessori della Giunta Sala. ‘Definizione delle politiche di pianificazione del territorio, comprese le scelte urbanistiche relative all’attività residenziale pubblica e all’housing sociale’. E ancora ‘Definizione delle politiche relative alla progettazione e alla realizzazione degli interventi inerenti le aree a verde’. Nella stessa ottica va vista la nomina dell’ex presidente di zona 6 Rabaiotti, fresco della delibera che, come ha cercato di denunciare il Comitato Calchi Taeggi, ha ceduto alle immobiliari un pezzo di bosco dietro al Campo Sportivo Colombo (in fondo a via Zurigo), un architetto esperto, guarda te che combinazione, di housing sociale e rigenerazione dei quartieri degradati. Ora però veniamo all’opposizione, cioè a chi dovrebbe opporsi al serpente mefitico che si porta dietro metodi, strutture, persino i tecnici che han lavorato a spianare la piastra di Rho. Chi l’ha vista, dov’è? C’è forse qualcuno che non ha votato Sala e ora ha le palle di opporsi al suo dominio? Che non ha preso un contributo, progetto, spazio, dalla elite culturale prima che politica sopra definita? A Milano ci sarà ancora qualcuno che si ostina a opporsi alla venefica bestia, al serpente schiuso dall’uovo di Expo e cresciuto a base di supervalutazione di terreni e volumetrie, n’drangheta e movimento terra, appalti Maltauro style e indagini bloccate in Procura? 
FB_IMG_1466611192400[1]