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Cyberwar: Egitto 27 gennaio 2011

| domenica 30 gennaio 2011


di Daniele Salvini

In Egitto, per impedire la comunicazione interna e anche per limitare la fuoriuscita di notizie, il governo ha bloccato di colpo telefonini e Internet, dimostrando di poterlo fare. Gli Stati Uniti sono in procinto di varare una legge che darà un potere simile al Presidente USA, un Kill Switch da usare per bloccare una cyber-emergenza e chiaramente un tale potere è difficile da giustificare e dichiarano dunque imbarazzati che: “da noi non sarebbe potuto accadere”. Già, può darsi, e da noi invece?

Il blocco delle comunicazioni disposto dal governo egiziano è cominciato il 27 gennaio sera ed è durato circa 36 ore. Si è trattato a tutti gli effetti di un attacco nei confronti della popolazione per impedire di comunicare tra loro e si distingue dalle forme di censura usate in passato per aver coinvolto contemporaneamente tutti i principali gestori nazionali (Link Egypt, Vodafone/Raya, Telecom Egypt, Etisalat Misr). Di conseguenza sono stati resi inutilizzabili tutti i tipi di social media, come Twitter o Facebook.

Ma come si disconnettono 80 milioni di persone contemporaneamente? Non era mai successo con una tale portata. Anche se è bello immaginare un grande bottone rosso o una levetta che accende-spegne Internet, la realtà è ben diversa. Bastano poche telefonate e un sistema di coordinamento tra i pochi ISP che sono tenuti al rispetto della licenza accordatagli dalla telecom regolatrice. E questi non potranno fare altro che seguire le regole.

l’Anglosassone Vodafone dichiara: statement – Vodafone Egypt

tutti gli operatori mobili in Egitto hanno ricevuto istruzioni di sospendere il servizio in determinate aree. Secondo la legislazione Egiziana le autorità hanno il diritto di impartire tale ordine che noi siamo obbligati ad ottemperare. le autorità Egiziane chiarificheranno presto la situazione.”

e in seguito, due giorni dopo:

sono state ristabilite le connessioni telefoniche la mattina del 29 gennaio, desideriamo sottolineare che le autorità Egiziane hanno la capacità tecnica di chiudere la nostra rete, e se l’avessero fatto ci avremmo messo più tempo a riprestinare il servizio ai nostri clienti. Ci è stato chiarito che non abbiamo opzioni legali o pratiche, come per nessun altro operatore telefonico in Egitto, se non di eseguire le richieste delle autorità.”

Si tratta di un’area di grande importanza, la maggior parte della connettività tra Europa e Asia passa attraverso l’Egitto, una specie di canale di Suez digitale che interessa in maniera particolare gli Stati del Golfo i quali dipendono dal corridoio di fibra ottica per connettersi ai mercati mondiali.

E cosa succede quando si disconnettono 80 milioni di persone contemporaneamente? Non era mai successo prima.

Si utilizzano delle chiamate dialup ai vecchi modem, dai 28-33-56k, per chi ne possiede uno ed ha una linea telefonica fissa funzionante.

Fax ed altri mezzi di comunicazione che si pensavano antiquati, come i ponti radio diventano improvvisamente di gran moda.

e link satellitari per chi ha tanti soldi.

comunicazioni alternative, Egitto
http://werebuild.eu/wiki/Egypt/Main_Page

Questo grafico mostra il traffico internet in Egitto che si ferma bruscamente la sera del 27 gennaio