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Lavoro: Effetto Expo sul Comune

| lunedì 23 febbraio 2015

ExpoDeTournementNon è solo la Scala ad essere interessata dagli effetti di Expo sul sistema di orari e organizzazione del lavoro della metropoli lombarda. Mentre tutti i riflettori sono puntati sul primo maggio scaligero in altri servizi pubblici meno simbolici, sindacati e aziende stanno firmando accordi ad hoc per i mesi di Expo. L’apripista è stato l’aeroporto di Bergamo, dove il giovane segretario della Filt Cgil Luca Stanzione, ex consulente esterno della Giunta Pisapia, ha concordato con l’ente gestore del terzo scalo italiano per numero di passeggeri, aumenti relativi al welfare aziendale in cambio dello stop a scioperi e una forte limitazione all’indizione di assemblee durante i mesi di Expo. Il segretario della Cgil Milanese Cremonesi è uno dei più attivi su questo fronte, in AMSA, società privata ma di fatto diretta dal Comune di Milano, è stato recentemente firmato un accordo analogo con l’ulteriore aggiunta di un rinvio delle ferie. ‘In pratica invece di assumere lavoratori temporanei a fronte di un aumento vertiginoso del lavoro sia in città che nel sito di Expo la via scelta è stata quella di aumentare le ore lavorate ricorrendo a straordinari e progetti ad hoc. Un metodo che verrà applicato in molti altri servizi’, ci spiega Agostino Vigna, delegato Cisl presente alle trattative ma poco influente in termini di voti e tessere. Anche in ATM Cremonesi chiede di chiudere un accordo simile, ma le resistenze dei delegati anche del suo sindacato, stanno allungando i tempi di sottoscrizione dell’accordo. Pesano i 60 milioni di euro concessi dal governo al Comune di Milano per la gestione dei 6 mesi di Expo a fronte di richieste superiori ai 100 milioni, finanziamenti che senza accordi specifici rischiano di compromettere turni, ferie e svolgimento delle attività lavorative soprattutto durante i mesi di Luglio ed Agosto, tradizionalmente scelti per le ferie da molti lavoratori milanesi. Il Comune sarà l’ente pubblico più di ogni altro coinvolto nella gestione dell’esposizione universale. A tal scopo il piano di assunzioni a tempo determinato è stato inviato ai delegati sindacali solo nella giornata di venerdì tra gli altri da Gianni Confalonieri, l’uomo della Giunta Pisapia dentro Expo spa ed è in discussione oggi lunedì 23 febbraio. Sono poco più di 100 le assunzioni temporanee previste tra cui 36 ghisa (per oltre 900mila euro di spese), un numero che ha fatto sobbalzare sulle sedie le sigle storicamente più ‘vicine’ agli agenti di polizia locale tra cui Csa e Cisl. Nel settore Cultura invece, sono state previste 18 assunzioni, una goccia nel mare visti gli allungamenti di orari e le ferie programmate in un settore che già oggi fa fatica a gestire l’apertura di molte delle sale disponibili, soprattutto al Museo del Novecento, a Palazzo Reale e al Castello Sforzesco, come più volte sostenuto dal dirigente responsabile Salsi durante gli incontri sindacali che si sono succeduti in questi ultimi mesi. Per Palazzo Reale, il sito più visitato tra quelli gestiti direttamente dal Comune, il problema è stato già risolto appaltando la custodia delle sale alla Domina s.c.a.r.l. una cooperativa. Mentre i volontari del Touring Club verranno impiegati massicciamente su tutto il sistema museale milanese che annovera chicche quali il Pac di Palestro e il museo della moda in zona Montenapo. Il piano di assunzioni arriva, strana combinazione, a pochi giorni dalle elezioni sindacali del Comune, un test fondamentale per tutto il movimento sindacale nell’ente pubblico con il più alto numero di dipendenti in tutto il nord italia, 15.000. Il test sarà fondamentale per il tavolo Expo ma, tra i corridoi di Palazzo Marino e nelle segreterie sindacali c’è già chi scommette in una bassa influenza dei comunali, dato che comprometterebbe la rappresentatività delle consultazioni e la possibilità di intervento sindacale.