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Generazione (A)

La #sx in Italia è loffia? Un esempio catalano da imitare

| lunedì 28 gennaio 2013

di Mao Sartori

La sinistra italiana è loffia, persino quella antagonista che si chiama fuori dalle tornate elettorali fa fatica a esprimere i propri concetti in modo chiaro e a individuare i propri obiettivi.
Da anni non si vedono in giro novità politiche apprezzabili, siano esse riformiste o rivoluzionarie. I giovani italiani di sinistra (salvo meritevoli eccezioni) non hanno proposte proprie e finiscono per unirsi ai partiti esistenti, sempre più inutili e stanchi (si chiamino PD, SEL o Rifondazione poco importa). Tutta la sinistra italiana alla vigilia delle elezioni 2013 appare vecchia e con poche idee innovative.

Forse dovremmo guardare all’estero per trarre qualche fonte d’ispirazione. Porterò un esempio dal paese in cui vivo ora, la Catalunya.

La CUP catalana (Candidatura d’Unitat Popular), è un organizzazione politica, nata dai movimenti sociali, dall’attivismo politico, dall’associazionismo e dai sindacati. Da quello che era l’AMEI (Assemblea Municipal de l’Esquerra Independentista) e il MDT (Moviment de Defensa de la Terra), fin dal 1987 è iniziato un processo costituente grazie a diversi collettivi che hanno coordinato e promosso le proprie candidature alle elezioni municipali. Nel 2007 nasce la sigla CUP, che vede presto aumentare il peso della sua rappresentanza in diversi municipi.

Dalla fine del 2012 però, la CUP diventa una grossa novità anche per il poble català. La CUP infatti, alle ultime elezioni del 25 novembre, è entrata anche nel parlamento Catalano, con tre deputati che si dichiarano come il “Cavallo di Troia” delle classi popolari. Da qualche anno, sono riusciti ad entrare anche in diversi municipi sparsi per tutta la Catalunya. Le varie assemblee locali, si estendono per tutti i Països Catalans (http://www.cup.cat/candidatures).

Le diverse CUP locali funzionano con il metodo assembleare, come funzionano i nostri collettivi italiani sparsi per tutta la penisola ed effettivamente, hanno riportato al voto molti giovani che credono e pensano che sia possibile un’altro tipo di paese indipendente, socialista, anticapitalista, ecologicamente sostenibile, territorialmente equilibrato e slegato da le forme di dominazione patriarcale.

Ora, l’indipendentismo catalano, non c’entra nulla con il secessionismo leghista, e chi lo paragona non è per nulla informato della repressione che ha dovuto subire il popolo catalano durante i lunghi, lugubri decenni del franchismo.

Qui alcuni video di David Fernández, uno dei tre rappresentati della CUP al parlamento catalano, che rifiuta d’identificarsi come leader, perché alla CUP, come lui dice, non ci sono leader. Da notare le magliette di movimento, che sfoggia orgoglioso in aula, rispetto a tutte le giacche e cravatte degli altri parlamentari.

Intervista a Catalunya Radio (catalano)

Un discorso al parlamento (sottotitoli castellano)

Oggi i temi caldi della politica catalana, sono quelli dell’indipendenza e della Dichiarazione di sovranità e il diritto di decidere del popolo catalano, testo approvato il 22 gennaio 2013 al parlamento catalano, che il presidente Artur Mas, nell’ambito di una presentazione ufficiale dal re Juan Carlos, rieletto presidente di Catalunya, andrà a presentare giovedì prossimo.

Il presidente del governo spagnolo, Mariano Rajoy, ha avvertito Mas, che ricorrerà al tribunale costituzionale, perché secondo Madrid il testo presentato va contro i principi della costituzione che vuole la Spagna unita. Il governo catalano d’altra parte assicura che il referendum in previsione per il 2014 non andrà contro i principi costituzionali.

Per chiudere una parodia del famoso programma di TV3, “Polonia“, che offre satira politica pungente, non prendendo le parti di nessuno schieramento politico e non risparmiando nessuno. Da notare il nome del programma che lo prende dal nomignolo che usano gli spagnoli per chiamare i catalani, perché quando parlano non li capiscono.

In questo sketch potete vedere un duello tra l’ex ministro dell’interno Felip Puig, famoso per la repressione con i proiettili di gomma, con il nuovo arrivato in parlamento, David Fernández della CUP (spero che si capisca qualcosa, se no, chiedetemi i sottotitoli in privato).