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Generazione (A)

La morte impune di un torturatore!

| sabato 4 febbraio 2012

Il 28 gennaio 2012, a Città del Messico, è morto una delle principale menti della così detta “guerra sucia” (guerra sporca) Miguel Nazar Haro. La senatrice Rosario Ibarra del PT si rammarica che l’ex capo della Direzione federale di sicurezza non è stato processato per la morte di suo figlio.

Questo è il racconto di H.I.J.O.S. México (organizzazione dei figli dei “desaparecidos” messicani).

Nazar-Haro

Nazar-Haro (hijo de perra)

“Un torturador no se redime suicidándose, pero algo es algo”
Mario Benedetti

“Quando una persona necessaria muore, il mondo è in lutto. Il torturatore Miguel Nazar Haro è morto pochi giorni fa e il lutto è completamente diverso: lui non era necessario, ma era necessario che non morisse.

Miguel Nazar Haro è stato uno dei peggiori carnefici della nostra storia. Addestrato dalla CIA. Finanziato dal traffico di droga. Elemento fondamentale della strategia del governo di omicidio, sparizione forzata e la violazione sistematica di tutti i diritti umani dei dissidenti politici. Assessore di Zedillo contro l’EZLN e le Comunità Zapatiste. Ladro di auto dal colletto bianco. Istruttore di torturatori esperti nel violare diritti costituzionali. Le sue storie lo fanno sembrare uno in più nella lista dei corrotti e assassini, ma Nazar Haro era ancora più misterioso: era un funzionario pubblico.

Pur avendo commesso innumerevoli crimini contro l’umanità, non fu mai processato effettivamente. Ci fu solo un caso negli Stati Uniti, dove lo accusarono di aver organizzato e coordinato una banda di ladri d’auto su entrambi i lati del confine. Per lui, arricchirsi con attività illecite, grazie anche al velo di impunità che lo copriva, era più che un’abitudine. Ci sono stati due procedimenti penali in Messico per la sparizione forzata di dissidenti politici. Varrebbe la pena chiedersi perché fallirono queste sentenze.

Nazar Haro non era solo: era un pedone di uno schema di violazione sistematica dei diritti umani in Messico. Non era un “loco” che ha agiva isolato: ha ricevuto una formazione per farlo e faceva parte di una strategia ben pianificata per eliminare l’opposizione politica. Non agì da solo: aveva dei subordinati e aveva anche persone sopra di lui. Senza fare troppi giri di parole, questi erano il Segretario degli Interni e il Presidente della Repubblica. Figure che governavano quando lui operava e che lo seguivano, che sapevano tutto e che costruirono strategie legali per mantenerlo impune.

Senza dubbio possiamo dire che oggi il mondo è più sicuro senza di lui, ma senza dubbio l’impunità che prevale si traduce in insicurezza al quadrato. Al crimine di sparizione forzata e alla tortura, si aggiunge la complicità dei giudici e del governo corrotto che traffica con i nostri diritti come se fossero di sua proprietà. Della catena di autorità e funzionari pubblici, nessuno si salva. Dai torturatori ai deputati e senatori che modificarono le leggi in modo che criminali e torturatori come lui passarono i falsi processi giudiziari nelle proprie case. Violazione dei diritti umani al quadrato per ciascuna delle vittime. Quanti anni di carcere sarebbero?

Nazar Haro dobbiamo condannarlo tutte e tutti, e dobbiamo condannare anche i giudici che lo hanno lasciato libero e i governi che crearono la sua impunità: dai giudici Monterey Guillermo Vazquez Martinez e Jose Manuel de la Fuente Perez, fino alla SCJN (Corte Suprema). Perché, se sai che nelle loro mani c’è l’ultima parola della giustizia, scegli di guardare dall’altra parte?

Oggi c’è stato un impensabile lutto perché questo pericoloso criminale è morto senza aver affrontato una giusta punizione. Di fronte a questo le messicane e i messicani ci siamo fermati in un clima di impotenza. Tuttavia, l’episodio non è chiuso: il prossimo obbiettivo sarà che il giudizio della storia imponga una condanna esemplare per far sì che casi come questi non si ripetano nuovamente nel nostro paese.

H.I.J.O.S. México
No olvidamos. No perdonamos. No nos reconciliamos.
Juicio y castigo a los culpables y sus cómplices.
Los desaparecidos nos faltan a todos.