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La denuncia di Maryan: PD che fai?

| martedì 28 giugno 2016

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E’ un appello accorato quello che Maryan Ismail, co-fondatrice del circolo CittàMondo del PD, ha voluto lanciare ieri a tutta Milano con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Matteo Renzi. Un allarme che rimbalza da piazza del Duomo ed arriva diretto a Istanbul, fino ad approdare negli Emirati del Golfo, principali finanziatori del wahabismo islamico. Il PD milanese, secondo quanto afferma una sua iscritta, ha scelto di dialogare con la parte più conservatrice dell’Islam ben rappresentata da Erdogan, il faro del conservatorismo islamico. La ventata religiosa che sta soffocando le istituzioni laiche turche, le torture sistematiche, l’imprigionamento di decine di giornalisti, la reintroduzionedel velo islamico nelle Università, il sostegno e l’invio di armi all’Isis, ne sono lo specchio. Ismail è una donna con le palle: ha il coraggio di scrivere: ‘Non perdiamo occasione per urlare la nostra contrarietà alla visione ortodossa di un Islam dove politica e religione sono profondamente intrecciate, identificabile in quel wahabismo della Fratellanza Islamica’, dichiara la candidata del PD alle recenti elezioni, ‘Un wahabismo promosso da varie sigle nazionali e territoriali come UCOII e la milanese CAIM. Il “riformismo” spesso sbandierato da essi non significa rinnovamento bensì restauro della purezza delle origini ossia di una ortodossia ultraconservatrice. Purtroppo il segretario del PD milanese Pietro Bussolati e l’assessore Pierfrancesco Majorino hanno scelto di sostenere con forza la candidatura dell’indipendente Sumaya Abdel Qader, sociologa mussulmana ortodossa, responsabile culturale del CAIM che ora siede a pieno titolo in Consiglio Comunale.’ Non è il primo e non sarà nemmeno ultimo monito, ancor più importante perchè non proviene da esponenti leghisti, e nemmeno da ‘fascisti’. A sto giro non è Libero a dar voce ai soliti razzisti, Maryam non fa di tutta un’erba un fascio, anzi. E’ un somala italiana il cui fratello è stato giustiziato dagli assassini Shebab, le milizie islamiche che operano nel corno d’Africa. E addita i vertici del PD milanese, responsabili e ideatori del passato bando sulla costruzione della moschea naufragato per evidenti lacune, non solo progettuali, di localizzazione, ma sostanziali rispetto a chi sarà chiamato a gestire (e soprattutto a finanziare) la o le moschee. Pronti a ripresentarne uno che si basa sugli stessi presupposti. Continua Maryam, e non si tratta di Salvini, attenzione a quel che scrive: ‘Dunque, il PD milanese ha scelto di interloquire con la parte ortodossa ed oscurantista dell’Islam, chiudendo il dialogo alla parte positiva e progressista che esige la separazione tra politica e religione e sostiene il ruolo della donna mussulmana in un’ottica di consapevolezza dei propri diritti e doveri di cittadina. Ancora una volta, le anime dell’Islam moderno, plurale e inclusivo non sono state ascoltate.’ E continua, con la decisione di consegnare la tessera del partito di maggioranza di Milano: ‘Purtroppo devo constatare che le tue belle idee di rinnovamento politico e sociale che tanto mi avevano coinvolta, a Milano si sono tristemente schiantate. Per questo e per le scelte inopinate del PD milanese mi dimetto da tutti i ruoli e riconsegno la tessera. Sono sicura che da libera cittadina, svincolata dai lacciuoli di bassissimi equilibri locali di partito, potrò promuovere l’Islam in cui credo e che mi appassiona tramite il dialogo e lo scambio con i miei concittadini per ottenere l’attenzione e il rispetto che si merita.’ E’ l’ennesimo monito, e speriamo non resti inascoltato. Qualcuno, a sinistra, avrà il coraggio di raccoglierlo? Il rischio è di trasformare l’affare moschea (le ex zona 2 e 9 passate al centrodestra non sono più a disposizione) nella peggior sconfitta