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La cronaca nera al tempo dei telefonini intelligenti

| giovedì 5 aprile 2012

di Daniele Salvini

Un telefonino porta con sé i dati personali del suo utilizzatore: spostamenti, corrispondenza email, password di accesso, messaggi di testo e molto altro. Alcuni telefonini sono più resistenti di altri ai tentativi di intrusione.

Più duro dell’FBI

l’FBI non riesce ad entrare in un Android: il blocca schermo dei telefonini dove gira il sistema Operativo Andoid ha bloccato l’Ufficio delle Investigazioni Federali Americano (Fbi) il quale dopo vari tentativi di sbloccare un Samsung Exhibit II 4G, di proprietà di una persona accusata di sfruttamento della prostituzione nell’area di San Diego, ha rinunciato, avviando la procedura per la richiesta di un mandato dalla corte competente. Un telefonino Android viene sbloccato muovendo il dito sullo schermo secondo un disegno (pattern) che l’utilizzatore ha deciso e dopo qualche tentativo di troppo il telefonino si blocca ed occorrono l’email e la password col quale è stato registrato per sbloccarlo.

Per chi è interessato alla cronaca nera, qui i dettagli sulla storia del pappone.

È diventato rilevante che il blocco di un telefonino sia in grado di resistere dei tentativi anche solo amatoriali, in quanto diversi paesi e stati (tra cui la California) permettono all’autorità il diritto di accedere ai dati contenuti nel telefonino senza bisogno di un mandato.

Più duro del tuo iPhone

Non è chiaro se il sistema di blocco dell’iPhone sia paragonabile per robustezza a quello dell’Android, ma il sistema di codice alfanumerico utilizzato dall’iPhone per bloccarsi è già stato sconfitto e svelato diverse volte, qualche tempo fa ce ne occupammo anche noi di MilanoX.
Qui il nostro breve articolo.

E qui l’articolo originale di Wired.

E Caravaggio fu assassinato

Se fossero esistiti gli Smartphone nel 17esimo secolo probabilmente non avremmo aspettato tanto per scoprire che Caravaggio fu assassinato, avremmo trovato nella memoria solida del telefonino resistente all’acqua o nella nuvola del provider “OpusCirrus” gli ultimi Sms scambiati col segretario del Papa Paolo V, la geolocalizzazione dei suoi ultimi spostamenti e quella delle persone che lo hanno avvicinato al momento della sua morte, i log dello scambio di email col cardinale Scipione Borghese riportanti i dettagli del torbido accordo che recava il celebre pittore Milanese in viaggio verso Porto Ercole: un suo dipinto in cambio della vita. Il “San Giovanni Battista”, l’opera che il Caravaggio portava con sé al momento della morte, era un pagamento in cambio della revoca della sua pena di morte. Le cose non andarono via lisce e le versioni dei fatti sono sempre state oscure. Malgrado l’assenza di uno smartphone, è notizia recentissima che Caravaggio fu assassinato. Tutti i dettagli in cronaca.