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Sub/Culture

La Classe Creativa Non Può Attendere

| giovedì 20 settembre 2012

di Riccardo Noè (Syntheke)

Il tempo passa ma Milano non si smentisce mai. Per esempio: Procaccini, Niccolini.. Ogni tanto capita di passare per le vie di “Chinatown”, o per chi ancora vuole essere fuori dalle terminologie odierne, zona paolo Sarpi, e dunque capita facilmente di imbattersi nel suo labirinto di vie, strade, stradine, cunicoli e chi più ne ha più ne metta.

Accade quindi di incrociare ogni tanto quelle vie in cui si trovano immobili fatiscenti, palazzi abbandonati e via discorrendo, perché forse il luogo comune è che siamo a Chinatown e tutto è permesso, forse. Ma forse anche no. Forse è anche l’ora di svegliarsì.

Perché non è normale che Milano abbia tutti questi spazi abbandonati e chiusi ove ormai manco i topi stanno più comodi.

L’anno scorso si era parlato di ridare agli abitanti di questa città tutti quegli spazi che erano stati abbandonati nel corso del tempo. Perché il comune possedeva tanti spazi abbandonati, perché Milano aveva bisogno di un rinnovamento e, tanto per cambiare, di cultura, ma poiché mancavano gli spazi bisognava restituire a Milano questo ed altro.

Ma purtroppo ancora se ne parla.
Ancora ritorna in mente la questione spazi da restituire alla movida.
E intanto il tempo passa.
E intanto gli spazi ammuffiscono.
E intanto i 4 grattacieli dietro corso Como continuano a crescere, indisturbati, perché tanto c’è il privato di turno che paga e beneficia.

Poi arrivano quelli che si sono stufati delle prese per i fondelli, ed è il turno di M^C^O, come amano scriverlo loro, e si cerca d’imporre la vera condizione in cui dovrebbe trovarsi Milano, col vecchio metodo comunista rivoluzionario dell’occupazione.

Allora arrivano fiumi di richieste, di domande, di mail per fare cultura presso questa fantomatica macao, ma alla fine il progetto si rivela uno statico quesito, e per mesi rimane sospeoso in aria.

E di Macao se ne sente parlare solo dopo mesi ma della parola cultura non c’è più traccia.

Intanto quegli spazi come l’ex Ansaldo, divenuto OCA, nato in risposta ai rivoluzionari nel mentre in cui il Comune ha deciso di svegliarsi e di rispettare il programma (o almeno di provarci), parte in gran forma, con assemblee, incontri e tanto di mail per inviare i propri progetti per chiunque fosse interessato. Si rivelerà un fiasco: la mail è inattiva e non si hanno più notizie dello spazio da circa un mese, ovvero dall’ultima assemblea.

Ora, un qualsivoglia cittadino si chiede: ma se si vuole fare un evento, qualunque esso sia, dalla mostra d’arte al concerto alla serata di musica elettronica alla proiezione di un film con meeting a seguire, a un reading letterario, come si deve fare? E soprattutto, quanto deve ancora aspettare?