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La Cioccolata della Via d’Acqua, i Cioccolatai dell’Expo

| domenica 2 marzo 2014

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Ti svegli una mattina e sono tutti #Nocanal, anche il Corriere della Sera che non ha mai scritto una riga critica sulla Via d’Acqua. Dov’erano in questi anni? A celebrare Expo come tutti gli altri, magari con qualche dubbio in tasca, ma rimasto lì, nella tasca. Ora il Corriere gioca la sua carta: assolve la gestione di Expo Spa, condanna quella del Comune di Milano e di Pisapia. E’ vero, la gestione dell’amministrazione è stata fallimentare e, lo scrivevamo in Expopolis un anno fa, Pisapia ha sbagliato la prima mossa (e ora persevera). Peccato però che a dirlo sia il Corriere, sempre schierato con chi vince.
Il sindaco ora sta facendo la figura dell’ultimo dei giapponesi a difendere l’indifendibile: “una occasione persa” dice ancora oggi. Ma di cosa sta parlando sindaco?
“Non si cala dall’alto un progetto invasivo senza ascoltare i cittadini” scrive ancora il Corriere. Vero, tutto vero. Ma detto da quelle pagine fa ridere. Sono parole che avrebbe dovuto pronunciare il sindaco. E invece no, perchè la Via d’Acqua è Expo e Expo non si tocca.

La Via d’Acqua era ed è una schifezza, e non perchè lo scrive il Corriere della Sera oggi. Bastava andare nei parchi, parlare con le persone che li frequentano e che li hanno difesi negli anni, informarsi e guardare carte alla mano il progetto. Lo si poteva fare dal 2008. L’hanno fatto associazioni istituzionali come Italia Nostra e i brutti, sporchi e cattivi che il Corriere definisce “tupamaros del fronte No Tav”, che a Milano si chiamano Off Topic e Attitudine No Expo. E non piacerà al Corriere, ma l’hanno fatto da subito, da soli.
La verità è che la questione Via d’Acqua è stata volutamente sottovalutata da tutti (media e politica) perchè parte di quel mondo incantato chiamato Expo 2015, uno spreco lungo sei mesi che ci stanno vendendo come cioccolata. Ma che cioccolata non è.

di Roberto Maggioni