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La Botta Costa un Botto: Cambiamo la Convenzione

| giovedì 14 luglio 2016

C’è qualcosa che non va nell’apprezzabile restauro della piscina Caimi, di via Carlo Botta 18, ribattezzata ‘Bagni Misteriosi’ dalla Fondazione Pierlombardo, il soggetto di diritto privato cui il Comune di Milano ha affidato ristrutturazione e gestione dell’impianto chiuso da una decina di anni. Alcuni dubbi espressi negli scorsi anni da diversi abitanti della zona (siamo in Porta Romana, poco fuori dalla cerchia dei Navigli) sono diventati realtà nel primo fine settimana di apertura dell’impianto. La convenzione firmata dai dirigenti comunali dell’ex assessora allo sport Bisconti lascia adito a diverse critiche, materializzatesi in un esposto alla Corte dei Conti presentato dal Codacons, un’associazione dei diritti dei consumatori. A far storcere il naso a molti (sulla rete visto che il 99% giornalisti han fatto la fila all’inaugurazione e al buffet…) è il prezzo di ingresso previsto in entrambe i giorni più frequentati dell’impianto, sabato e domenica,  14 euro per il giornaliero. In pausa pranzo il biglietto costa 5 euro (12.30-14.30) mentre 7 euro (il prezzo di un giornaliero negli impianti comunali) la mezza giornata dalle 14-18 infrasettimanale. Orari che tagliano fuori famiglie e lavoratori, proprio le categorie per le quali gli impianti furono costruiti negli anni Trenta durante il Ventennio Fascista, così come la Giulio Romano (a Lambrate) e la Cozzi (In Porta Venezia). Una famiglia monoreddito che volesse farsi un bagno di domenica pagherebbe ben 56 euro per accedere alla vasca incuneata tra i palazzi dietro il teatro Pierlombardo e via Vasari (al Lido 32…). E non basta sapere che l’ingresso è ridotto (8 euro) per chi ha un ISEE sotto o pari a 18 mila euro, basta avere uno stipendio netto di 1300 euro al mese per superare tale soglia. Ad infuocare le polemiche ci si è messa pure Andree Ruth Sammah, deus ex machina del Pierlombardo, che in un poco educato post su Facebook ha definito cretina una blogger che aveva criticato alcuni aspetti della piscina,  come il costo di ingresso e quello della cuffia all’entrata, 10 euro. Critiche riprese in prima pagina dal quotidiano il Fatto (unico media che ha osato contestate l’operazione del Comune), a sottolineare il carattere elitario della piscina, che rende la Caimi il primo esempio di piscina comunale privatizzata a Milano. C-052130_01La convezione, nonostante tratti della cessione a un privato della gestione di un bene pubblico di fondamentale importanza specie nella canicola dell’estate milanese, non si trova sul sito internet del Comune alla faccia di tutte le promesse sulla ‘partecipazione’ e sull’ ‘open data’ espresse dalla precedente amministrazione. L’unico brano della stessa reperibile in rete è pubblicato dalla stesso sito della Fondazione Pierlombardo ed è in contraddizione con lo stato di fatto. ‘La Fondazione al fine di assicurare la massima fruibilità della Piscina e in base alla relazione tecnico-gestionale presentata dalla stessa ogni anno, all’inizio dell’attività sportiva, dovrà garantire in determinati giorni e fasce orarie l’applicazione delle tariffe comunali (8 euro la domenica e festivi, 7 euro negli altri giorni il prezzo del biglietto intero) nonché nei restanti orari l’applicazione di tariffe che non superino dell’80% le tariffe comunali vigenti in quel momento…’. In pratica il Comune di Milano ha permesso che alla Fondazione Pierlombardo di caricare i costi della ristrutturazione dell’impianto (costato 9 milioni di euro) aumentando il biglietto a 14euro proprio nei giorni di massima fruibilità, i sabati e le domeniche, giorni in cui i pochi impianti milanesi all’aperto (tra cui il Saini, la Cardellino, La Uruguay) sono strapieni. Evitando di prevedere almeno la domenica, l’ingresso a fasce popolari con tariffe più contenute che potessero permettere anche a cittadini qualunque di accedere all’impianto pubblico. Sembra impossibile che tali e così macroscopici rilievi siano sfuggiti alla Commissione consiliare che ha trattato tutta la vicenda (uno dei sopralluoghi della consigliera Anna De Censi è dell’ottobre 2015), quasi che i suoi componenti non fossero usi a frequentare le piscine pubbliche di Milano, molte delle quali in condizioni fatiscenti (Lido su tutte). Il contraltare della Botta è la Cambini, lì nel cuore periferico di viale Padova dove ci sarebbe davvero bisogno di una piscina, chiusa da oltre 15 anni e in uno stato di degrado inaccettabile. Nonostante sia evidente l’ottimo lavoro di ristrutturazione dell’impianto, che rispetta i dettami del razionalismo, la redazione di Milano X non può non lanciare la proposta che almeno per la giornata di Domenica sia consentito l’ingresso ai milanesi qualunque a un prezzo uguale a quello degli altri impianti cittadini, 8 euro per fermare una china pericolosa che rischia di acuire il divario tra la ‘BellaMilano’ e la Milano di quelle periferie che a parole, tutti, vogliono aiutare. Salvo poi differenziare con un insopportabile apartheid sociale i servizi indispensabili, come una piscina nella canicola agostana. Di qui i ricchi e i radical chic, hipster e chi schifa le piscine pubbliche. Quelli che sfruttano la piscina in pausa pranzo  in un impianto meravigliso con le spremute e i cocktail di gamberetti. Al di là del muro i pezzenti di ‘MilanoSucate’, che hanno libera da impegni la sola domenica, nelle piscine coi tamarri di periferia che fanno i tuffi e cocacola e patatine. Un distacco ben rappresentato dalle parole, inopportune, proferite dalla Sammah dal suo profilo internet: ‘Non facciamo fuggire mamme e bambini che nella altre piscine non vanno più a causa di ladri, pedofili, schiamazzatori e sporcizia’.

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La Caimmi resti aperta a chiunque abiti a Milano a tariffe uguali a quelle degli altri impianti pubblici almeno la domenica. E i bagnini di Milanosport facciano rispettare le regole di convivenza in tutte le piscine del patrimonio pubblico del Comune di Milano, per permettere a tutti di fruire di beni pubblici primari per il popolo milanese. Tutti i cittadini, specie chi lavora negli altri giorni, hanno diritto a farsi un bagno alla Botta, questa è la proposta di Milano X. Da inviare al nuovo assessore competente con una semplice mail: assessore.guaineri@comune.milano.it. Alla fine chiediamo il diritto a godere una Domenica di fresco… La convezione è soggetta a cambiamenti, spingiamoli!