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Kiss, my ass

| domenica 7 novembre 2010



*by Lavina Lindsee* aka Daniele Salvini

Cosa ti aspetti da uno con quella faccia? Attenzione che non stiamo tirando in ballo Lombroso, qui parliamo di scelte: personali, consapevoli, delebili, redditizie. Il tizio col trucco da clown glam è stato molto famoso negli anni 70 come il bassista di una hard rock band di quattro elementi, i Kiss. Tutti truccati e vestiti d’argento si facevano chiamare: l’uomo dallo spazio, l’uomo-gatto, il figlio delle stelle e il demone.
Gene Simmons era il demone, non ha mai pagato una royalties ad Azazel per l’uso del nome ma è oggi un miliardario di mezza età che conta di fare ancora più soldi con i diritti delle vecchie incisioni ed ha pensato bene di diventare la bandiera della tolleranza zero contro il download musicale. L’ex campione della trasgressione ed attuale campione dell’abuso del diritto d’autore ha aperto la sua grande e famosa bocca qualche giorno fa per dichiarare che la scelta dei Radiohead nel permettere di scaricare l’ultimo disco sarebbe pericolosa per l’industria musicale e incoraggerebbe un comportamento deviante. La responsabilità della supposta crisi dell’industria musicale sarebbe da accollare non certo alla loro incapacità di modernizzarsi, ma ai fan che scaricano musica col P2P che dovrebbero, a sentir lui, essere denunciati tutti: “portategli via la casa, portategli via la macchina”. Sostiene ancora che: “l’industria musicale non ha le palle di portare in tribunale ogni singolo ragazzino lentigginoso che scarica anche solo una canzone”. Parole forti, e anche assurde visto che l’Industria musicale USA ha speso 63 milioni di dollari in cause legali contro la popolazione tra il 2006 e il 2008. Parole da far prudere le mani e infatti la rete ha pensato bene di mandargli un pernacchio buttando giù con un attacco DDoS il sito suo e della sua etichetta discografica. Un DDoS, Distributed Denial of Service Attack consiste nel rendere una risorsa, un sito internet ad esempio, momentaneamente indisponibile. Viene compiuto da più persone contemporaneamente e la sua riuscita è dovuta all’aggregazione di gruppi d’attivisti. Dopo aver visto il suo sito scalciato fuori da Internet, lungi dal mordersi la lingua, l’ex cantante ha rincarato la dose con queste parole, pubblicate sul suo sito non appena tornato online: “I responsabili saranno schedati e puniti, vi denunceremo fino a togliervi le mutande e vi ritroverete col culo in cella, vicino a qualcuno che ci sta già da anni e che è in cerca di una nuova fidanzata”. Parole che scaldano il cuore, vero? Soprattutto quando indirizzate a degli adolescenti da parte di un miliardario forte di un battaglione di avvocati che intendono perpetuare l’abuso del diritto d’autore e della proprietà intellettuale. Detto fatto, il sito del cantante dalla lingua lunga è subito tornato offline. Parlavamo di quella faccia. Tre palle un soldo.