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Intervista flash a DJ Xian

| giovedì 12 dicembre 2013

xian
Siamo andati una notte a cena con un amico e abbiamo incrociato un prime mover delle notti milanesi. Xian è un dj di movimento che attraversa ogni tipo spazio sociale e/o ricreativo di milanolandia. E’ uno evoluto. Abita a Rho. Ecco cosa gli chiediamo:

Xian, dati anagrafici e coordinate musicali – e l’origine del nome: sei filocinese come Wu Ming?

Christian, 2 luglio 1987, nato a Rho.
Amo troppo la musica per aver delle coordinate musicali ben precise. Penso che ogni genere abbia qualcosa da comunicare e possa avere delle sonorità apprezzabili. Prediligo sicuramente la Black music: tanto Funk e tanta Disco, ma anche Soul e Hip-Hop; mi piace molto la musica House e la musica Elettronica in generale, sia nuova che vecchia (Idm, Dubstep, Electro, Uk Garage, Grime ecc. ecc.). Apprezzo molto anche il Reggae, la New Wave/Post Punk e il Jazz con tutte le loro varie sfacettature e sottogeneri.
Allo pseudonimo Xian ci sono arrivato giochicchiando con il mio vero nome (Christ = X) e successivamente ho scoperto che, oltre ad essere una città della Cina ed un nome proprio, il significato del termine è “immortale” (ahahah) e mi son detto: “Cazzo mi sa che me lo tengo!!”
Per il resto, Respect for Wu Ming!

Parlaci del Degenere Rebel Sound.

Il Degenere è un progetto nato alla Fornace di Rho come sound resident.
L’idea di fondo era quella di accomunare più sonorità, senza avere un genere musicale ben preciso, appunto Degenere. Qui un esempio: https://soundcloud.com/degenere/incredible-mix-vol-3
All’inizio non avevamo nessun tipo di pretesa, si suonava semplicemente per divertirsi nel proprio spazio.
Poi piano piano le cose sono andate avanti: abbiamo allargato i nostri orizzonti musicali, la gente ha iniziato a capire lo spirito degenere ed il viaggio musicale che c’era dietro.
Inoltre con uno sguardo sul fronte musicale europeo, ci siamo resi conto di quante crew, dj’s e produttori avessero la nostra indole e cioè il voler affrontare la musica in una chiave più a 360° possibile con una particolare attenzione alle nuove sonorità.
Così, dopo un po’ di tempo, ci siamo ritrovati ad organizzare dei propri e veri party underground, con tanto di ospiti internazionali, come sta accadendo attualmente al Leoncavallo.. e siamo solo all’inizio.

Preferisci metter musica in un centro sociale o al Pokai?

Be’ sono due dimensioni molto differenti, ma al contempo simili. Entrambi sono luoghi che cercano di dare spazio alla cultura e poter sperimentare con progetti musicali non usuali, tipici invece dei locali. Preferisco suonare dove posso sentirmi libero di lasciar esprimere la musica in ogni sua forma.
L’importante, in ogni caso, è sicuramente divertirsi e far ballare tutti!

Sei un sodale di Pablito El Drito di MilanoX, cos’è che vi unisce?

Sicuramente la passione per la musica e l’umiltà che ci si mette nel farla/proporla, ma anche l’amore per il mondo dell’Elettronica e degli adorati vinili.

Cosa pensi del dubstep?

Innanzitutto grande perché dici il Dubstep, al maschile, com’è giusto che sia. Dunque il Dubstep è una musica che ho sempre apprezzato, soprattutto quella di derivazione Reggae; diciamo che è stata un’evoluzione del Dub, mischiatasi al Garage inglese post2000. Purtroppo in Italia, secondo me, non è stato capito molto come genere e ormai ha preso una brutta piega: l’unico Dubstep apprezzato negli ultimi anni sembra essere solo quello prodotto da un minipimer o da una lavatrice!

Meglio Benga o Skrillex?

Benga tutta la vita!

Che musica metterai a capodanno?

Eh, bella domanda! Ancora non saprei. Sicuramente tanta Bass Music, poi si vedrà!

Se facessero una festa per te quale scaletta gli daresti a chi ti sostituisce perché cazzo anche tu hai diritto di ballare al tuo compleanno?

Ehehehe in effetti.. Be’, non darei nessuna scaletta, direi solamente: facci ballare! Quindi giù di groove e di bassi che facciano muovere il culo!