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Intervista a Giacomo Spazio a cura di Pablito el drito

| venerdì 4 ottobre 2013

SPAZIO 2

Giacomo Spazio presentarà i suoi nuovi lavori il 10 ottobre dalle ore 18,30 alla Libreria-Galleria Derbylius, via Pietro Custodi 12, Milano. Ci lega una lunga complicità, per questo ho deciso di fargli un paio di domande a bruciapelo. Ecco qua.

Pablo: Back to Milan. L’ultima volta che ci siamo incrociati eri in una galleria a Berlino, dove hai esposto sia delle opere di pop art, legate al fumetto e all’illustrazione, sia delle opere più legate alla scrittura. Invece la volta prima che ci siamo incrociati affiancavi al pop delle citazioni della street art e urban art. Ci racconti il tuo percorso artistico, le tue suggestioni, quel che ti frulla nella testa?

Giacomo: Innanzitutto confesso che sono un uomo confuso. Non so mai esattamente cosa fare ne quale direzione prendere. Quindi temporeggio. Non è un caso infatti che i miei interessi personali da sempre siano gli stessi. Lo svago e l’arte. Seguo indistintamente questi interessi in modalità random, abbuffandomi di tutto quello che incontro sulla mia strada smodatamente e alla fine sono talmente pieno che vomito i miei prodotti o manufatti artistici (punti di vista), che di volta in volta possono essere / dischi / libri / foto / quadri / installazioni. In questo periodo vince la scrittura. Questo però, non significa che io passi tutta la giornata a scrivere, anzi è proprio quando faccio altro che mi vengono in mente catene di parole. 
Il mio percorso artistico è semplice. Ho iniziato negli anni 70. Volevo fare il poeta, ma invece ho iniziato facendo performance. Poi c’è stato il punk e un sacco di altre cose. Ho sempre pensato che potevo vivere facendo quello che più mi piaceva e da quando avevo 20 anni è sempre stato così. Mi piace l’arte e mi muovo agilmente nelle pieghe di questo settore di mercato. Un mercato che ha le sue regole e nel quale non faccio assolutamente fatica a confrontarmi. Ci sono alti e bassi in termini economici ma in compenso posso, passami il termine, ‘lavorare’ quando, dove e come voglio… Ora dicevo, mi viene più facile esprimermi con le parole. Mi sento a mio agio e riesco a raccontare un “tuo” mondo partendo dal “mio” mondo. Le parole… forse le uso perché le frammento. Perché sono immagine e anche suono. Perché non mi vergogno di scrivere “cazzate” e poi le parole sono evocative (anarchico), a volte incomprensibili (Masdfbwkfwsnmb) e infine per quanto mi riguarda, sono in via di estinzione.

Pablo: I tuoi lavori che amo di più sono i detournement dei fumetti mainstream americani, Walt Disney in primis. Quali sono io tuoi fumetti preferiti?

Giacomo: Urka ce ne sono moltissimi. “La storia dei tre Adolf “di Osamu Tezuka è un classico che se fosse possibile metterei come lettura obbligatoria in tutte le scuole medie italiane. Poi “5 è il numero perfetto” di Igort, perchè a me piace Napoli. “Akira” sia il fumetto che il film di Katsuhiro Otomo.
“L’autoroute du soleil” di Baru. Ma mi è impossibile dirti quali… sono troppi e per tutti c’è un motivo e chi ama i fumetti lo sa che è inspiegabile…
adoro i manga violenti, Le storie leggere di Baronciani, di Toffolo, di Gipi, di Squaz (senza fare torto ad altri), Munoz & Sampayo. Burns. Gabos. Taniguchi. Sacco… come cazzo faccio a nominarli tutti. Io leggo da Jacovitti a Moebius. Da Mattotti al Dott. Pira. Lo sai io non faccio un cazzo e ho tempo per leggere molto e variegato. Leggo tutte le mattine. Io non inizio la mia giornata se prima non leggo per almeno mezz’ora. Oggi ad esempio sono alle ultime battute del libro sulla storia di Franco (Franchi) e Ciccio (Ingrassia), di cui ricordo con piacere assoluto molti film. Ma il mio amore totale per i fumetti è rivolto a Massimo Mattioli, vera fonte ispiratrice dei miei quadri che a te, Pablo, piacciono tanto!

Pablo: Mi pare inoltre che lavori partendo dalle suggestioni dei vecchi media. Cosa pensi dei nuovi?

Giacomo: Credo che tu abbia una idea distorta. Io uso la tecnologia in modo spaventoso e brutale, non da intellettuale. Ho anche prodotto diversi lavori solo e soltanto con l’uso del pc. Musica in primis. Nel 1992 ho realizzato (con i miei amici di sempre, Ghittoni, Trevor Finn e i Siglillum S) un disco solamente costruito con campioni e pezzi interi di musica di altri (Ghost Paradise). Ho realizzato anche due libri che parlano di tecnologia e grafica (Fucksia) o musica (A New Loop). E fra pochi giorni è pronto il mio prossimo libro, che è un libro di foto ricavato solo grazie alla frequentazione dei Social Network. Si intitola: Artistically Cropped Self Portrait, che presenterò quanto prima in qualche luogo a Milano.
Nel frattempo, se hai voglia di saperne di più, vieni a fare un po’di sana lettura il giorno 10 ottobre dalle ore 18,30 alla Libreria-Galleria Derbylius, via Pietro Custodi 12, Milano.
La mia esposizione durerà fino al 12 ottobre.

Pablo: Non mancherò!