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Incontro Sala-Sindacati: quello che non leggerete sui giornali

By Stefo | sabato 21 gennaio 2017

L’incontro tra il sindaco indagato e i delegati sindacali del Comune di Milano tenutosi questa mattina a Palazzo Marino sembra un set cinematografico. La splendida scenografia della Sala Giunta, col tavolone chilometrico e Sant’Ambroeus che ammicca dal labaro è perfetta. Quando inizia l’incontro tutto è pronto per la rappresentazione scenica: telecamere, prima cacciate da un sindacalista e poi fatte velocemente rientrare. E al termine la sfilata dei cronisti milanesi ad incontrare gli oltre 30 tra delegati e segretari sindacali presenti Sala Giunta pronti a raccontarsi avanti ai taccuini. L’incontro ‘vero’ non c’è stato, il Sindaco ha ascoltato tutti ma ha aperto solo sui punteggi supplementari da concedere a chi già lavora in Comune nei prossimi concorsi, dando l’incarico a Carmela Francesca (ex funzionaria del Comune riassunta come Dirigente di ‘fiducia’ a 140.000 lordi l’anno) di continuare le trattative. Le prossime assemblee del personale sono previste tutte alla Camera del Lavoro mercoledì 25 con la Polizia Locale 9-18, venerdì 27 dalle 9 alle 12.30 con Cultura, Urbanistica, Politiche Sociali, Facility Management, Area Tecnica) e lunedì 30 gennaio (Anagrafe, Funerari, Municipi, Appalti e tutti gli altri servizi del Comune) Le 8 sigle presenti, più le RSU ci mettono quasi 2 ore a fare l’elenco dei problemi irrisolti, due dei quali presenti in sala: assessore Cristina Tajani (fresca del passaggio da Sel al PD) e Arabella Caporello, manager che dai discorsi alla Leopolda è passata ‘magicamente’ ai 210.000 euro lordi l’anno come Direttore generale del Comune di Milano. Quando il Sindaco cerca di presentarsi come l’uomo vincente di Expo, auspicando che il ‘Patto per Milano’ venga riproposto, Gianni Pizzi delle RSU gli ricorda come le relazioni sindacali del Comune non sono Expo, e i delegati che segnalano i 7 mesi di assenza di relazioni sindacali siano altra cosa. Cazzaniga (Cgil) ricorda al Sindaco gli incontri infruttuosi avuti con la coppia Tajani-Caporello, a tratti irrispettosi, così come le file agli sportelli dell’anagrafe e i tanti vuoti in organico a cui il Comune non riesce più a far fronte col collasso di interi settori (Politiche sociali in primis). Invita il Sindaco a farsi un giro al salone di via Larga per vedere quali sono i frutti dei milioni spesi per l’aggiornamento tecnologico dell’anagrafe. Ongaro (Cisl FP) chiede quantomeno che le comunicazioni di progetti e novità non vengano più fatte sapere ai delegati a mezzo stampa, così come è successo in questi mesi. Tritto (Csa) e Maisto (Uil) ricordano al Sindaco l’assenza di figure di riferimento per problemi dei lavoratori e mobilità e l’anziano segretario del CSA mostra un articolo in cui si afferma che il Comune farà partire un progetto con 300 migranti ad affiancare gli agenti della P.L. in periferia. Vito Summa (USB) e Vincini (Diccap) svuotano tutta la loro indignazione per come sono stati trattati i lavoratori in questi primi 7 mesi della Giunta chiedendo un decisa inversione di rotta. Convitati di pietra, assenti ma ben presenti in sala, le decine di nomine di dirigenti ‘di fiducia’ a stipendi sopra i 100.000 cifre da poco deliberate da Giuseppe Sala che stridono con gli 80 milioni di tagli a bilancio messi subito sul piatto dal Sindaco indagato. Si perché, come si dice a Milano, ‘Ghe vouer propri na bela facia de tola’ (ci vuole proprio una bella faccia di culo, nda) a incontrare i sindacati pronti allo sciopero del venerdì 3 febbraio, dopo aver firmato due delibere di nomina pesanti e molto chiacchierate tra uffici e social network.

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Ovunque, tra i dipendenti e alle macchinette del caffè, tranne che sui quotidiani milanesi assai restii a scoprire le carte (e le spese) del primo sindaco indagato della storia di Milano dal 1945 ad oggi. L’assunzione di Cosimo Palazzo ex segretario del circolo PD Viigentina, consulente di fiducia dell’assessore Majorino riassunto come Dirigente a più di 100.000 euro all’anno lordi (6mila euro netti al mese) e quella dell’ex dirigente di Rignano sull’Arno Valerio Iossa, sbarcato direttamente dall’entourage renziano (era capo del personale nella Firenze del sindaco Nardella) al personale di Milano per 160.000 euro lordi l’anno (10mila euro al mese). Presenti in sala anche Mangili (ex componente della segreteria del PD di Milano, assunto come consulente di fiducia della giunta) Confalonieri (ex coordinatore lombardo di Democrazia Proletaria passato a Sel e poi dirigente con Sala a 140.000 lordi l’anno) l’assessore Tajani con la sua collaboratrice Fiorella Imprenti, che somma lo stipendio come consulente ‘di ‘fiducia’ dell’assessore al gettone come assessora al lavoro di Rozzano. Il Sindaco è in difficoltà, la sua Giunta pure. L’altra sera al Giambellino pure il ‘compagno’ Mazzali è stato duramente contestato dai comitati contro gli sgombri, e con la annunciata tassa di 52 euro sulle iscrizioni degli asili che partirà nelle prossime settimane per le iscrizioni del settembre 2017, la ‘tenuta’ della parte ‘sinistra’ della coalizione è in pezzi. La questione non sono i 60 assunti in più, o le assunzioni a tempo determinato chieste dai sindacati utilizzando le graduatorie in essere o lo stop delle inevitabili esternalizzazioni o l’apertura dei requisiti dei 16 bandi di concorso a tutte le lauree (come successo per i dirigenti esterni e gli incarichi di amici e funzionari di partito ‘di fiducia’). Il punto è che il Comune di Milano dal 2011 ha perso più di 1000 lavoratori agli sportelli, ai disabili, ai minori in difficoltà, ai servizi funebri. E non sono stati sostituiti. Il Comune sta collassando in vari suoi servizi, sociali prima di tutto. Per ora le assemblee e lo sciopero del 3 febbraio restano confermati, ma chi conosce bene le dinamiche sindacali sa che non è ancora detta l’ultima parola. Il silenzio di assessora e direttora generale, insieme alla scenetta allestita dal capo ufficio stampa di Expo Gallizzi, ad uso di cronisti & TV, vale più di 1000 parole.

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