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In Solidarity with the People of Bosnia

| giovedì 13 febbraio 2014

Bosnia protester

Sosteniamo i cittadini della Bosnia Erzegovina

Appello. Da Tariq Ali a Slavoj Zizek, un documento pubblicato in contemporanea su the New York Times, Guardian e il manifesto

Noi, fir­ma­tari di que­sta let­tera, espri­miamo il nostro pieno soste­gno, alle legit­time richie­ste e all’indignazione giu­sti­fi­cata dei cit­ta­dini della Bosnia — Erze­go­vina. Il loro grido per una vita digni­tosa, per la vera demo­cra­zia, per la soli­da­rietà che non cono­sce con­fini – siano etnici, nazio­nali o reli­giosi – per la giu­sti­zia e l’equità sociale, risuona in tutto il mondo. In modo simile ai cit­ta­dini di Tah­rir, Zuc­cotti Park, Tak­sim o Syn­tagma, le pro­te­ste bosnia­che hanno dimo­strato il corag­gio che con­si­ste nel supe­rare ogni osta­colo isti­tu­zio­nale che i governi di tutto il mondo impon­gono ai pro­pri cit­ta­dini e sono stati in grado di recla­mare le loro strade e le loro piazze. Il popolo della Bosnia — Erze­go­vina si è ribel­lato al sistema di sfrut­ta­mento, all’ingiustizia e alla disu­gua­glianza di cui ha gio­vato esclu­si­va­mente una minu­scola élite poli­tica, eco­no­mica e finanziaria.

Cento anni dopo l’assassinio di Fran­ce­sco Fer­di­nando, quando i lea­der euro­pei impe­ria­li­sti hanno spinto le loro nazioni verso una distru­zione reci­proca, la Bosnia sta inviando un cam­pa­nello d’allarme per tutti. Il mondo in cui viviamo è fatto di divi­sioni, di fasci­smi, di apar­theid poli­tico e sociale che cre­sce sem­pre di più, in cui il capi­ta­li­smo distrugge ine­so­ra­bil­mente ciò che potremmo avere come ric­chezza e bene comune.

I cit­ta­dini della Bosnia — Erze­go­vina hanno spe­ri­men­tato tutto que­sto, tutti i giorni, negli ultimi vent’anni. Dopo la guerra nazio­na­li­sta tra il 1992 e il 1995, in cui 100.000 per­sone hanno perso la vita, l’accordo di pace isti­tu­zio­nale ha ripri­sti­nato il sistema capi­ta­li­sta, finendo per distrug­gere le classi lavo­ra­trici e quelle medie, creando divi­sioni non solo etni­che ma anche sociali, che sono state sfrut­tate con suc­cesso dalle élite politiche.

I cit­ta­dini in Bosnia Erze­go­vina hanno detto «basta» e noi diciamo «basta» con loro. Espri­miamo il nostro soste­gno ai loro sforzi legit­timi per creare una società giu­sta ed egua­li­ta­ria in Bosnia — Erze­go­vina. Fac­ciamo appello a tutte le forze poli­ti­che e sociali pro­gres­si­ste di schie­rarsi con il popolo bosniaco in que­sta deci­siva bat­ta­glia per un futuro migliore.

Fir­ma­tari:

Tariq Ali (scrit­tore e atti­vi­sta, Regno unito), Gil Ani­d­jar (stu­dioso, Uni­ver­sity of Colum­bia Usa), Vla­di­mir Arse­ni­je­vic (scrit­tore, Ser­bia), Etienne Bali­bar (pro­fes­sore eme­rito, Uni­ver­sity Paris Ouest, Fran­cia), Franco Berardi Bifo (filo­sofo, Ita­lia), Alida Bre­mer (scrit­trice, Ger­ma­nia), Wendy Brown (teo­rico poli­tico, Usa), Boris Buden (Uni­ve­ri­sty of Wei­mar, Ger­ma­nia), Noam Chom­sky (lin­gui­sta e atti­vi­sta, Usa), Goran Fejic (scrit­tore, Fran­cia), Karl-Markus Gauss (scrit­tore, Austria), Costas Dou­zi­nas (filo­sofo, Uni­ver­sity of Lon­don, Regno unito), Daša Drn­dic (scrit­tore, Croa­zia), Michael Hardt (filo­sofo, Duke Uni­ver­sity, Usa), David Har­vey, geo­grafo, Usa), Alek­san­dar Hemon (scrit­tore, Usa), Srecko Hor­vat (filo­sofo, Croa­zia), Saša Ilic (scrit­tore, Ser­bia), Rada Ive­ko­vic (filo­sofo, Fran­cia), Mate Kapo­vic (lin­gui­sta, Uni­ver­sity of Zagreb, Croa­zia), Naomi Klein, scrit­trice e atti­vi­sta, Usa), Mau­ri­zio Laz­za­rato, (filo­sofo, Fran­cia), Chri­stian Marazzi, (eco­no­mi­sta, Sviz­zera), Anto­nio Negri, (filo­sofo, Ita­lia), Andrej Niko­lai­dis (scrit­tore, Bosnia –Erzegovina/ Mon­te­ne­gro), Nigel Osborne, (pro­fes­sore eme­rito, Uni­ver­sity of Edin­burgh, Sco­zia), Costas Lapa­vi­tsas (eco­no­mi­sta, Regno Unito), Renata Salecl (filo­sofo, Slo­ve­nia), Elke Sch­mit­ter (scrit­tore, Ger­ma­nia), Ingo Schulze (scrit­tore, Ger­ma­nia), Igor Štiks (Uni­ver­sity of Edin­burgh, Bosnia and Erzegovina/Scozia), Eric Tous­saint (eco­no­mi­sta, Bel­gio), Yanis Varou­fa­kis (eco­no­mi­sta, Usa), Jasmila Zba­nic (regi­sta, Bosnia-Erzegovina), Sla­voj Zizek (filo­sofo, Slovenia)