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Live & Loud

Live & Loud (125)

by Cauz | mercoledì 30 dicembre 2015

Del perchè Milano chiuda i battenti la sera del 23 dicembre (se va bene) e praticamente se ne resti in letargo fino a metà gennaio è un mistero su cui ci vorrebbero studi approfonditi. Studi che non ho intenzione di fare ora, perchè in fondo il letargo è una necessità naturale. Questo è l’ultimo Live&Loud dell’anno, giusto il tempo di accumulare le ultime provviste e poi buonanotte.

Promenade Sauvage. Giovedì 17 alle 20, all’Institut Français Milano.
Duo composto dalle chitarre di Maarten Stragier e dalla fisarmonica di Luca Piovesan, che per l’occasione si allarga ad abbracciare l’innersonic (e le esplorazioni) del compositore e ricercatore Franck Bedrossian.

GBH. Giovedì 17 al Decibel di Magenta.
Se non è la Storia del punk rock poco ci manca. Anzi, stocazzo, questo sì che è un gruppo che ha scritto (e da 40 anni continua a scrivere) la storia del punk rock. Andate a prendere appunti.

Father Murphy & Luca Dipierro. Venerdì 18, ore 21.50, al Cinema Beltrade.
Il rituale oscuro dei Father Murphy torna nuovamente da queste parti, ma questa volta con tutt’altra faccia. Al Beltrade il duo trevigiano sonorizzerà dal vivo “Paper Circus”, una raccolta di splendide e macabre animazioni realizzate dal regista italo-americano Luca Dipierro, con cui hanno composto la colonna sonora. Difficilmente viene in mente un modo così appropriato per celebrare le feste, l’ultima volta era stato quando “Nightmare before Christmas” fu il film di Natale.

Apollo Brown. Venerdì 18 al Biko.
La cena hip hop milanese bisognerebbe iniziare a monitorarla con più attenzione, perchè dopo essersi ben radicata inizia sempre più spesso a sparare mortaretti. Apollo Brown dell’hip hop è una star internazionale e non certo un nome dell’underground, ma siamo pure sempre nel paese di Fedez.

The Sex Organs. Venerdì 18 al Cox18.
La Società Psychedelica torna in Conchetta, e ci arriva surfando sul naviglio con il cazzo all’aria, come il garage travolgente del duo meno svizzero che esista.

Musiche prenatalizie improvvisate. Venerdì 18 alla Pizzeria Oceania dalle 20:30 alle 22.
Mentre si attendono a lungo improbabili pizze, da sotto i tavoli dell’Oceania spunteranno le musiche per la più lo-fi delle feste natalizie. Ai comandi il Reverendo Maranzano, Tab_ularasa, Superfreak e Re Beluga.

Angelo Avogadri, Nicola Di Caprio, Federico Campo, Marco Fontana. Sabato 19 alla Casa Occupata Gorizia.
Serata psicolabile per festeggiare il solstizio buoi. A fianco dell’improvvisazione musicale scenderanno le parole di Lukha Kremo, Luca Falorni e Mario Gazzola, e le performance video a celebrare l’ignoranza del piacere.

Samuel Kerridge, Christoph de Babalon, Wsr, Dan/Haunter. Sabato 19 a Macao.
Serata da pesi massimi per Dance Affliction, la rassegna dei presi male sotto cassa che questa volta porta a Milano due star dell’elettronica underground come l’industrialista digitale Kerridge e lo psiconauta de Babalon. Tanto basta per resistere fino a tardi.

Mobfest. Sabato 19 al Baraonda (Segrate).
Anche alla fine dell’anno c’è la maratona hardcore, che per la fine dell’anno è più maratona che mai. Ci stanno i Vitamin X dall’Olanda che fu, e poi Uprising, The Smudjas, Face Your Enemy, Slander, My Own Voice, No More Lies, RFT e tanti altri ancora…

Calcutta. Domenica 20 all’Ohibò.
Dopo 120 secoli di gavetta, Calcutta ha fatto un disco pop e con quello ha trovato il successo. Celebriamolo. Forse.

Hiroko Komiya, Tivitavi, Atsushi Takenouichi e Kea Tonetti. Martedì 22 a Macao.
Anche in via Molise si celebra la notte più lunga dell’anno, ma trovandosi nelle lande orientali della città lo sguardo non può che correre al giappone, tra sonorità naturali, campane e danza butoh.

Rise Above Dead, Lento, Hyperwulff e Selva. Domenica 27 al Lo-Fi.
L’ultimo appuntamento dell’anno non può che essere al Lo-Fi, l’unico luogo di Milano che davvero non chiude mai, forse perchè Milano finisce poche centinaia di metri più in là. L’ultimo appuntamento dell’anno non può che essere a suon di mazzate, come l’inverno che non finirà mai più.