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Leftism

In 50000 precari/e a una MayDay più brillante che mai, Occupato edificio in piazza Carbonari

| giovedì 1 maggio 2014

maydaytaksim14

A Taksim, la piazza d’Istanbul teatro del massacro del 1° maggio 1977 e poi centro della resistenza contro Erdogan del 2013, a centinaia si contano i feriti tra i ragazzi e le ragazze che si sono scontrati per ore e ore contro idranti, pallottole e lacrimogeni della polizia in assetto da guerra per affermare il diritto alla celebrazione della festa internazionale dei lavoratori che dal 1886 è celebrata da anarchici, socialisti e comunisti, perché come ricordava Joe Hill, il martire wobbly linciato dai goons, mayday significa: “Workers of the world! Demand your rights.” Tante le parate mayday antifa ad Amburgo, Berlino e in tutte le città di lingua tedesca.

A Milano, la sfida non è manifestare il primo maggio, ma salvarlo dalla canonizzazione pelosa di cgilcisluil e palazzo marino, che col biglietto ATM dedicato alla “festa del lavoro” e a Pellizza da Volpedo si stringe in abbraccio coi confederali al mesto corteo della mattina, dove la Tajani, una volta attiva nella mayday da funzionaria di rifondazione, oggi da assessore del lavoro preferisce discutere di precarietà coi sindacati amici invece che di combatterla in casa propria. Ma non c’è n’è, a Milano dal 2001 primo maggio si dice mayday e quest’anno è stata un’edizione frizzante come non mai sotto il cielo ultravioletto, con una parata molto giovane e molto creativa che ha ben rappresentato la composizione attuale del precariato fino all’occupazione dello stabile in piazza carbonari (zona marche) dove si terranno i treggiorni di workshop e seminari su expo, cemento, debito e precarietà e le lotte in europa e nel mondo contro austerità e autoritarismo.

expoprecarieta

La mayday parade è partita come al solito da Porta Ticinese, ma un po’ più avanti del solito causa lavori pedonalizzazione che hanno messo i bastioni off limits. E’ subito si è visto che era il fiume in piena del precariato ancora più degli altri anni, nella capitale economica del paese con la disoccupazione giovanile a più del 40%. Ha aperto il carro l’expo della precarietà – il circo di renzi e la ruota della fortuna del jobs act, senza dubbio il carro più bello. Il messaggio è che Renzi è un imbonitore da fiera e un illusionista da circo, mentre lavoro volontario e stage gratuiti la faranno da padrone all’Expo che si apre esattamente fra un anno, il 1° maggio 2015 (sembra una provocazione). Seguiva il fighissimo carro Expopolis di OffTopic, sempre più la mente organizzativa della mayday. Segue lo spezzone aperto da un Anonymous gigante di cartapesta che fa il pugno e il dito medio con il camion del cantiere e dell’SMS e tutte le lotte per la casa. Seguono i NO TAV, poi c’è il megacarro del Leo seguito da almeno un migliaio di giovani e giovanissimi, dove si alternano Vitowar e Kinky Business. Il passaggio dal Duomo un orgasmo, la creatività diffusa, gli attacchinaggi e gli stencil selvaggi non si contano, incontro tante/i vecchi e nuovi del mondo mayday ed è come ritornare a casa, la casa del precariato ribelle, come quello che a Torino si è scontrato col PD e con la polizia, oppure a Bologna col servizio d’ordine della CGIL in difesa dei facchini sfruttati dalle coope. Perché il 1° maggio oggi vuol dire diritti per i precari e le precarie, e solo loro potranno conquistarli da Istanbul a Milano, da New York a Rio de Janeiro.

Unica nota stonata di un 1° maggio celebrato dalle Filippine alle Ande, la parata di regime di Mosca a sostegno di Putin. Il 1° maggio comunista è morto con il PCUS e Tienanmen. EuroMayDay e Occupy hanno riportato in vita lo spirito anarcosindacalista delle origini e del futuro. Il precariato non ha nazione, il suo è un futuro di rivoluzione contro ogni governo e ogni repressione.