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Immobili Comune: patrimonio o dissesto?

by Stefano Mansi | giovedì 13 aprile 2017

Passaggio di proprietà per la sede dell’Urbanistica e dell’area tecnica del Comune di Milano, ospitata dal 2015 in due palazzine in affitto presso via Bernina 12 (foto sopra), di fianco allo scalo Farini. Gli edifici, per i quali il Comune spende 2,5 mln di euro l’anno, spese escluse, il 26.12.2016 sono passate di mano, la proprietà  BNP Paribas ha venduto a Il Castello s.g.r. (http://www.castellosgr.com/9) una società finanziaria posseduta al 39% dall’Istituto Atesino di Sviluppo di Trento, che opera nel settore dei fondi di investimento. Intanto, i lavori di bonifica dalle nocività presenti sono ancora di là da terminare nella sede storica dell’edilizia comunale in via Pirelli 39 a 500 metri dalla amiantifera Torre Galfa, dove le operazioni di smantellamento di tubi, linoleum e cavi languono nonostante siano trascorsi ben due anni dall’abbandono da parte dei lavoratori comunali. Il termine ultimo dei lavori, affidati in appalto alla valtellinese Gi.Maco srl, è fissato nell’ottobre 2017. L’atto comunale che certifica il passaggio di proprietà, e di versamenti del canone d’affitto, risale a febbraio ma è stato pubblicato solo oggi sull’albo pretorio del Comune di Milano. E’ firmato da Laura Mari, dirigente comunale per decenni a capo del settore demanio, dimessasi nelle scorse settimane. Resta ancora poco chiaro il destino del palazzo di via Pirelli 39, uno dei più importanti beni immobiliari del comune di Milano coi suoi 23 piani fuori terra e 4 di parcheggio interrato, a cavallo di viale Melchiorre Gioia.

 

Costruito nel 1964 e restato per decenni privo di manutenzione, con impianti, bagni, strutture al collasso, era stato chiuso dopo una denuncia in procura presentata da circa 60 dipendenti con foto, perizie tecniche ed esami sulla presenza di amianto. Negligenze e omissioni che hanno portato il suo valore ai minimi termini. Inoltre, nel gennaio 2017, si era verificato il primo caso presunto di morte per mesotelioma di una ex dipendente pensionata nel 2010 dopo 25 anni passati tra le nocività del palazzo. L’Asl aveva negato la correlazione tra la presenza di asbesto nel palazzo e la morte della donna ma i dubbi sul decesso hanno messo i lavoratori, molti dei quali per decenni negli uffici killer di via Pirelli 39, in allarme. Alcuni delegati sindacali hanno iniziato la raccolta delle adesioni volontarie per richiedere al medico competente la sorveglianza medica con esami annuali delle vie respiratorie come previsto dall’art.229 del Testo unico per la sicurezza l.81/2008.