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Il vincitore del Tribeca Film Festival, i video di 6 secondi e le storie di Clint Eastwood

| martedì 7 maggio 2013


Il vincitore del Tribeca Film Festival, i video di 6 secondi e le storie di Clint Eastwood

di Daniele Salvini

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Si è concluso il Tribeca Film festival a New York, premiando come miglior film (best narrative): The Rocket (il razzo), del regista Australiano Kim Mordaunt, già vincitore al Festival di Berlino.

qui il trailer:

 

 

C’era anche una sezione #6secfilms per i video della lunghezza massima di 6 secondi distribuibili via social network. Si possono vedere tutti i video vincitori qui.

 

 

In teatro: Clint Eastwood intervistato sul suo lavoro da Darren Aronofsky, regista di Pi Greco e di The Westler.

Sono passati anni da quando Clint Eastwood era un attore caratterista, reso famoso per le sue interpretazioni del cowboy solitario e silenzioso da Sergio Leone, e in seguito per quella del brutale e poco etico Dirty Harry, detective di San Francisco. Due interpretazioni così forti da rimanere ancora oggi nell’immaginario collettivo. Da una trentina d’anni Clint Eastwood è anche regista potente e raffinato. E ama le sturiellet.

La prima storia gliela dedicò Sergio Leone stesso: quando disse che Clint Eastwood aveva due espressioni: con e senza cappello.

La parola ora a Clint Eastwood:

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“Preferisco dire “Vai”, piuttosto che “Azione”.
Perché mi ricordo dai film western che i cavalli non amano avere fili intorno, come quelli dei microfoni, e dunque sono già nervosi in partenza. Se gridi “Azione!” capace che gli attori a cavallo stringano involontariamente un poco le gambe e il cavallo potrebbe partire al galoppo.
Potresti trovarti lì da solo, dopo aver gridato.
Se i cavalli hanno questa reazione, beh, ho pensato che anche gli uomini potrebbero averne una simile anche se non la mostrano e allora preferisco evitare “Azione!” e dire: “Go”.. cioé “Vai”.. Tranquillo.. quando sei pronto, vai.”

 

“Comincio a riprendere prima, e smetto dopo.
Faccio arrivare la crew sul set a sistemare tutto prima degli attori, cosi’ quando arrivano e fanno la prova generale, la registro, e se viene bene me la tengo.
Odio quando una prova viene bene e non stavi girando.
E quando dico “cut”, “taglia” il mio operatore sa che non deve smettere di riprendere, lo fa solo quando dico: “Stop”. Perché in questo modo riprendo qualche scena degli attori mentre si rilassano, si passano la mano tra i capelli, quelle cosi lì insomma che dopo ti servono. Funziona soprattutto coi bambini.”

 

“Devi lottare per quello che vuoi, è normale che la gente non ti lasci fare. In passato dovevo lottare molto, ora molto meno. Credo che vogliano far contento il vecchietto. Sì, ora è più facile. Per esempio i miei film preferiti, non li volevano fare.
Mystic River, dicevano che era troppo cupo. E Million dollars baby che non era interessante.
“noi non produciamo drammi” mi han detto, e anche: “a chi interessa una storia così?”.
Alla fine mi hanno proposto di farle accorciandomi il budget.”

 

“Fare film è un piacere. Significa metterci le mani dentro. È un power trip, controlli tutto. Ma hai anche una grande responsabilità.”

 

“Amo gli attori e credo che gli attori amino lavorare per qualcuno che è stato attore prima,
si sentono capiti, e la comunicazione è più facile.
C’è stato un attore che volevo prendere a cazzotti una volta… alla fine il film è venuto bene però. Era bravo.
Voleva girare una scena in un angolino, io gli ho detto: -Vedi, il punto è che in quest’angolino non c’è luce..
ma lui insisteva,
allora l’ho portato in un posto dove c’era luce e mi sono messo davanti dicendo: guardami la faccia, io vorrei riprendere la tua faccia così: piena di luce!
e lui mi ha guardato e ha detto: -ah ok, certo, si.. ci posso provare..
e dunque a volte devi fare l’aspirante psicologo, ma la maggior parte degli attori in generale vogliono sapere solo “perché”, un pò come i soldati. Vogliono sapere perché lo fanno, non vogliono solo eseguire gli ordini. Se gli dici la ragione, allora lo fanno volentieri, se no non ne vogliono sapere.”

 

Sul set di uno dei suoi ultimi film, un attore, bravo e famoso, chiede di rifare la scena, perché sente che potrebbe rifarla meglio. Clint, il regista, dice “no”. L’attore insiste, sa di essere una star e vorrebbe fare meglio. Eastwood lo stoppa così: “Ho ottant’anni e ci sono ancora un sacco di film che devo fare, non ho tempo da perdere, la scena andava bene”.

 
 

video dell’intera intervista, Clint Eastwood and Darren Arenofsky: