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Il Pre-Derby

| mercoledì 30 marzo 2011

di Rocco Herrera

«sono andato in ritiro con la juve la domenica mattina, sono entrato in camera dopo colazione, ho iniziato a leggere la bibbia e dio mi ha parlato di giustizia (?). dio è giusto, fa le cose giuste, perchè quando tu dai qualcosa a lui (??), lui ti dà, per forza (?), e a volte va oltre alla nostra immaginazione… dopo tre minuti mi ha chiamato il dottor galliani (???)». ascoltando queste estemporanee elocubrazioni provenienti dagli abissi della mente di nicola legrottaglie si scoprirebbero le seguenti fattispecie: 1) che legrottaglie non sa l’italiano ma sa cos’è la verità; 2) che dio è capitalista e che ti dà solo in cambio di qualcosa; 3) che legrottaglie avrebbe un canale privilegiato, una sorta di linea rossa, per comunicare con il creatore; 4) che dio sarebbe in qualche modo in combutta con il dottor (?) galliani. per fortuna, dio forse giusto lo è davvero e quindi lo stopper evangelico, lo spettacolo del derby più atteso degli ultimi anni, se lo vedrà dalla tribuna proprio come noi alter, lasciando il palcoscenico sgombro dalla sua fame di protagonismo e dai suoi piedi di latta.

così, senza il rammarico di nessuno, sabato sera saranno altri gli attori principali dell’attesissimo match. su tutti il controverso leonardo, solo contro tutti: contro il «suo» sansiro (quello con cui ha sognato è sofferto per dieci anni), contro il presidente (quello che inneggia al bel calcio e che poi ne caccia l’interprete contemporaneo più fulgido), contro ringhio gattuso (quello che torna capitano in un derby, dopo che l’ultima volta aveva abbandonato l’allora neoallenatore rossonero a suon d’insulti in diretta planetaria, dopo un inutile quanto immotivato fallaccio a centrocampo, che lasciò il primo milan dell’era leo in balia delle intemperie del timoniere di setùbal). è allora un vero peccato che per questa tesa e decisiva stracittadina, i tifosi milanisti concentrino le loro attenzioni e i loro fischi su leonardo (uno che nella stagione più depressa dell’era berlusconi era riuscito a regalare l’illusione di un’impresa e soprattutto un gioco stellare) e non, per esempio, su flamini e le sue cento zucche a settimana, su antonini e la sua non più tenera età, su gattuso e sull’infido presidente. anche perché tra calcio, psicologia e misticismi vari, se la verità di cui parla legrottaglie ci fosse davvero, allora vorrebbe leonardo trionfatore. per infinite ragioni, non solo etiche e morali ma anche per passione, gioco, le storie di remuntada e tutto il resto. i rossoneri, in cuor loro, la sfida già la danno per persa. per il campionato, poi, ci sarà tempo e soprattutto ci saranno – ibracadabra – le giocate dello svedese. e poi, in un derby, favoriti lo si è soltanto fino al calcio d’inizio.