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Il Planetario Ulrico Hoepli

| lunedì 30 maggio 2011


“A Milano, con quest’inquinamento, non si vedono mai le stelle” mi disse lei, disillusa e triste, protesa con lo sguardo verso il cielo, in cima a quel suo collo lungo. Eravamo sul suo terrazzino, mi aveva preparato la cena, un evento davvero da incidere a fuoco sul calendario. Avrei fatto qualsiasi cosa in quel momento per farla sorridere, eppure non mi venne in mente nulla. Nessuna delle stronzate che solitamente in questi momenti riuscivo a concepire per sdrammatizzare la situazione e per vedere il suo sorriso, per cui avrei pagato oro.

Mesi dopo ero lì, a cercarle un regalo davvero speciale, quando, ravanando nelle tasche vuote dei pantaloni alla ricerca di un po’ di soldi e solcando il fondo degli stessi senza fortuna, mi tornò in mente quella frase e mi venne in mente l’idea che di sicuro l’avrebbe conquistata: le avrei mostrato le stelle, più stelle di quante ne avesse mai viste tutte insieme, più stelle di quante ne avesse mai viste, punto e basta.

Il planetario fu fondato e donato alla città da Ulrico Hoepli e venne inaugurato nel 1930, in 80 anni di attività, si stima che abbia ospitato circa 5 milioni di visitatori. Avevo guardato il programma prima di raggiungerla e, come avevo previsto, avremmo assistito a una delle visite guidate del cielo che si svolgono principalmente durante i weekend.

E così, ancora con l’odore di grasso della bici sulle mani, giungemmo al parco di Porta Venezia e lì, prima d’entrare, le raccontai la storia di Aldo Venturi, guardiano del planetario, che visse per 40 anni nei locali che attualmente ospitano gli uffici amministrativi, che ottenne l’onorificenza di cavaliere della repubblica per aver salvato, di sua spontanea iniziativa, il macchinario dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e che entrato con il ruolo più umile, grazie alla sua devozione, ottenne il ruolo più ambito, quello di conservatore. Un esempio di meritocrazia, figlio d’altri tempi.

Era decisamente scettica quando finalmente capì dove la stavo portando. Mi seguì diffidente ed entrammo nella sala circolare, spostando le pesanti tende di panno. Prendemmo posto sulle sedie tonde e girevoli, dispiegate attorno al macchinario (il planetario, appunto). Aveva lo sguardo un po’ annoiato ma sapevo bene che presto avrebbe cambiato idea.

Man mano che lo spettacolo faceva il suo corso, le luci calavano e sulla volta della cupola comparivano sempre più stelle. Ad ogni passaggio vedevo il suo sguardo sempre più stupefatto e non riusciva a trattenere l’entusiasmo. Ben presto la sala fu completamente buia ma nell’oscurità potevo ancora udire i suoi sorrisi. Chiusi gli occhi, respirai profondamente. Era accanto a me ed era felice. Pensai “per sempre”.

Civico Planetario Ulrico Hoepli
Giardini di Porta Venezia, Milano
Biglietto intero 3e, ridotto 1,5
http://www.comune.milano.it/planetario/index.html

(Foto: Archivio Fondazione Piero Portaluppi; Milano – www.portaluppi.org)