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il monaco copiatore

| domenica 21 novembre 2010

by Lavinia Lindsee aka Daniele Salvini

Il monaco Columba era nato il 7 dicembre 521 a Fedlimid sotto Eithne, provincia di Uí Néill clan che è frazione di Gartan, vicino Lough Gartan, nella regione del Donegal, in Irlanda. Ci siete stati di sicuro. La zona è leggermente meno verde adesso che allora ma se ci capitate di nuovo vedrete che ve la ricordate.. il baretto vicino al Dolmen.. la stazione degli elfi proprio sulla collinetta sopra lo stagno.. ma torniamo al monaco Columba. Suo padre era il pro-pro-pro nipote di Niall dei nove ostaggi, Niall Noígíallach, un re Irlandese del quinto secolo. La vicenda che lo vide protagonista può essere a ragione considerata una delle prime diatribe sul diritto di copia. Columba divenne monaco e fu ordinato prete. La tradizione vuole che intorno al 560 venga coinvolto in una disputa con San Finnian per una questione di Salmi. Teneva, il buon Finnian gran fondatore di scuole di monaci, un prezioso manoscritto, un salterio con tutti e 150 i salmi organizzati in schema quadrisettimanale. Ci teneva molto e lo sfoderava solo nelle occasioni speciali per fare una bella cantata. Columbia fece una copia del manoscritto che stava nello scriptorium, a mano e al buio. Appena lo seppe, San Finnian dichiarò che si sarebbe tenuto la copia. Columba, che aveva faticato tanto per fare la copia a mano visto che la fotocopiatrice al monastero era sempre senza carta, non era d’accordo. Si battibeccarono nel famoso carteggio columba vs. finnan: ne riportiamo qui un momento saliente dove si dimostra anche che il gaelico antico somiglia alla parlata di Cattivik:

Columba: sfaccìmm. creditt che copiatti per piacere attia?
Finniam: èmmio! vedi che nel dièmsiá sta scritto che ho il diritto d’autore!
Columba: ma non l’hai scribato tu, fanghiglia!
Finniam: chemmifregh? sta scritto che è mio e non esce di domino
Columba: e io me lo porto appress parimenti
Finniam: e io ti faccio una santa macumba e il culo a strisc
Columba: vedrai se non ho ragion! non te lo dò!
Finniam: vedrai se non ti accappello di legnatt!

Non accennando a chetarsi, la faccenda fu portata all’attenzione del re Diarmud, ponendogli un serio dilemma. Il monaco Columba era di stirpe nobile e dunque non si poteva risolvere facendolo fuori impunemente. San Finnian d’altra parte era al culmine della sua popolarità e la sua scuola di scrittura era rinomata in tutto l’Irlanda. Il re Diarmuid sentenziò così: “A ogni mucca il suo vitello, a ogni libro la sua copia”. Che detta oggi fa sorridere, ma la gente allora era molto più semplice e meno blasé. il monaco Columba dovette consegnare la copia ma non si rassegnò. Radunò i parenti e disse loro che intendeva rognare. E la diatriba diventò disputa, e la disputa sfociò nella battaglia di Cúl Dreimhne (la battaglia del libro) del 561, durante la quale molte persone (circa 3001) persero la vita. Come autopunizione per aver causato queste morti, Columba, il quale aveva vinto la battaglia, andò a lavorare come missionario in Scozia per aiutare la conversione di tanta gente quanta era stata la gente uccisa nella battaglia. Nessuno seppe mai se ci era riuscito. Le famiglie dei caduti hanno sempre usato espressioni unendo lo scettico al blasfemo per riferirsi a questa iniziativa. In ogni caso Columba una volta capito che non tirava una bella arietta si esiliò dall’Irlanda dove ritornò pare solo una volta e con circospezione molti anni dopo. Lo ricordiamo come fiero sostenitore antelitteram del diritto di copia e di backup.