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Il Free Weekly Eretico che Vuol Far l’Americano

| venerdì 6 agosto 2010

Il prossimo 7 ottobre torna sulla strada la free press alternativa che vuole riempire un vuoto a sinistra

*di Luca Fazio*

Un giornale libero e alternativo sul modello della New York Press, il settimanale free che ha costretto il Village Voice a diventare gratuito, come se Milano fosse l’America e non cadaverica. Sedici pagine a colori, 20 mila copie di tiratura e un sito nuovo di zecca che ambisce ad essere punto di riferimento per tutto ciò che crea comunità a Milano.

Lo fanno per mendicare almeno il plauso di Grillo, lui che senza tanti distinguo detesta tutti i giornali che godono dei finanziamenti pubblici? Oppure per farsi del male tentando l’impresa impossibile, nell’anno di massima crisi della stampa mondiale?

L’armata Brancaleone – o redazione – che ha rinunciato alle vacanze di agosto per vincere questa sfida non vuole sentire ragioni, sconsolanti pacche sulle spalle, o uccelli del malaugurio. Parlano di fatti, e il primo è che dopo la pausa estiva, il 7 ottobre, a Milano uscirà la nuova free press MilanoX, con quattro pagine in più (qundi 16) e una diffusione raddoppiata (a 20.000 copiei). Si tratta di una scommessa che se opportunamente supportata – tutti si lamentano per la mancanza di una voce «altra» che faccia controinformazione in città, ma nessuno muove un dito – potrebbe colmare un vuoto a sinistra nel panorama editoriale, interessante anche per quelli che a Milano badano soprattutto al sodo, businnes, contatti, target, inserzionisti, capacità di penetrazione nel mercato, insomma la vita o la morte di una qualunque pubblicazione.

Va bene, ma chi paga? Senza offesa per Tremonti, e per nessuno, diciamo che per ora si è messo in moto un inedito meccanismo virtuoso di finanza creativa. «Intanto – spiega il chief editor Alex Foti, con l’aria di chi ha un asso nella manica – alcuni pubblicitari di sinistra si stanno avvicinando al progetto… ». E poi? Poi la distribuzione verrà studiata capillarmente, perché non basta posizionarsi nei centri sociali, nella stazione della metrò o davanti alla Statale, «individueremo almeno una cinquantina di luoghi amici disposti a diffondere e sostenere il nostro free weekly, librerie, negozi di streetwear, locali, magari anche fighetti, sedi di mostre, e tutti i circoli Arci della città». Con l’Arci sembra esserci un affiatamento particolare, «costituiremo un ArciMilanoX virtuale e sarà un modo per tesserare i lettori, chiedendo un piccolo contributo». Inoltre, con il cappello in mano, redattori, amici, grafici e smanettoni stanno setacciando luoghi e «piccole situazioni» disposte a cacciare 100 euro per un’inserzione pubblicitaria. «E le situazioni più grandi, sono ben accette».

I contenuti della free press verranno illustrati a settembre, ma l’obiettivo rimane uno: rianimare le energie positive ma depresse che si agitano fornendo un contesto libero, plurale e meno autoferenziale possibile in cui ritrovarsi per immaginare una città diversa da quella di De Corato. «Di sicuro vedremo il 2011, poi a primavera ci sono le elezioni… chi vivrà vedrà».

PS stanno cercando due grafici/che volonterosi/e (scrivere a news@milanox.eu)