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Sub/Culture

Il Dispersival a Milano

| sabato 12 febbraio 2011

di Marina Led Catucci, foto di Marco Mgic Geremia

Proprio in questi giorni, fino al 13 Febbraio, si svolge il Dispersival, rassegna cinematografica che vuole dare visibilità a film che in Italia non hanno trovato distribuzione, il più delle volte inspiegabilmente visto il livello delle proiezioni. “Ogni anno si producono 25000 film- dice Alberto Brumana uno degli organizzatori- ma nelle sale italiane ne arrivano solo 500, fosse solo per una questione di numeri le probabilità di perdersi del buon cinema sono alte. “ E loro ci pongono rimedio. Ma chi sono Loro? Loro sono un’insieme di anime cinefile come non se ne vedeva da tempo, sono l’associazione culturale La Scheggia che si è sempre occupata di rassegne cinematografiche, sono il gruppo di hideout.it, sito di critica cinematografica che si occupa di tutti questi film dispersi senza un distributore, senza sala e quindi senza spettatori, sono il gruppo dei sottotitolatori di italian subs addicted che preferiscono essere conosciuti singolarmente con il loro nick piuttosto che con il loro nome e poi il cinema Gnomo, proprio a un passo da sant’Ambrogio
“ Le grosse case di distribuzione -continua Alberto Brumana – hanno un catalogo ed a quello si attengono, le piccole case di distribuzione non possono permettersi di affrontare le spese di un film indipendente e non sicuro, così molti film fatti e finiti restano nei cassetti e nessuno li vede. Noi di hideout ne scriviamo sul sito, ne parliamo su radio 24 il sabato pomeriggio, con l’associazione culturale La Scheggia abbiamo organizzato proiezioni ed ora questo festival.” Si perchè il problema rimane sempre lo stesso. Tutta l’euforia per una rivoluzione digitale che ha abbattuto i costi di produzione si è un po’ spenta nel confrontarsi ad un mercato della distribuzione che non è cambiato di una virgola, e se produrre un film è diventato relativamente facile, distribuirlo è sempre la solita vecchia battaglia spesso persa. In questi giorni, però, i film dispersi sono qua in cartellone e pronti a rifocillare le papille gustative di chi solitamente riesce a vedere questo tipo di cinema solo soletto nella propria casa tramite internet. Ma vuoi mettere al cinematografo? Il prezzo è più che politico, sono 4 euro per la giornata ed ogni giorno si possono vedere 2, 3 film che non ti fanno rimpiangere di essere uscito di casa. Qualche esempio? Sita Sing the Blues di Nina Paley che con questo film di animazione distribuito con licenza creative commons e distribuito su internet (www.sitasingstheblues.com) ha comunque ricavato profitto ed è uscita vincitrice da una battaglia con le bieche major che le chiedevano cifre astronomiche per l’utilizzo delle canzoni di un’interprete morta svariate decine di anni fa. “Era la città del cinema” documentario di Dario Casazza dove si racconta della scomparsa dei cinema monosala a Milano, “Wristcutters” di Goran Dukic storie d’amore tra aspiranti suicidi che si sono tagliati le vene, musica di Tom Waits. Il resto lo trovate sul sito dispersival.it