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i Precari Comunali e l’Expo

| domenica 30 marzo 2014

sozzat

by Precarious Assembly

Il primo incontro del gruppo misto Comunali/Precari che ha deciso di agire in vista di Expo 2015 si è svolto alla presenza di circa 20 persone presso le grandi stanze di via Borsieri 4 all’Isola, sede sottotilizzata (per usare un eufemismo) delle rappresentanze sindacali della più grande azienda lombarda, il Comune di Milano.

Nonostante Roberto Firenze (Slai Cobas) avesse invitato tutte le rappresentanze sindacali e gli rsu a intervenire, e Mansi avesse chiesto ai precari tesserati con alcuni sindacati di interessare i loro numerosi delegati e distaccati, si sono presentati solo Bettini (Slai Cobas) Ranieri (Uil) e Mansi (comitato precari, Cisl) oltre a Paola, recentemente assunta. Tra i precari molti di quelli presenti all’iniziativa dell’8 marzo scorso, il ‘Funerale precario’ (video).

Firenze ha presentato gli obiettivi dell’incontro. Far in modo che dentro al Comune si sviluppi una opposizione allo spreco di risorse e l’impoverimento di servizi che Expo sta provocando in tutti i settori. Tagli di straordinari, contratti bloccati da 7 anni, mobilità interna bloccata, colleghi che vanno in pensione non sostituiti. ‘E’ necessario quello di trovare un terreno comune, per unire comunali e colleghi precari, promuovendo volantini di controinformazione e materiali sugli effetti che Expo avrà sul Comune’ ha affermato il più esperto tra gli attivisti presenti. ‘Grave il fatto che si il Comune di Milano si stia preparando a utilizzare migliaia di volontari (in allegato un gruppo di volontari puliscono i murio del palazzo che ospita la direzione del personale del Comune, via Bergognone, Porta Genova) raccolti tramite Onlus e associazioni (Touring club, Ciessevi) e molte altre invece che prevedere un investimento su chi ha già lavorato presso gli uffici Comunali. Politiche frutto di accordi che aumentano la precarietà e gli orari di lavoro prima nel sito Expo e poi a cascata in tutta la città.

Mansi ha fatto presente che i cosiddetti volontari così come la storia del ‘Dossier dei precari e consulenti d’oro’ ci ha insegnato, vengono gestiti in modo clientelare, le associazioni godono di patrocini e contributi elargiti dalla Giunta e saranno le basi della prossima campagna elettorale, già iniziata, con tutto il corollario di consulenze, dirigenti esterni, voti di scambio e articoli 90 (collaboratori di fiducia) che abbiamo scoperto in questi due anni. Giudica l’intervento dei precari decisivo sul tavolo sui Museali, da poco aperto e non più convocato, visto che polizia locale, marketing e musei sono gli unici 3 ambiti dove il Comune ha ottenuto le deroghe al patto di stabilità del governo.

Il settore cultura infatti viene utilizzato come modello, e la recente privatizzazione del museo delle culture spazio ansaldo dimostra (gestita dall’assessore Cristina Tajani) lo dimostra. Daniela Riboldi ha mostrato la delibera pg 140762.14 appena votata dalla giunta che dà all’esterno ben 710mila euro di appalto per il lavoro di database della Direzione Centrale Lotta all’Evasione, soldi che potevano essere risparmiati utilizzando a tale fine i precari. Ha illustrato le sue azioni svolte nell’ambito di ambito di Rifondazione Comunista per favorire la lotta precaria e ha detto che un gruppo sarà presente alla May Day 2014. Tra le spese contestate, il Comune ha utilizzato ben 100mila euro per una piattaforma informatica sulla lingua inglese, mentre sta continuando a disinvestire sulle risorse umane. Nonostante i buchi di organico che vi sono, ad esempio nelle zone dove a Luglio partiranno le nuove municipalità della città metropolitana.

L’obiettivo comune ha detto Bettin dello SlaiCobas, è quello di unire precari e comunali sulla questione aperta da Expo, come l’aumento del debito che il Comune subirà con ripercussioni su tutti i comunali. La questione ambientale sollevata dalle mancate bonifiche della Via d’acqua, i cantieri che stanno provocando proteste a Trenno e Quarto Oggiaro e le metrò in grave ritardo.

Carmen Galeone, una delle precarie ‘storiche’ del comitato, ha detto che il ricorso alla corte europea fatto da molti con l’avv. Galleano va avanti e che non è da sottovalutare.

Samantha ha fatto l’esempio dell’anagrafe dove su 24 sportelli ne funzionano si e no 12 e dove i colleghi la mattina vengono inviati nelle delegazioni di zona quando le postazioni sono scoperte.
Ranieri ha fatto presente che la sua posizione è per ora di ascolto ma giudica positivamente l’impegno che si vuole assumere sui musei in quanto Milano giocherà sempre più un ruolo come polo attrattivo e turistico. Quindi propone azioni anche sul modello di cambiare Expo per farlo diventare una vera occasione per Milano e per i precari.

Monica, animatrice e forza del comitato, considera elemosina i due mesi di lavoro per le elezioni in cui verranno usati i precari della lista a tempo determinato attualmente in vigore. Firenze ha poi parlato dei problemi più grandi sentiti dai Comunali: blocco assunzioni, riorganizzazioni continue, mobilità interna bloccata visto che nessun settore vuol perdere risorse. Susanna ha chiesto per l’ennesima volta che il gruppo sia più coeso x dare la possibilità anche ai precari che non hanno i 3 anni e che quindi non possono avere la stabilizzazione di stare uniti, e chiede come obiettivo comune quello del lavoro, quantomeno lavorare per i 6 mesi di Expo, posizione condivisa da molti dei presenti così come da molti presenti al Funerale Precario.

I prossimi due appuntamenti sono la Via Crucis Precaria di martedì 15 aprile, attraverso le stazioni della precarietà comunale, la May Day Parade del 1° maggio e la partecipazione ‘creativa’ all’inaugurazione dell’InfoPoint Expo di p.zza Castello, sabato 10 maggio. L’obbrobriosa struttura che deturpa la il prospetto ottico tra via Dante e la dimora sforzesca, simbolo, insieme alle cesate al Parco Trenno e alle Cave, gli scavi della gronda nord a quarto oggiaro, la struttura di ferro alla Darsena, e i buchi dietro il Cimitero Maggiore di una Expo sempre meno sostenibile e condivisa dai milanesi.