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Bicicrazia

I Ciclisti per la Mobilità Nuova ballano a Bologna

by Cauz | giovedì 6 febbraio 2014

Sono passati due anni dalla nascita di Salvaiciclisti, la campagna per città a misura di bicicletta, creata dai ciclisti londinesi e cresciuta enormemente in italia con il coinvolgimento di migliaia di persone ed associazioni sparse su tutto il territorio. Due anni di grande coinvolgimento ma, ahinoi, di pochi risultati, in un paese in cui non è solo la politica ma la società stessa a dimostrarsi sorda al cambiamento, ferma al boom dell’automobilismo del dopoguerra nel sogno di un mondo di consumi rivelatosi un incubo.

 

A due anni di distanza dal lancio di quella entusiasmante campagna, Salvaiciclisti prova a fare un passo oltre. E come ogni buona trasformazione che si rispetti, il primo passo è un gioco, è un passo di danza.

Sabato e domenica si tiene a Bologna l’appuntamento con Bici Senza Frontiere, due giorni di parole e pedalate per investire sul rinascimento ciclistico italiano. Un primo giorno di balli e giochi, con flash mob e garette, animazioni per bambini e trackstand, fino alla serata di festa e musica. Smaltito l’hangover, sempre che si riesca a smaltirlo, il giorno successivo si riunisce l’assemblea nazionale “aperta a istanze vecchie e nuove del movimento” per avviare un nuovo progetto che nasce sulle ceneri di Salvaiciclisti e passa per l’esperimento dell’ambiziosa Rete Mobilità Nuova.

E parte proprio da queste parole d’ordine il manifesto di lancio dell’appuntamento, tutte incluse nella necessaria esortazione C’mon!. Occorre con urgenza un ripensamento delle città e dei nostri modelli di mobilità, un nuovo futurismo a pedali che metta alle strette la società dell’automobile. I ciclisti per la mobilità nuova hanno le idee chiare, vogliono eliminare gli incidenti, moderare drasticamente il traffico motorizzato, riqualificare gli spazi urbani sacrificati all’automobile. Quello che manca non è tanto definire chi si prenderà carico di questo impegno e con quali modalità (questo uscirà sicuramente con forza dall’incontro bolognese), bensì una controparte disposta ad ascoltare ed immaginare un futuro per le nostre strade. E sotto questo punto di vista, il panorama politico e sociale resta sconfortante. Non resta che ballarci sopra, memori sempre del fatto che una rivoluzione dove non si balla, non è una rivoluzione.

(PS: in tutto ciò sembrano mancare quasi del tutto i ciclisti lombardi, che da 10 anni a questa parte si dimostrano quotidianamente aggressivi e visionari tra mille difficoltà. Queste pagine restano aperte al racconto e alle proposte dei milanesi che scenderanno a Bologna e torneranno con nuove proposte di azione e sopravvivenza nella città di PisaFiat. Raccontatecele).