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Generazione (A)

I botti in Cisgiordania: buon 2013

| giovedì 3 gennaio 2013
Testimonianza diretta di amici e attivisti del Foa Boccaccio 003 un capodanno e un buon #2013 da luoghi dove non vengono sparati fuochi d’artificio e petardi, ma fumogeni e proiettili: la Palestina.
28-12-2012
“mi scuso in anticipo per gli errori ma le tastiere sono tremende.
non abbiamo ancora un computer ma da domani faremo dei report più dettagliati anche per il sito ismpalestinian.dunque: dopo due giorni di training in ramallah e la conoscenza co  gli altri inetrnazionali presenti (circa una decina nel west bank) oggi abbiamo ricevuto il battesimo col fuoco, in tutti i sensi.

verso le 11 siamo arrivate a nabi saleh che è una piccola cittadina palestinese appena fuori ramallah, che dal 2009 cerca di riappropriarsi del suo pozzo d’acqua, rubatogli dagli illegal settlers, ossia gli israeliani ebrei che occupano vivendo nei dintorni delle città palestinesi.sono per lo più ebrei americani e francesi.
appena cominciata la manifestazione che ogni venerdi’ si ripropone, svoltato l’angolo della strada principale i soldati israeliano hanno iniziato ad avanzare celermente con lo skunkwater che è un idrante con acqua puzzolente che non se ne va più via:
non potete immaginare quanto schifo faccia.
dopo l’idrante hanno iniziato a sparare a piedi i lacrimogeni,le rubber coated steel bullet e i rubber bullet che sono siq proiettili di plastica minuscoli che proiettili in acciaio ma rotondi…
per fortuna che avevo lo zaino e che le ,ie scarpe sono veramente resistenti, a prova di lacrimogeno!
dopo quaesto primo attacco i ragazzi palestinesi, detti shebab, hanno cominciato a rispondere col lancio di pietre e di lacrimogeni
che venivano ovviamente rilanciati. il tutto è andato avanti per quattro ore finché verso le 4; gli israeliani hanno sferrato un ultimo attacco dalle jeep; che sparano lzcrimogeni a split a 6 al secondo=per fotuna per massimo 10 secondi.
siamo scappati in cima alla collinetta, tra gli ulivi e me la sono vista davvero brutta, circondata dai lacrimogeni( che non sono come i nostri, qui ve ne sono di 3 tipi e quasi tutti urticanti) e sotto tiro. il medico palestinese, un ragazzo giovane che era accanto a me nella fuga è collassato in cima alla collina e si é ripreso dopo un po’ di tempo. credo abbia subito un trauma cranico non grave perchè nella fuga deve aver sbattuto la testa.
i feriti tra gli shebab sono stati pochi, ,mentre 2 o 3 internazionali sono stati feriti ma tutti lievemente..tutti qui hanno la pellaccia dura e gambe veloci per correre.
ho fatto delle foto tra i casini. qui al contrario che da noi se hai la macchina fotografica, ovviamente stando attenta a non riprendere le facce, puoi far smettere per poco gli israeliani.

se ne accorgono e funziona davvero!far smettere di sparare un cecchino è una piccola soddisfazione che mio porto a casa oggi.
purtroppo a volte non basta un obiettivo e qui si sa bene.
riceviamo consigli su come affrontare i check point, o gli arresti e i disarresting etc etc
ma non c’è un’unica soluzione un’unica maniera su come agire sapendo che puo’ funzionare tutto è lasciato al caso, agli umori e alle tue capacità..
domani mattina ci sposteremo a Nablus, dove la situazione è vicina al drammatico.
ogni giorni i stellers escono e fanno un attcco nelle zone limitrofe della città..vi faro’ avere le foto della ,manifestazione di oggi o domani o dopodomani.cerchero’ di fare un foto racconto ma non so quanto tempo avro’.

scusateper i pochi dettagli e per la poca chiarezza ma tra il parlare tutti i giorni in inglese, tra la stanchezza dei gas respirati e della tensione dei live eliminations che possono usare in qualsiasi momento, sono davvero stanca. anche se qui sono le 22 mi sa che andro’ a dormire.”

Fotoracconto http://boccaccio.noblogs.org/post/2012/12/30/palestina-foto-28-12-12/

Per altre testimonianze dai “dispersi nel mondo”, attivisti della F.O.A. Boccaccio 003 in Grecia, Honduras e Palestina, vi linkiamo la rubrica del loro blog http://boccaccio.noblogs.org/post/category/dispersi-nel-mondo/