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HP saluta e se ne va

| venerdì 7 ottobre 2011

La storica azienda della Hewlett-Packard abbandona il mercato dell’hardware in cui è maggioritaria, contraddicendosi nel giro di pochi mesi, senza un filo logico.
-=Attenzione: articolo contenente ironia e tristi rivelazioni=-

di Daniele Salvini

I CEO di HP non avevano la più pallida idea di cosa fare della loro storica ditta. Seduti sopra la montagna di soldi realizzati costruendo calcolatrici elettroniche negli anni 80 e stampanti negli anni 90, hanno deciso di tentare il tutto per tutto: “O la va o la spacca, Qua ci giochiamo tutto, Facciamo comunque rotolare la palla”, sono state le frasi più ricorrenti citate nell’ultimo meeting, rivela una fonte interna.

Hanno così realizzato un intero sistema operativo, chiamato WebOS e basato su kernel Linux, che funzionasse sia con i loro tablet che con i telefonini. Per quanto riguarda i telefonini, hanno addirittura comperato a prezzo stracciato (comperata per debiti) il più antico di tutti i marchi di palmari, la Palm, ereditando così la preziosa esperienza, completa degli archetipi e preziosi brevetti, della prima marca che ha distribuito touch-screen “palmari” nelle mani della gente per il mondo, nonché il nutrito gruppo dei fidelizzati utenti del Fu ma noto Palm Pilot. L’acquisizione della Palm ha infatti permesso ad HP di mettere a frutto la montagna di brevetti che Palm detiene e costruirsi un proprio ecosistema alla maniera di Apple con software ed hardware proprio. E così nell’ultimo anno sono usciti diversi nuovi prodotti marchiati HP: il Touchpad (un tablet concorrente dell’iPad) e il Palm Pre (un telefonino concorrente dell’iPhone).

Un piano a prova di bomba. La versione del telefonino “Palm Pre 3” è ancora annunciata per questo ottobre, mentre il TouchPad HP è uscito il 1 luglio 2011. Ed è così che il 18 agosto 2011 HP annuncia di uscire dal mercato dei telefonini e dei tablet (sisi, proprio così) per concentrarsi sulla cloud, ossia sui server, ossia sul software. Dunque possiamo dedurre che forse non uscirà il Palm Pre 3 in Ottobre? sbagliato! Ecco qua il Palm Pre 3 pronto alle vendite. Certo potrebbe anche non uscire, chi lo sa? Se la sezione hardware chiude, sarà difficile. Ma la vita di un azienda è anche un gioco di sponde e bluff, una botta alla borsa e uno agli azionisti ubriachi. La vita è piena di sorprese e in ogni caso va sempre bene così anche se non piace, come insegna Vasco Rossi nelle sue canzoni.

Quello che veramente interessa è la montagna di brevetti che chi si aggiudicherà finalmente la Palm, anche se dovrà fare un pò di moine e magari addirittura la finta di utilizzarli, avrà a disposizione: il primo dispositivo di massa touch screen, il Palmare. Una massa di brevetti che nelle mani sbagliate (e i troll dei brevetti esistono) potrebbero bloccare qualsiasi telefonino, tavoletta, palmare, dispositivo che si tenga in mano.

Tornando ad HP, se non è omicidio, è senz’altro lobotomia. HP è la più grande compagnia del mondo per la fabbricazione di hardware ed è forse per questo che chiude, butta alla pastura il suo sistema operativo WebOS (in questo momento in svendita, se ne sta interessando Amazon), con tutta la serie dei telefonini, e smette di fare hardware. “E’ un mercato in evidente ribasso, nessuno è più interessato agli smart-phones oggigiorno” ha dichiarato Pimpi il coniglietto, nuovo portavoce di HP.

In questo momento i TouchPad HP sono in vendita nei supermercati di New York a 99 dollari, non esiste più supporto clienti, né upgrade, finito tutto. Il telefonino non uscirà neanche, a meno che il coniglietto venga trasformato in zucchina dal dispettoso leprechaun durante Halloween. Si tratta di interessanti sviluppi che vengono paventati qui assieme a un colpo d’occhio sul presente della dinastia HP. HP annuncia di voler destinare le scorte al mercato business europeo (il regalo delle banche ai clienti più facoltosi?) e che non toccheranno il mercato Americano (per non infastidire i negozi di iPhone?). Del modello in prevista uscita per Ottobre, il Palm Pre 3, non si sa nulla ma voci bene informate dicono che potrebbe concretizzarsi nella produzione di un modello unico, costosissimo per il mercato UK o associato come omaggio nella vendita delle patatine Crok per il mercato Cinese.

“Che vadano a vendere cravatte per strada, cioccolatai del c***o” dichiara un cliente deluso, domandandosi cosa fare della sua stampante HP, collegata al suo Pc portatile Pavillion HP, senza parlare del suo Palm HP. Cori da stadio poco lusinghieri come se parlassero dell’arbitro anche da parte degli sviluppatori che hanno trascorso un anno a studiare WebOS.

HP afferma che in ogni caso difenderà proattivamente il brevetto sulla parola “palmare”. Queste le parole del nuovo CEO a proposito: “li lasciamo al loro “Aifòn”, per il quale vedo lo stesso caduco destino linguistico dell’Aperòl. Fino a che saremo in vita non gli permetteremo mai di chiamare i loro oggetti con nomi che ricordino il palmare, o palmo, palmi, Palmiro, mani, dita o falangi”. Si capisce ora bene come mai non esiste l’iPalm, che pure suonerebbe bene. Aspettiamoci piuttosto un Kindle-Palm.

In questo momento i Palm-telefonini non vengono più venduti in negozio (in Italia sono rarissimi) e non vengono più venduti online dalla Hp. In compenso si trovano nuovi su E-Bay. Sarà una combinazione, ma il nuovo capo della HP, Meg Whitman, proviene proprio da Ebay.

In ogni caso, spiace che ci hai abbandonato HP, anche se non ci stavi colla testa oramai da tempo.