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Sub/Culture

Headbanging umarells

| lunedì 4 giugno 2012


Che sia la moneta sonante dei grandi festival, garanzia di arricchimento anche in tempi di tagli alle pensioni, o semplicemente un clima più temperato, che non infierisce sui dolori reumatici… fatto sta che la stagione estiva è da sempre la più ospitale per i vecchi dinosauri. Sia per i pochi invecchiati bene (comprese le rarità che vanno migliorando come il vino), sia per l’orda di famelici vecchietti pronti a replicare la copia sbiadita dei loro sogni di gioventù in cambio di un assegno con qualche zero, talvolta neanche troppi.

Il mese di giugno è da sempre un’ouverture di questo ospizio ambulante del rock’n’roll: e se Afrika Bambaataa ha avuto l’onere di aprire il mese, già in queste ore si replica con una cavalcata indietro nel tempo sotto l’afa della Fiera di Rho, dove aprono i giovani ed energici Gaslight Anthem, seguono i Refused e concludono le reunion per nostalgici dei ’90s con Afghan Whigs e Soundgarden. Il fatto che sia Dulli che Cornell non abbiano più voce da anni spinge a risparmiarsi il costo del biglietto, ma la nostalgia è una brutta bestia. Nel frattempo all’Alcatraz arrivano gli indie-rockers Death Cab for Cutie e al Magnolia tocca agli OFF!, un nome nuovo per una raccolta di vecchie glorie dell’hard-core americano, passate tra Black Flag, Circle Jerks, Redd Kross e Rocket from the Crypt…

Martedì 5 si apre il MetalFest dell’Alcatraz che per 3 giorni alternerà sul palco tanti zombie del metallo, genere che troppo spesso causa sordità ed invecchiamento precoce della pelle: si apre (tra gli altri) con Anthrax e Blind Guardian, si prosegue il giorno dopo con Megadeth, Kreator e Wasp, si chiude con ciò che resta dei Kyuss… Mentre dalle parti della storia recente, benchè italica, si possono piazzare pure i Massimo Volume, di scena martedì al Carroponte (Sesto S.Giovanni), la stessa sera in cui si viaggia sulle nuove coordinate dell’hip hop con Teophilus London (alla Salumeria della Musica) e si incontra Andrea Belfi, di scena alla Fabbrica del Vapore e in replica il giorno successivo allo studio The Lift.

Per tornare indietro nel tempo bisogna forzare un viaggio spaziale, e allora il tragitto verso i giorni che furono trova una buona colonna sonora con la psichedelia elettronica dei vecchi fricchettoni Ozric Tentacles, che mercoledì transitano dal palco del Magnolia. Ma per chi preferisse un viaggio più oscuro l’alternativa è al Leoncavallo, dove si massaggiano i timpani con la cavalcata doom-dark-metal di Planks, Gottesmorder, Fuoco Fatuo e Houma.

Giovedì 7 dovevano arrivare i terroristi messicani Brujeria ma il destino del Theatre di Rozzano (chiuso per danni) lascia poco a sperare, (idem per il concerto del redivivo Sigue Sigue Sputnik, lì previsto per la sera dopo) in compenso prosegue il gustoso (come sempre) “Novara Jazz Festival”, che riempirà la cittadina piemontese fino al 9 con Dans les Arbres, Fanga (venerdì) e Nick Pride (sabato)… ma sono tutti dettagli destinati a lasciare spazio all’appuntamento che conta di più, perchè giovedì si riapre lo Stadio di San Siro per fare spazio a uno di quei vecchietti che possono essere considerati incarnazione vivente del concetto di Rock: il 7 luglio a Milano arrivano Bruce Springsteen e la E-Street Band; come stava scritto sul bancone del cafè anarchico di Portland, “l’unico boss che ascoltiamo”.

Dopo cotanta roba il meno arriva nel weekend, passando per Sebastien Tellier venerdì al Carroponte si va a concludere direttamente domenica, alla Villa Vegan, con un carico di decibel rumorosi che farebbero spaventare tutti i vecchietti di qui sopra: Embers, Agatha, Inferno Scheisse, Anphetaminic, Inner Scent e koopas… a ricordarci che il rock’n’roll in fondo è ancora contro i matusa e i governi. Go-go-go-governi.