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HC gamer: MAFIA 2

| lunedì 20 settembre 2010

*by Leo Catelli*

Dopo una lunga attesa di 7 anni torna il videogioco Mafia sviluppato dalla 2k nella sua sezione ceka. Se il primo titolo aveva sollevato grande polemica, con addirittura Cuffaro a schierarsi, il sequel non sta ricevendo per fortuna quella sciocca attenzione mediatica. Infatti Cuffaro (proprio lui) è altri trovavano scandaloso un videogioco sulle storie di mafia: “Questi infangano l’immagine di Sicilia”. Come se tutto il cinema o la letterattura a riguardo, fossero da vietare e mettere al rogo. Registi come Francis Ford Coppola o Martin Scorsese o tanti altri non avrebbero mai potuto girare liberamente film in questa misera ottica tutta italiana. In cui l’importante è che non se ne parli.

Torniamo al gioco e lasciamo il perbenismo ai moralisti indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. Il protagonista si chiama Vito Scaletta è siciliano e nelle prime scene del gioco lo vediamo abbandonare la Sicilia, su una nave alla volta degli Stati Uniti. In America la vita non è facile e lo scoppio della seconda guerra mondiale porterà Vito di nuovo in Sicilia, ma questa volta con la divisa militare americana. La prima scena di azione infatti ci permmetterà di fare una bella sparatoria contro i fascisti che occupano il municipio di un paese siculo a pochi giorni dallo sbarco. Dopo una breve sparatoria, in cui Vito rimarrà ferito in modo serio, apparirà un mafioso che convincerà con le buone i fascisti alle resa. In questo caso gli autori hanno voluto ricordare un fatto storico preciso, ovvero il sostegno della mafia siciliana allo sbarco in Sicilia. Vito rientra in America. Ritrovatosi disoccupato e alle prese coi postumi delle ferite a Empire City (New York), entrerà velocemente nel crimine organizzato.

La trama e la sceneggiatura sono sicuramente interessanti. Il gameplay è estremamente lineare, ma il sistema di salvataggio non è proprio il massimo. La realizzazione estetica della città è sensorialmente attraente. Resta però qualcosa di non riuscito, manca alla città quel soffio di vita di GTA e Red Dead Redemption, altri titoli della Rockstar, essi sì completamente coinvolgenti. La musica è buona e ovviamente al passo con i tempi: jazz negli anni ’40 e rock’n’roll negli anni ’50. Insomma un buon videogioco realizzato con grande precisione e un lavoro certosino, ma non in grado di raggiungere le vette emozionali del suo prequel.