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Sub/Culture

Hard Boiled

| giovedì 9 febbraio 2012

Uno credeva che la neve, il gelo e sticazzi fossero fenomeni della settimana passata, pronti per far saltare i concerti e rompere i coglioni a chi volesse dedicarsi a un po’ di sano rock’n’roll intorno a questa città di merda. E invece restano, persistono, e per scioglierli ci vorrà tanto impegno, ma quello non è mai mancato.

Ci vorrà una voce come quella di Arrington de Dyoniso, ad esempio, che delle corde vocali ne ha fatto strumento e giovedì 9 le incrocia con quelle di Marco Milano, al Bloom (Mezzago). O ci vorranno iil blues e il suo calore, come la musica di Little Victor, da più di 30 anni in giro per il mondo a cavallo del suo swing, che questa volta approda al Lo Fi. Un calore che si sovrappone al gelo sintetico di Shackleton (uno che le tragedie antartiche le porta già nel nome), enfant-prodige della dubstep di scena al Magnolia (Segrate) in un giovedì sera più denso del weekend che verrà.

Un fine settimana che vede la doppietta (ven/sab) di Billy Cobham al Blue Note con due alternative decisamente discordanti sul venerdì: da un lato l’oscurità post-black metal di Alcest (al Carlito’s Way di Retorbido, PV) . Roba tutta nera; mentre è tutta rosa e arcobaleno la serata del Leoncavallo con i Black Fag, che non sono un errore di stampa ma una band che rilegge in chiave queer le hit dei Black Flag.
Si torna subito all’oscurità con la serata di sabato alla Villa Vegan, sul palco una sfilza di doom e post-hardcore con Rorcal , O, Storm {O}, Gottesmorder e Fuoco Fatuo. Altrettanto dark è l’hip hop di Dargen d’Amico, che al Magnolia proporrà questa volta il suo dj set. L’alternativa sculettante è il rockabilly di Ray Daytona al Lo Fi. Circolo che si rianima anche la sera successiva, domenica 12, di nuovo in chiave HC, con Sights & sounds e Constants.

Martedì 14 inizia il festival di Sanremo, seguitelo dai suoi follower eretici, a partire da Remo_San, o snobbatelo per scelte più colte come il Divertimento Ensemble, che all’Auditorium del Sole24ore presenta una serata-concerto dedicata a “Il pianoforte preparato da Cage a oggi”.

Mercoledì arriva a Milano Henry Rollins, fu leader dei Black Flag, oggi viaggiatore attento e predicatore radiofonico che al Teatro Sala Fontana presenta il suo spoken world tour. Ho avuto la fortuna di vederlo dal vivo 15 anni fa con la Rollins Band, dopo di loro sul palco salirono i Rage Against the Machine e il risultato fu come passare da Jimi Hendrix a Ligabue. Se ha tenuto anche solo un 10% di quell’energia, pure uno spettacolo parlato rischia di far pogare. La stessa sera torna ancora la dubstep di qualità con Roly Porter e Opium Child allo Spazio Concept.

Ultimi sussulti prima di chiudere, come fanno le persone educate, con il metallo. Giovedì 16 il Leoncavallo recupera la serata DaunTRoK! annullata per neve a inizio mese, con una cavalcata che parte dal noise dei Gunzard, passa per lo sludge metal degli Psychofagist e si conclude con la one-man-grind-band Bologna Violenta. C’è un’alternativa old school: tornano i Cannibal Corpse, al Live di Trezzo sull’Adda. Nella speranza che tutti i watt di questi amplificatori tornino a scaldare le strade.