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HackMeeting 2016 a Pisa

by Daniele Salvini | sabato 14 maggio 2016

Il 3, 4 e 5 giugno 2016 si terrà a Pisa la diciannovesima edizione dell’HackMeeting, l’incontro annuale della contro cultura digitale italiana. L’incontro si terrà al Polo Fibonacci di Pisa, c’è spazio per campeggiare con sacco a pelo e cucina autogestita vegana e vegetariana. L’intero evento è totalmente autogestito: non c’è divisione tra organizzatori e fruitori, ci sono solo partecipanti.

Quest’anno non c’è un tema, ma il logo parla chiaro: qui qualcuno ci succhia il cervello con la cannuccia!

 

Sono passati 19 anni dal primo HackIT di Firenze (e 18 dal secondo di Milano) e la comunità è per forza di cose cambiata, riconoscerete i vecch* per la maglietta d’antan, l’assenza dai social ed il boccale di birra in mano, intenti a farsi i complimenti per la gioia di rivedersi: “ma sei ancora viv*! maddai..” mentre guardano le tavolate dei ggiovani i quali chissà cosa stanno facendo al Pc, chissà. Sicuramente non ping-flooding e neanche brute-forcing, visto che è espressamente vietato dal regolamento. Il regolamento!

Un segno dei tempi sono un’organizzazione più precisa, le FAQ multilingua ad esempio, ma in generale una maggiore propensione all’accoglienza di chi si avvicina adesso all’hackmeeting. Ad esempio la locandina parla di gender-bender (distruzione degli stereotipi di genere) e addirittura precisa per la prima volta di come HM sia uno spazio antisessista e non solamente come sempre antifascista. Popolata prima da una brancata di maschi bianchi e nerd che godevano a far parlare tra loro due macchine, la comunità acara si è allargata negli anni fino a contenere attivisti, entusiasti della privacy, mediattivisti, acare, steampunker e la comunità LGBTQ.

 

Essere hacker infatti non significa saper usare la macchina, ma essere curios* (e dunque smontarla) e giocoso nella prassi. La macchina può essere un Pc ma anche la società. Hacking è un’attitudine. Dunque siete benvenuti all’hackmeeting condividendo quest’attitudine, non è necessario essere programmatori.

Scambio e libera comunicazione: l’hackmeeting è un momento di scambio dei saperi: tre giorni di talk, seminari e codici-chiacchere. Ci saranno piccoli talk di soli 10 minuti espandibili in sessioni pratiche e grandi, classici talk con slide e proiettore, one-liner da bar, brugole e merletti, DIY, capanne e capannelle e forse a tarda notte usciranno dai muri i famigerati talk fantasma.

La lista degli interventi sta popolandosi, ci sono anche le istruzioni per come proporre un intervento.

 

Negli anni scorsi si è parlato di crittografia e privacy, steampunk e orti costruiti, di come organizzarsi e fare reality hacking, operare nella realtà e smanettarsi la vita, di riciclo e produzione del cibo, corsi di base di informatica libera, elettronica, howto di saldatore 1.0 e cartografia, autodifesa digitale e costruzione di reti. Essere il media: quest’anno la comunità sta dibattendo sull’uso o meno dei Social Network, domandandosi se ne esista un uso virtuoso, non soggiogante ma utile all’organizzazione. Tra chi la pensa come Joe Strummer: “chi si scopa le suore prima o poi finisce in convento” e chi sente di dover cavalcare i nuovi media per raggiungere la gente là fuori e cerca strumenti di inclusione, il dibattito è in corso. Essici!