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gimme that fricking wifi

| martedì 12 luglio 2011

Lo stato dell’arte della connettività aperta senza fili a Milano.

di Daniele Salvini

Colla fine del 2010 sono cambiate alcune cose per il meglio, come dopo un lungo sonno le alghe che infestavano il Palazzo Marino sono svanite al mattino, stiamo lavorando per togliere le strisce di bava e ci vorrà ancora qualche tempo. Scansata la privatizzazione dell’acqua e stoppata la centrale atomica vicino agli orti tutto sembra andare per il meglio in quel di Milano. Adesso Milano è finalmente una città europea, metropoli internazionale e crocevia di culture grazie anche alla sua solida rete municipale senza fili che permette ai cittadini di collaborare, comunicare, scambiare.. Ehi un momento.. qualcuno ha visto la rete senza fili?

Facciamo un passo indietro: Il Comune di Milano, con colpevole ritardo di qualche annetto, ha buttato sulla griglia delle promesse elettorali la connessione gratuita senza fili per tutti i cittadini; Un ora al giorno gratis per tutti, ha detto l’ex Sindaco Letizia Moratti, Un’ora e mezza per tutti! ha rilanciato l’allora candidato ed ora nuovo Sindaco Giuliano Pisapia.

Il 31 dicembre 2010 NON viene rinnovata la legge d’emergenza terrorismo Pisanu-Stanca che vietava di collegarsi anonimamente a Internet. La legge, del 2005, veniva rinnovata di anno in anno. Questo potrebbe permettere d’ora in poi di avere delle connessioni aperte in città, senza impedimenti burocratici. Andiamo a vedere lo stato del wifi “aperto” a Milano.

IL PUBBLICO:
Il Comune propone a tutti i cittadini una connessione gratuita per un ora al giorno, (ma perché solo un’ora? così poco? ma poi finisce? forse non ce n’è per tutti?) ma solamente dall’interno delle strutture comunali e dunque Anagrafe, Biblioteche (niente parchi per ora) Per usufruirne bisogna collegarsi al network senza fili chiamato “wifi uffici pubblici” e aprire un browser. Al primo tentativo di navigazione si verrà redirectati a una pagina dove si dovrà inserire username e password e si potrà navigare gratis per un’ora.
Alla stessa pagina ci si potrà anche registrare per ottenere username e password. La registrazione consiste nell’inserire il proprio numero di cellulare ed accettare le clausole con due click. A questo punto vi arriverà sul cellulare la password da usare per il collegamento, il numero di telefono diventa il vostro username. Tutte le volte che ho provato a usarlo non ha funzionato, nel senso che l’sms sul cellulare non è arrivato. In compenso ho avuto il tempo di leggere le condizioni d’uso, scoprendo che mi sto impegnando a non fare un uso scorretto della banda che mi viene concessa, ad esempio in dettaglio mi impegno a non mandare email contenenti linguaggio osceno.. Oops.. forse che qualcuno le legge ad una ad una? In ogni caso si consiglia l’uso di Tor, NoScript e di tutte le precauzioni che siete soliti adottare quando vi collegate a una connessione senza conoscere l’amministratore.

Riassunto: 1 ora al giorno, solo in alcuni luoghi, nessuna aspettativa di privacy.

IL PRIVATO:
Strano, ma non c’è molta differenza, se sostate in un bar che offre connessione, per collegarvi dovrete attaccarvi al network wireless che il bar offre ed anche lì effettuare un’autenticazione usando il cellulare per ricevere una password, la quale sarà valida per tutti i bar che usano lo stesso tipo di servizio, GreenGeek per dirne uno. La prima differenza è che il bar vi chiederà il costo del caffè. La seconda differenza è che non siete limitati a un’ora al giorno.

Riassunto: tempo illimitato, si paga la consumazione, nessuna aspettativa di privacy.

MA PERCHE’ MI DEVO AUTENTICARE CON IL CELLULARE?
Non si era detto che colla fine del 2010 se n’era andata l’odiosa legge Pisanu che imponeva a tutti i fornitori d’accesso di conservare la fotocopia della carta d’identità di chi si collegava? Si, Mentre è vero che sono caduti alcuni obblighi, ne sono rimasti altri. Un privato cittadino (Bar, Centro Sociale, Circolo degli amici, Cooperativa del sole, Terrazzo di casa di Marcella eccetera) non può offrire connessione senza fili a chiunque, in quanto non è autorizzato a implementare le attrezzature. Chi mettesse uno scatolotto di access point aperto lasciando collegare liberamente il vicinato diventerebbe immediatamente un “operatore” secondo l’attuale codice delle telecomunicazioni e diventerebbe soggetto ad alcuni obblighi come per esempio ricevere l’autorizzazione dalla questura. Ecco perchè i Bar offrono una connessione che viene autenticata tramite telefonino da un soggetto terzo, un middle man, per evitare la burocrazia del diventare operatore. Certo, essendo caduta la legge antiterrorismo, chi dovesse mettere una connessione WIFI senza chiedere niente a nessuno non sarà un terrorista ma semplicemente avrà infranto la legge sulle telecomunicazioni decreto legislativo parappapero del chi se ne inpippa a questo punto. E queste parole potrebbero valermi una bella: “incitazione alla connessione”.