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Future is unwritten

| lunedì 31 ottobre 2011

I primi giorni di novembre sono quelli che conducono verso l’Apocalisse. Di quest’ultima se ne parlerà assai nei prossimi giorni… nel frattempo è il caso di godersi i concerti che restano prima della probabile estinzione umana. Siamo fortunati, perchè il piatto è ricco e abbondante, e inizia con una doppia portata assai gustosa. Mercoledì 2 c’è l’imbarazzo della scelta, con la possibilità di far conto sulla fortuna, che aiuta gli audaci, e può permettere addirittura la doppietta. Perchè alla Scighera si inizia presto e a volumi contenuti, come si confà al folk da camera dei Balmorhea. Nelle viscere del Leoncavallo invece scorrono i ritmi e i volumi forti di Neo e Heinz Karlhausen & the Diatonics, in bilico tra free jazz e blues aggressivo.

Giovedì 3, evitando trasferte lontane (tipo i Fuzztones a Torino) va in scena il grande circo del thrash metal ecologista con il Neckbreakers Ball vol. IV: sul palco del Live Club (Trezzo sull’Adda) si alterneranno Dark Tranquility, Eluveitie, Death Angel, Varg e Mercenary.

Un altro circo, ben più delirante, è quello che ci riporta al Leoncavallo venerdì 4, quando ci sarà spazio per la follia di HTRK e The Crazy Crazy World Of Mr. Rubik. Le alternative sono tutte dalle parti del punk, ma una virata su un mondo di rockabilly e culi ondeggiandi, come gli Intellectuals al Lo-Fi, l’altra è la voce sempiterna del combat-rock locale: i Rappresaglia al Bloom di Mezzago.

Quello che segue è un weekend anomalo, che si apre sabato con una serie di appuntamenti assai poco “milanesi” per come si è abituati a dipingere questa grigia e lenta città. Una felice anomali è MilanoMusica, che prosegue con il suo calendario ricco e costante di appuntamenti, questa volta tocca al trio Torto-Morini-Vidolin alle prese con alcuni grandi classici della contemporanea italiana (al San Fedele). Al TNT club è serata dark-industrial con Die Selektion e Kreativ in de Boden, mentre il Bloom (Mezzago) si trasforma in una macchina del tempo e ci riporta ai fasti del prog italiano: la “Progvention” si snoda tra i concerti di Eris Pluvia, Murple e il ritorno dei Raccomandata con Ricevuta di Ritorno.
Non fate tardi, però, perchè domenica iniziano gli appuntamenti che ci ricordano che l’autunno è arrivato. E la stagione delle foglie morte arriva quando, complice il cambio d’ora, ci si sveglia in mattinate nebbiose sudando ancora la birra della sera precedente, per ingollarsi un thè al volo e precipitarsi al Manzoni in orari da turbo-pensionati. Insomma, è l’ora di “Aperitivo in concerto”, che si apre con la leggenda vivente Dave Holland accompagnato dal chitarrista flamenco Pepe Habichuela, alle 11. Resta comunque tutto il pomeriggio per sonnecchiare, ricaricare le forse, e spingersi fino al Magnolia (Segrate) per il live del geniale thereminista, e thereminista è dir poco, Vincenzo Vasi.

Anche la settimana successiva apre subito col piatto forte: lunedì 7 al Lo Fi ci sono i Sightings con il loro noise matematico. Nel frattempo prosegue MilanoMusica con Jeffrey Swan alla Scala, mentre al Magnolia (Segrate) arriva la band post-rock dal nome scioglilingua And So I Watch You From Afar.

Martedì 8 è serata relax, da spendersi al massimo con il folk dei Timber Timbre al Magnolia o più facilmente a tirare il fiato in vista della fitta sera successiva. Evitando volentieri gli ultra-sopravvalutati Explosions in the Sky al Live Club, la serata di mercoledì vede la scelta tra il rock’n’roll di Kurt Baker al Ligera e l’accoppiata Der Mauer – Downpilot al Tambourine di Seregno.

L’attesa si colma con un altro piatto ricco, quello di giovedì 10. Nel tardo pomeriggio si aprono le danze con l’appuntamento del “Music Club” del Teatro Dal Verme: l’appuntamento col folk a questo giro è con John Grant, ex voce degli Czars. La serata poi impone una scelta di campo: al Lo Fi si accende un falò di caos con i Retox e gli Zeus!, mentre un instancabile Leoncavallo rilancia con il minimalismo industriale di Mika Vainio. Colui che fu una metà dei Pansonic, torna da solo dal vivo per dilaniare le orecchie del pubblico alla vigilia dell’apocalisse. Il giorno dopo è l’11.11.11, del doman non v’è certezza.